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IL GUFO BOO

RICEVIAMO E VOLENTIERISSIMO PUBBLICHIAMO LA SEGNALAZIONE DI UN NUOVO SITO, IL GUFO BOO (TRADUZIONE DELLO SPAGNOLO “EL BUHO BOO”) MOLTO ADATTO PER I BAMBINI PICCOLI IN GENERE E IN PARTICOLARE PER I BAMBINI CON AUTISMO, SIA COME RINFORZO CHE COME GIOCO AUTONOMO (g.p.)

Ciao
Volevo farvi arrivare il link del nostro sito Web www.ilgufoboo.com

IL GUFO BOO è un sito di giochi educativi che ha come obiettivo fare che i bambini imparino a usare il computer mentre giocano.

È un modo molto divertente di stimolare i più piccoli: insegna loro
a premere i tasti, muovere il mouse, fare clic e trascinare oggetti.

Ci sono anche giochi più tradizionali come i disegni da colorare e i
rompicapo.

Nella sezione scaricare troveranno wallpapers e posters da
dipingere.

È stato nostro particolare interesse creare giochi che non fossero
né violenti, né competitivi
. I bambini non perdono mai, soltanto
superano livelli di difficoltà secondo la loro maturità.

IL GUFO BOO presenta un’esperienza nuova sulla web, un método
semplice e divertente per avvicinare i più piccini all’uso del
computer.

Questo metodo viene accettato ogni giorno di più sia nelle
case, sia presso la comunità educativa internazionale.

Saremmo molto contenti se visitate il nostro sito e – se vi fosse
possibile – lasciateci la vostra opinione.

Vi ringraziamo in anticipo e speriamo che sia del vostro piacimento!!
Saluti
Victoria

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La scuola a marcia indietro

Vi allego di seguito una lettera scritta per i giornali di Novara e non solo…. per denunciare una situazione scolastica vergognosa. Spero possa far riflettere qualcuno tra voi. Resto e restiamo a disposizione di chiunque – interessato direttamente o indirettamente – volesse intervenire sulla vicenda. (M. L.)

Gentilissimo Direttore,

le scrivo questa lettera nella speranza che lei voglia pubblicarla per intero e mettere a nudo davanti a tutti i suoi lettori la drammatica situazione in cui versa la nostra scuola, in particolare quando di mezzo ci sono bambini particolarmente deboli perché portatori di handicap gravi. Le anticipo subito che la mia non è una battaglia in nome di una parte politica, purtroppo ho preso atto che il colore della bandiera politica non cambia e non ha mai cambiato fino ad ora la direzione presa nelle scelte relative al mondo della scuola. La scuola appare sempre più un insieme di posti di lavoro in cui occorre collocare dei lavoratori secondo logiche puramente ‘sindacali’ in cui il bene dei nostri figli risulta l’ultimo dei criteri da adottare nella scelta degli insegnanti. A questo proposito le racconto la storia vissuta da mio figlio e dalla mia famiglia proprio all’inizio di questo nuovo anno scolastico.

Mio figlio è un bimbo disabile di 4 anni, è un bambino autistico, ovvero un bambino che ha la certificazione di handicap grave e di invalidità civile del 100%. Io e mio marito – poco dopo aver ricevuto la diagnosi della sua grave disabilità – ci siamo attivati privatamente per fargli seguire un trattamento intensivo, come suggerito dalle linee guida della Società di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA). Abbiamo scelto per lui di avvalerci di una metodologia che negli Stati Uniti e nel nord Europa è una delle più utilizzate (perché di provata efficacia) proprio per la riabilitazione dei bambini autistici, ma che in Italia fatica ancora a diffondersi, in parte per la mancanza di personale specializzato in grado di implementarla e in parte per il costo piuttosto elevato che comporta e che almeno per ora è  caricato interamente sulle spalle delle famiglie. Si tratta del cosiddetto metodo ABA (Applied Behavior Analysis), che usa tecniche e strategie della psicologia comportamentale.

