PSICOTERAPIA PSICODINAMICA PER L’AUTISMO: ORRORE!

copio e incollo dal sito di  ANGSA LOMBARDIA


Il trattamento psicodinamico per l’autismo cominciò ad affermarsi negli anni ’40, contemporaneamente all’identificazione dell’autismo come entità nosologica, e negli anni ’40 e ’50 rappresentava in pratica l’unico tipo di trattamento disponibile. La sua popolarità rifletteva piuttosto la diffusione prevalente delle teorie psicodinamiche di quegli anni che una sua efficacia dimostrata.


Principi del trattamento psicodinamico
Il trattamento psicodinamico è basato su un concetto dell’autismo come risultato di un ritiro del bambino da un ambiente percepito come ostile, spaventoso e pericoloso a causa di una psicopatologia dei genitori (e in particolare della madre) che, interpretando come un rifiuto i normali episodi di frustrazione e di ritiro del bambino, reagirebbero con ostilità invece che con coccole e protezione. A causa della paura suscitata dall’ambiente ostile, il bambino si ritirerebbe in quella che Bettelheim chiamava “fortezza vuota”, con conseguente arresto dello sviluppo dell’io, essendo le energie libidiche del bambino spese per difendersi dall’ambiente ostile.

Sulla base di questo modello si sono sviluppati due tipi di trattamento: uno rivolto al bambino e l’altro ai genitori.

Il maggior fautore dell’approccio psicodinamico per l’autismo fu Bruno Bettelheim, direttore della Sonia Shankman Orthogenic School di Chicago.

Bettelheim proponeva di ricreare per il bambino un mondo completamente diverso dall’ambiente terrificante nel quale veniva abbandonato alla sua disperazione, un mondo nel quale si sentisse accolto senza pregiudizio,

Il trattamento prevedeva l’allontanamento del bambino da casa e dalla famiglia, ritenuta responsabile del ritiro autistico, per inserirlo in un ambiente residenziale con “surrogati” di genitori (i terapisti) che gli davano il sostegno di cui era stato privato a casa, accettandolo e incoraggiandolo ad esprimere i propri sentimenti ed a fare esperienze senza paura, frustrazione o costrizione. Le procedure dei trattamenti basati sul modello psicodinamico non sono descritte accuratamente. Il bambino viene genericamente incoraggiato a mettere in atto qualunque comportamento per esprimere la propria autonomia e, con questa, il senso del sé. Questo porterebbe il bambino a sviluppare un senso di fiducia in sé e nell’ambiente, dal quale non avrebbe più bisogno di difendersi.

Il trattamento per i genitori consiste in una psicoanalisi finalizzata a identificare la psicopatologia sottostante che causa il rifiuto del bambino, allo scopo di portare alla luce i conflitti inconsci che hanno determinato il fallimento del loro ruolo genitoriale nei confronti del bambino.

Le psicoterapie psicodinamiche funzionano?
Non esiste alcuna evidenza empirica oggettiva a supporto dell’efficacia del modello psicodinamico per l’autismo. Nemmeno Bettelheim ha mai prodotto alcun dato consistente a riprova dei pretesi miglioramenti nei bambini trattati, al di là di qualche racconto di episodi isolati di miglioramento in bambini che non avevano comunque mai ricevuto una diagnosi certa di autismo.

Fra le numerose critiche rivolte a questi tipi di trattamenti, la prima è che si basano su un assunto sbagliato: è stato infatti ampiamente smentito che i genitori possano essere la causa dell’autismo, e non esistono evidenze che i bambini con autismo siano stati esposti alle condizioni negative che gli psicanalisti giudicano determinanti per la sua comparsa. In secondo luogo, i tentativi di validazione empirica di questi approcci non ne hanno sopportato l’efficacia. Di fatto già nel 1975 il National lnstitute of Mental Health riassumeva i risultati di molti anni di ricerche concludendo che questo tipo di terapia non si era dimostrata efficace per i disturbi dello spettro autistico. Un altro grave problema insito in questo approccio è l’inutile colpevolizzazione dei genitori per il disturbo del loro bambino. Questa teoria falsa e crudele ha causato incommensurabile dolore ai genitori, già provati dalle difficoltà di crescere un figlio con una grave disabilità.

Un altro ancora è che l’ambiente permissivo dei trattamenti psicodinamici può essere controproducente per il bambino. L’accettazione, o addirittura l’incoraggiamento, di comportamenti inappropriati come l’aggressività – può avere l’effetto di rinforzarli. Infine l’esclusione dei genitori dal trattamento si traduce nella perdita di una risorsa cruciale per il successo dell’intervento.

