AUTISTICA ADULTA CHE LAVORA

IT’S POSSIBLE

MOBBING (TORNANDO AL LAVORO)

Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza molto grave: mobbing in seguito a congedo straordinario retribuito per figlio disabile. Le associazioni sono pregate di farsi sentire: fornirò l’email di Elisa a chiunque volesse aiutarla (G.P.)

Dopo aver usufruito del congedo straordinario per genitori di figli con handicap grave (l. 104), l’azienda per cui lavoro mi fa terrorismo psicologico al fine di farmi dimettere. Sono già stata convocata per ben 2 volte per sentirmi dire che con la crisi la situazione è difficile, che in ufficio sono già in troppi, che non sanno dove collocarmi, che la ragazza che hanno assunto per sostituirmi ormai ha imparato il lavoro, all’azienda va bene e quindi HA PIU’ DIRITTO DI ME a essere inserita. Sono stanca, incazzata, demoralizzata. Io ho usufruito di un diritto che la legge mi concede, ho passato 2 anni a seguire il mio bambino, ad accompagnarlo, fare attività con lui, ho girato ospedali e dottori (il più delle volte per nulla) e ora devo sentirmi trattata così? Capirei se a causa della crisi avessero dovuto sopprimere la mia mansione, ma sentirmi dire che devo sloggiare perchè deve rimanere una persona che hanno assunto per rimpiazzarmi, mi fa veramente imbestialire. Ho due figli , di cui uno autistico, un mutuo da pagare, la retta dell’asilo nido dell’altra mia figlia che ci stritola, mio marito è libero professionista e con i tempi che corrono le cose gli vanno parecchio male, tanto che – molto spesso –  il mio stipendio è la nostra unica fonte si sopravvivenza. Non so cosa fare, non so cosa pensare, ma i nostri diritti non dovrebbero essere garantiti? Che senso ha darci delle agevolazioni come quelle della legge 104 se poi c’è qualcuno che ce le fa pagare a caro prezzo?

ELISA

LA BRIOCHE DEL MARITO DELLA SIGNORA COL CAGNOLINO

il marito della signora col cagnolino

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UNA TOCCANTE TESTIMONIANZA (G.P.)

Antefatto: Quest’inverno in montagna V. – entrando in un bar ‘ da bravo cucciolo affamato si è lanciato su una brioche, ma purtroppo era quella di un signore ad un tavolo…

Il ragazzo sragiona, quando ha fame. Basta un attimo e puo’ fare una sciocchezza per procurarsi il cibo.Caso ha voluto che il padrone della brioche fosse un nostro vicino di casa della montagna. La moglie è una persona carina, con un cagnolino, saluta sempre e chiacchiera – pur con grossissime diffcoltà di parola – molto probabilmente per via di una paresi causata da un ictus.

Il tizio in questione fa la voce grossa con mio marito. Mio marito – gentilmente – si offre di comprargli una brioche nuova. Il tizio insiste.
Pur non essendo tenuto a dirlo, a questo punto (per evitare discussioni), a voce alta, in pubblico, gli segnala il problema di V.
La risposta che si sente dare è ” il fatto che suo figlio sia autistico non significa che non dobbiate educarlo”
Io fumo e schiumo dalle narici tipo toro, mentre mio marito mi trattiene.
La moglie, terribilmente imbarazzata, gli dice di smetterla e – per il momento – la cosa detta da quel pezzo di ignorante muore li.

Dopo mesi, il week end scorso siamo tornati in montagna.
Mentre sono fuori a giocare con V., vedo avvicinarsi lei che – quasi fra le lacrime – si scusa per quanto avvenuto a gennaio.
Parla con la parte del viso che riesce a muovere contratta per la tensione e per lo sforzo di scusarsi per una cosa che lei non ha fatto, di scusare un pezzo di deficiente che non sa neanche quando apre la bocca.
“Che poi io oltretutto coi bambini disabili ci lavoro. Gliel’ho detto: ma non te ne eri accorto?”.
Ascolto in silenzio, quasi commossa. L’unica cosa che mi sento di dire è “Non era lei a doversi scusare. Comunque apprezzo”.

Più ho a che fare con i cosiddetti “normali”, piu non li sopporto. Stasera penso a quella povera signora che avrà rimuginato sopra alla stronzata del marito per chi sa quanto tempo, che si sarà chiesta il motivo del suo comportamento.

O forse semplicemente si sarà sentita sola, sola fra le mura di casa sua….

E.C.
 
 

 

ASSENNATA PROPOSTA DI MODIFICA AL WELFARE

C’è la crisi. Grossa crisi.

La gente perde il lavoro. Intere famiglie sono sul lastrico. E chi non ha alcuna ragione per continuare a lavorare continua a rimanere al suo posto!

Per poter rendere più agile e scorrevole la burocrazia e per poter assicurare una migliore cura per la disabilità, oltre a pesare di meno sulle finanze pubbliche, propongo una modifica al Welfare.

E’ una modifica piccola piccola ma significativa.

Bisogna dare ai genitori delle persone autistiche la possibilità di licenziare chi non si comporta bene con il proprio figlio e chi propone fattivamente idee deleterie.

La psicologa psicodinamica ti dice che tuo figlio non ha nulla, ma che sei tu che non lo accetti? E tu la licenzi!

Lo psicomotricista ti dice che tuo figlio non è autistico perché gli autistici hanno lo sguardo privo di desiderio? E tu lo licenzi!

La pediatra ti dice che non si può fare la diagnosi di autismo perché la diagnosi di autismo si fa non prima dei 7 anni? E tu la licenzi!

Vai a prendere tuo figlio a scuola e lo trovi perso in stereotipie? E tu licenzi il Dirigente Scolastico!

Pensate un po': avremmo tanti incapaci in meno ad occuparsi di disabilità e lo Stato potrebbe risparmiare bei soldoni (sono tutti dipendenti pubblici, no?).

Due piccioni con una fava.

G.P.

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