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MOBBING (TORNANDO AL LAVORO)

Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza molto grave: mobbing in seguito a congedo straordinario retribuito per figlio disabile. Le associazioni sono pregate di farsi sentire: fornirò l’email di Elisa a chiunque volesse aiutarla (G.P.)

Dopo aver usufruito del congedo straordinario per genitori di figli con handicap grave (l. 104), l’azienda per cui lavoro mi fa terrorismo psicologico al fine di farmi dimettere. Sono già stata convocata per ben 2 volte per sentirmi dire che con la crisi la situazione è difficile, che in ufficio sono già in troppi, che non sanno dove collocarmi, che la ragazza che hanno assunto per sostituirmi ormai ha imparato il lavoro, all’azienda va bene e quindi HA PIU’ DIRITTO DI ME a essere inserita. Sono stanca, incazzata, demoralizzata. Io ho usufruito di un diritto che la legge mi concede, ho passato 2 anni a seguire il mio bambino, ad accompagnarlo, fare attività con lui, ho girato ospedali e dottori (il più delle volte per nulla) e ora devo sentirmi trattata così? Capirei se a causa della crisi avessero dovuto sopprimere la mia mansione, ma sentirmi dire che devo sloggiare perchè deve rimanere una persona che hanno assunto per rimpiazzarmi, mi fa veramente imbestialire. Ho due figli , di cui uno autistico, un mutuo da pagare, la retta dell’asilo nido dell’altra mia figlia che ci stritola, mio marito è libero professionista e con i tempi che corrono le cose gli vanno parecchio male, tanto che – molto spesso –  il mio stipendio è la nostra unica fonte si sopravvivenza. Non so cosa fare, non so cosa pensare, ma i nostri diritti non dovrebbero essere garantiti? Che senso ha darci delle agevolazioni come quelle della legge 104 se poi c’è qualcuno che ce le fa pagare a caro prezzo?

ELISA

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Abusi e sesso su 17enne autistica Nei guai imprenditore

da IL GIORNO di Bergamo

Bergamo, 27 ottobre 2010 – E’ accusato di aver abusato sessualmente di una ragazza di 17 anni affetta da una forma di autismo, la sindrome di Asberger. Per questo un insospettabile imprenditore di 60 anni, residente in un Comune della valle Cavallina, sposato con due figli di 33 e 24 anni, è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare Vittorio Masia con l’accusa di violenza sessuale.

L’uomo si è difeso, respingendo tutte le contestazioni. La decisione del Gup è prevista per il 15 dicembre.
I fatti risalgono all’agosto del 2009. Il 24 la presunta vittima, che è assistita dall’avvocato Marcella Micheletti, conosce per caso il 60enne che, stando all’accusa, le chiede se vuole avere un rapporto sessuale con lui. La giovane accetta e i due si danno appuntamento per la sera dopo. La 17enne esce di casa dicendo alla madre che deve vedersi con un’amica, in compagnia della quale ha intenzione di andare alla “Festa della birra”, che in quei giorni si sta svolgendo in paese.

Invece si vede con l’imprenditore nel parcheggio di un supermercato. L’uomo la fa salire in auto e le chiede di fare l’amore, ma all’ultimo momento la ragazza si tira indietro. Il 60enne allora comincia a farle bere dello champagne da una bottiglia e cerca di avere un rapporto sessuale completo. Ma desiste davanti alle urla di dolore della ragazza, che gli aveva detto di essere vergine. Alla fine, approfittando del fatto che la giovane è ubriaca, il 60enne, stando alle contestazioni, la obbliga ad effettuare un rapporto orale.

Quando torna nella sua abitazione la presunta vittima è completamente ubriaca e continua a vomitare, tanto che la madre è costretta a chiamare la guardia medica. Nei giorni successivi la 17enne ha un comportamento strano e la mamma, insospettita, capisce che le è successo qualcosa. Dopo aver insistito parecchio, finalmente la donna riesce a sapere dalla figlia che cosa le è accaduto.

Immediatamente si rivolge ai carabinieri che, approfittando del fatto che l’imprenditore continua a chiamare la giovane sul cellulare chiedendo di vederla di nuovo, organizzano un incontro trappola. Non appena la ragazza sale sulla sua vettura, l’uomo cerca di baciarla ma viene bloccato e arrestato dai militari.

di M.A.

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