Malgrado l’assenza di validazione empirica e gli altri problemi associati, il trattamento psicodinamico conta ancora una minoranza di seguaci, anche se non è più considerato un approccio indicato per l’autismo.

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5 commenti

  1. Laura

     /  13 maggio 2015

    Ciò che non si conosce fa paura, ORRORE in questo caso. È evidente che chi ha scritto questo articolo poco conosce della psicoterapia psicoanalitica con i bambini autistici…

  2. Francesco Zanfardino

     /  24 ottobre 2011

    Gentili signori ho letto l’articolo e i commenti correlati. Chi risponde è Uno Psicologo Clinico specializzano in psicoterapia psicoanalitica. Premetto che da poco ho esteso il mio interesse scientifico anche al disagio infantile ma ho lavorato con molti psicotici adulti e adolescenti. permettetemi di esprimere un parere onesto. La psicoanalisi è una tecnica mediante la quale si arriva all’inconscio di colui che vi si sottopone. Dunque non vi può essere scientificità se non quella di un miglioramento dei sintomi denunciati dal paziente ch può e non può avvenire come in tutte le altre discipline in quanto solo Dio può dare la certezza di una guarigione. L’autismo è a tutti gli effetti una psicosi infantile, in quanto prevede tutta una serie di sintomi come per esempio quelli descritti da Ketty, alla quale concorrono cause biologiche e psicologiche. Studi seri fatti da psicoanalisti che si sono occupati solo di Psicosi come Piera Aulagnier E Frances Tustin mettono in evidenzia un non desiderio di bambino inconscio da parte della madre e in questo non ci sarà mai sicentificità e prova a meno che attraverso un percorso analitico che si scontra con le resistenze a far divenire cosciente tale desiderio da parte della madre ella non riconosca la sua presenza. Tale non desiderio concepito dall’aulagnier sisposa con pensiero della tustin la quale afferma che in tutti i bambini che li ha analizzato e ne sono tanti vi era un arresto dello sviluppo ad una fase molto precoce grazie a cure materne fallimentari in funzione di tale non desiderio. Con ciò non si puo colpevolizzare nessuno in quanto ella instaura na relaizone col bambino di cui non ne haalcuna consapevolezza e pertanto non la si puo ritenere responsabile nel senso di un intenzionalità cosciente ma all stesso tempo è proprio questa comunicaizone inconscia che lei instaura col bambino ad essere la causa del suo malessere in quanto attiva quella componente biologica responsabile in concausa con quella psicologica dell’autismo. Grazie

  3. lucia

     /  4 gennaio 2010

    bruno bettelheim ha prodotto probabilmente altrettante geniali e potenzialmente benefiche intuizioni e incaute, anzi irresponsabili applicazioni delle stesse. il mondo incantato, le ferite rituali e la fortezza vuota. ho letto in un saggio di jack zipes che egli saccheggiò a piene mani la tesi di un suo studente, e che raramente avvicinò un bambino, durante tutta la sua storia di terapeuta. forse in questa impronta schizofrenica sta il marchio di un’esistenza – privata e intellettuale – tragicamente satura di contraddizione e aberrazione. come il secolo in cui visse. dal campo di concentramento, alla delirante onnipotenza intellettuale, al sacchetto di plastica con cui finì i suoi giorni.

  4. minguccio73

     /  17 maggio 2009

    Qualsiasi NPI moderna degna di questo nome non può vedere nella psicoterapia una via terapeutica per i nostri figli. Qualsiasi NPI degna di questo noma dovrebbe conoscere le linee guida della SINPIA e quindi indirizzarci verso terapia cognitivo-comportamentali (o almeno dire che esiste). Ricordatevi che esiste anche la colpa grave in medicina (imperizia, imprudenza e NEGLIGENZA)….sono dell’ambiente medico e penso che mai come in questo caso l’utente farebbe bene a rivolgersi alla procura della repubblica se venisse commessa una mancanza simile, vi assicuro ci denunciano per molto, ma molto meno.
    saluti

  5. ketty

     /  17 maggio 2009

    Questo articolo lo dovrebbe leggere la mia (ex da qualche giorno) neuropsichiatra della Asl che, come tutta risposta alla mia preoccupazione circa i peggioramenti di mio figlio ( cammina sempre di più sulle punte, si sbatte continuamente la testa al muro, grida come un ossesso tutto il giorno), mi ha liquidato con queste parole: “Sig.ra, il bambino percepisce che lei non è autororevole ed è troppo preoccupata, ecco perché peggiora,sente la sua negatività”. Non ho parole….

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