la legge 104 e’ un problema

 Mi chiamo Lina Barone, sono la mamma di un bambino di 2 anni e mezzo affetto da autismo, sono un’insegnante precaria di Arte e ogni anno aspetto la nomina da parte dei presidi. Voglio raccontarvi quello che mi è accaduto in questi giorni.
Il 30 Settembre, in mattinata, mi arriva la telefonata di una scuola di L.  (Co) che mi chiede la disponibilità ad accettare uno spezzone di 6 ore di musica. Rispondo che avrei voluto prima sapere l’organizzazione delle ore, su quante classi erano disposte e se c’erano laboratori pomeridiani. Il segretario risponde che si sarebbe informato e mi avrebbe richiamato, mi chiede inoltre se avevo eventuali necessità sui giorni liberi dal servizio. Gli rispondo che avrei voluto, se possibile, il sabato libero, dato che mio figlio, disabile grave al 100%, non andando all’asilo, avrebbe dovuto svolgere la terapia (ABA) a casa. Nel pomeriggio il segretario mi richiama, mi dice che le ore sono su 3 classi, senza laboratori pomeridiani.. .
Il giorno 1 Ottobre mi informa dell’orario:  GIOVEDI’ 8-12 e SABATO 10-13; accetto comunque, dicendo che mi sarei in qualche modo organizzata e – nel caso di assoluta necessità – avrei usufruito dei permessi della legge 104.
Il segretario – quindi – mi dice di prendere servizio il sabato 3 ottobre e passare il venerdì 2 ottobre per firmare il contratto.
Dopo qualche minuto, mi richiamano, mi mettono in attesa e mi passano il Dirigente Scolastico che – con voce alterata – mi urla che avrebbe fatto di tutto pur di convincere la docente di ruolo della scuola a prendere le 6 ore in eccedenza – pur di non darle a me, che sarebbe stato deleterio avere la sottoscritta come docente.

Alla fine ha detto:  “Le sei ore sono revocate. Tanti auguri. La saluto”. Il tono era sarcastico.
Prima che potessi rispondere, ha interrotto la comunicazione.

Sono rimasta allibita, ho avuto una crisi di rabbia e pianto. Non solo a qualcuno capita la “fortuita coincidenza” di avere un figlio disabile, ma per di più deve anche essere discriminato e deve perdere un lavoro per il solo fatto di usufruire della legge 104!

Avrei potuto benissimo firmare il contratto senza dire niente e fare i miei interessi: invece ho voluto essere corretta, e questa è stata la ricompensa.

La stessa mattina, mi chiama la scuola presso la quale ho insegnato per 3 anni consecutivi. Quest’ultima scuola, pur conoscendo bene la mia situazione, mi chiede se sono disponibile per una cattedra di sostegno. Naturalmente accetto, essendo rimasta senza incarico.

La sera del giorno 1 Ottobre invio via fax un esposto al Provveditorato di Como. Il giorno 2 Ottobre – guarda caso – la scuola di L. mi richiama, per sapere se accetto o meno le 6 ore (ma non me le avevano revocate???? Evidentemente l’esposto aveva avuto effetto). Rispondo che ho già preso una cattedra di 18 ore a E. e  che – comunque sia – la faccenda non finisce lì, dato che il giorno prima, mi hanno chiuso il telefono in faccia revocandomi le 6 ore solo perchè potevo usufruire della Legge 104.
Adesso lavoro in una scuola per la quale non sono un peso -dove ho lavorato gli anni corsi e dove mi trovo bene.
Eppure, comunque la si metta, non riesco a dimenticare che – la mattina del 1 Ottobre – un dirigente mi ha detto chiaramente che, a seguito della mia possibile fruizione della Legge 104, la nomina era stata revocata.
Non solo sono discriminati i nostri figli DIVERSI, ma siamo discriminati anche noi genitori DIVERSI perchè abbiamo il “privilegio” dei permessi della Legge 104.

Credetemi: se potessi, ne farei volentieri a meno di usufruire della Legge 104, ma purtroppo non posso farci niente se ho un figlio disabile. Non tollero che si possa operare una discriminazione lavorativa solo perchè si richiede un diritto sancito da una legge dello Stato.

La prossima volta terrò la bocca chiusa, me ne infischierò dei problemi che posso causare all’organizzazione scolastica, firmerò il contratto senza accennare al mio “grande privilegio”.

 

Invito tutti i genitori a non lasciare che calpestino i nostri diritti: abbiamo già tanta sofferenza da portare sulle nostre spalle, non è giusto soccombere sotto le angherie di chi non riconosce un diritto inviolabile.

Meditate gente, meditate.

LINA BARONE


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3 commenti

  1. sabrina

     /  4 ottobre 2009

    cara Lina sei stata persino troppo corretta,io come madre di una figlia disabile farei di tutto x pubblicare questa notizia su un quotidiano a tiratura nazionale.Sono stata invidiata anch’ io xkè ho la 104,infatti qualche illuminato mi ha detto che ero una privilegiata e comumnque alcune persone sono insensibili

  2. giuseppe

     /  4 ottobre 2009

    Ciao Lina, sono giuseppe , ho letto attentamente questa lettera e ti dico che mi dispiace molto per quello che ti hanno provocato, ti dico solo di tenere duro e di superare queste brutture della nostra società , ma allo stesso modo ti dico con tutta franchezza , da meridionale, che bisogna avere anche un po di cazzimma ( termine per indicare la tipica furbità meridionale )che si dovrebbe usare in questi casi. Comunque tu sei forte , con animo nobile e sicuramente hai già superato questa brutta cosa . Con affetto c.g.( ricorda sempre che oggi la persona rispettosa viene sempre raggirata da quel fesso di turno che si crede più audace e scaltro degli altri).

  3. m.luisa

     /  4 ottobre 2009

    Cara Lina
    non ci sono parole per quello che ti è successo, comprendo la tua rabbia riguardo il sopruso subito perchè è di ciò che si tratta.
    Tutto il mondo scolastico per fortuna non è un unico paese, questo te lo conferma la scuola dove adesso hai preso servizio.
    Ammiro la tua correttezza e trasparenza, tra l’altro, atto non dovuto per tutela della privacy nei confronti della prima scuola.
    Sei una bella persona che ha voluto mettere in chiaro subito le sue difficoltà di mamma.
    Mediterò sicuramente su ciò che ti è successo.
    grazie per averlo condiviso con noi.
    M.Luisa Boninelli

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