Tutto il personale della scuola da lui frequentata lo scorso anno (I° anno della scuola statale dell’infanzia di Vignale – Novara), dalle insegnanti al personale ausiliario, si è attivato per seguire coerentemente il metodo da noi scelto, partecipando a corsi e riunioni da noi organizzati e guidati dalla psicologa che ha in carico il bambino. Insomma, posso assicurarle che è stata una esperienza di successo. Il bambino è cresciuto sotto tanti punti di vista, ha raggiunto rapidamente importanti autonomie e si è inserito molto bene (in considerazione anche del tipo di disabilità che lo limita proprio nei rapporti sociali) nel gruppo dei compagni. Proprio in considerazione di questa bella esperienza nel primo anno di frequenza della scuola dell’infanzia, e prendendo atto che una parte fondamentale di questo successo è stata legata all’insegnante di sostegno a cui Marcello era stato affidato, a giugno di questo anno, ovvero al termine dello scorso anno scolastico, mi sono attivata per capire se ci fosse il modo di veder confermata proprio l’insegnante di sostegno (risorsa da noi considerata davvero preziosa) anche per l’anno successivo. Le dirò che nel tentativo sono stata incoraggiata anche da una psicologa della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Maggiore di Novara, che mi ha proprio suggerito di sottolineare la ‘novità’ del trattamento educativo riservato a mio figlio e quindi la impossibilità concreta di trovare un insegnante di sostegno già preparato sulle tecniche comportamentali applicate all’autismo. Noi abbiamo pagato la formazione della vecchia insegnante, e questo dovrebbe contare qualcosa. Il condizionale da me usato le fa capire che le cose sono andate diversamente. Con una suspence che ha dell’incredibile (nomina del sostegno di mio figlio solo in seconda convocazione a scuola già iniziata) è stata nominata un’insegnante diversa, e la nostra vecchia insegnante ha ottenuto altro posto di sostegno.

Mi chiedo io: “Ha senso?” Avrei potuto capire che – nel caso in cui fosse rimasto libero solo il posto di sostegno a mio figlio – un insegnante con un maggior punteggio della mia vecchia insegnante avesse diritto di occuparlo per lavorare. Ma qui si tratta solo di diritto di scelta. La nuova insegnante, in virtù del suo maggior punteggio, ha diritto di scelta del posto dove collocarsi fra quelli rimasti scoperti, senza che nessuno faccia presente il diritto di mio figlio ad essere seguito con un po’ di continuità.

Le pare una cosa da paese civile? E le dirò di più: la cosa che più mi ha ferito è il silenzio o addirittura un senso di presa in giro da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Novara. A giugno avevo inviato al Dr. Bordonaro (dirigente dell’USP di Novara) e alla Prof. Colla (Handicap e Consulta degli Studenti) una lettera dettagliata per illustrare la situazione in cui ci trovavamo. Non ho mai ricevuto neanche due righe di risposta, manco buttate giù da una segretaria della dirigenza, che mi desse l’impressione di essere stata almeno ascoltata seppur non soddisfatta.

A fine agosto ho cominciato a chiamare i vari uffici legati alla mia vicenda ricevendo sempre solo dei ‘riprovi domani’, ‘mi spiace non ho visto la collega’, ‘riprovi domani, sa… sono dinamiche complesse’. Insomma una vera presa in giro per non dire a chiare lettere che la mia lettera (scusi il bisticcio di parole) era finita nel cestino senza alcuna intenzione da parte di alcuno di interessarsi alla vicenda.

Dulcis in fundo il pomeriggio del giorno 13 settembre, vigilia del giorno delle nomine,  riesco a parlare con l’ing. Ticozzi, responsabile e deputato alle operazioni di nomina dei sostegni alla seconda convocazione. L’ingegnere, molto gentile e mieloso, mi promette che in apertura dei lavori farà presente questa richiesta di continuità per il caso del V° circolo…. Non mi è stato difficile appurare che ciò non sia avvenuto. Una vera presa per i fondelli.

Grazie, ing. Ticozzi, lei ha davvero una grande sensibilità. Ma nessuno la muoverà dal suo posto. Lei potrà dire un mare di bugie a tutte le mamme disperate che come me si rivolgeranno a lei per cercare di capire e di avere una chance in più per i propri figli. E con lo stesso risultato. Una bella presa per i fondelli. I suoi figli – se ne ha – saranno orgogliosi di lei.

Termino questa mia lunga lettera sottolineando che non ho nulla di personale contro la nuova insegnante di sostegno a cui è stato affidato mio figlio (con cui spero di lavorare bene e proficuamente in questo nuovo anno scolastico), la mia rabbia è rivolta verso chi ha del potere e potrebbe far cambiare le regole del gioco. Mi è già stato fatto capire che anche il prossimo anno avverrà un cambio di sostegno, perché l’anno prossimo le graduatorie provinciali verranno aggiornate. Insomma sembra che il destino di mio figlio, bimbo autistico con spiccate carenze nelle capacità di instaurare rapporti sociali con il prossimo, sia quello di cambiare insegnante di sostegno ogni anno. Bella scuola, bella integrazione questa. Devo forse rivolgermi alla scuola privata? E’ questo quello che mi si chiede?

Grazie ancora.

Marcella Longhetti (mamma di Marcello, bimbo autistico senza diritti di 4 anni)

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