FERMATE LA ERICKSON, FERMATE ZAPPELLA!!!

Il mondo della “cura dell’autismo” (in Italia) funziona come il mondo della moda. Ci sono alcuni “santoni” che dicono e scrivono quello che vogliono senza degnarsi di dimostrarlo scientificamente, una casa editrice ricca e potente che li appoggia (organizzando corsi e convegni ad iosa) e una lunga schiera di “adoranti-giubilanti” che si adeguano ai dettami che provengono dall’alto.

In quest’aria di crisi sempre più funesta, nonostante l’età avanzata (ma in fondo non è un vecchietto anche il nostro capo del governo?), il dottor Michele Zappella continua a fare danni enormi alla “cultura dell’autismo”. Tale cultura – in Italia – è sempre stata retrograda, psicanalitica e colpevolizzante, ma il fatto che permanga in questa catastrofica situazione è colpa – a parere di chi scrive – di Michele Zappella e di chi continua a lasciarlo al suo posto.

Nell’ultimo numero della rivista Autismo e disturbi dello sviluppo, per esempio, si continua a parlare del suo metodo che non ha mai avuto alcun riscontro scientifico, alcuno studio randomizzato conclusosi con successo ma che – nonostante ciò – continua ad essere adottato in molti luoghi d’Italia da Ospedali e Neuropsichiatrie (Ospedali e Neuropsichiatrie che – casualmente – compaiono spesso tra gli invitati ai Grandi Convegni Trentini).

In questo numero, uscito il 2 maggio, “Zappella, a proposito del Perché alcuni bambini escono dai Disturbi dello Spettro Autistico, introduce la necessità di cominciare a parlare di «autismi» e, affrontando la tematica della reversibilità in certi casi, evidenzia il ruolo determinante di trattamenti basati sull’avvicinamento tra bambino e adulto per via naturale, come avviene nell’AERC (Attivazione Emotiva a Reciprocità Corporea)”.

Ebbene, in pochissime righe “zio Michele” compie due crimini culturali e aggiunge un macigno al peso enorme che le famiglie delle persone autistiche devono quotidianamente sostenere. Un peso sempre maggiore ogni giorno che passa, perché – purtroppo –  le idee “emotive” di questo neuropsichiatra (poco neuro e molto psico) influiscono persino sulle nuove generazioni di psicologhe fighette delle ASL.

Primo crimine: ci sono bambini che guariscono dall’autismo.

Dove sono questi bambini, Zappella? Presentameli!

Secondo crimine: Si pubblicizza il ruolo determinante di trattamenti basati sull’avvicinamento tra bambino e adulto per via naturale.

Questa asserzione nega (per farla breve) che l’autismo sia un disturbo pervasivo, che gli autistici abbiano problemi enormi di organizzazione, di attenzione, di visione della realtà e che tali problemi vadano affrontati “di petto”: basta attivare il bambino con la “reciprocità corporea” e con l’attivazione “emozionale”. Mica l’autistico ha bisogno di imparare, di trovare delle strategie per progredire: ha bisogno di provare emozioni e di essere attivato!!!

Spiace che – nello stessa rivista – sia presente un articolo di Paolo Moderato e Cristina Copelli, anime dello IESCUM. Spiace perché la presentazione stessa del loro intervento mette subito in luce la “meccanicità” dell’ABA:

“Si tratta per lo più di procedimenti studiati a tavolino, che appaiono distanti dalla spinta emozionale di cui parla Zappella”.

Cosa rappresenta la presenza della Copelli e di Moderato in un contesto non favorevole, intriso (senza dichiararlo) di neo-psicodinamismo e di nostalgia-bettelhemiana?

Rappresenta quello che dicevo prima: l’enorme potere culturale della Erickson in questo campo è capace di condizionare pesantemente gli orientamenti “terapeutici” di un’intera nazione. Essere presenti nella rivista significa “entrare nel giro”.

Resta il fatto che la Erickson persiste nella scelta nefasta di far dirigere le sue riviste (e – spesso – di far orientare la sua linea) da Michele Zappella, portandoci tutti in un baratro “emozionale” senza fine e contribuendo alla costruzione di una società che non è capace di occuparsi dei nostri figli.

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27 commenti

  1. Daniele

     /  20 marzo 2016

    Se come dite voi i bambini che guariscono dall autismo sono quelli che non erano autistici é anche vero che in precedenza era stata sbagliata una diagnosi e che qualcuno si é accorto dell’ errore quindi invece di parlare male di chi si é accorto dell’ errore pensate ai medici che hanno sbagliato rovinando ed etichettando un bambino per anni ……e chissà quanti hanno detto che sono autistici ….e poi magari non li sono attenti genitori le diagnosi che danno ai bambini a 3 anni vanno riviste non vi fidate…

  2. luciano

     /  4 luglio 2015

    Luciano Zanetti / 4 luglio2015
    Mio figlio Walter, classe 1980, a due anni e mezzo ha iniziato a presentare i classici sintomi dell’autismo. Grazie a Dio nell’aprile 1984 ci siamo rivolti al professor Zappella, nel vecchio ospedale pediatrico di via mattioli 4 a Siena. Dopo cinque anni di terapie praticate da noi genitori sotto la guida del professore, i sintomi dell’autismo sono totalmente scomparsi!!!
    E’ stata dura, ci è costata sacrifici e privazioni e molto denaro per i viaggi e i soggiorni a Siena, ma ne è valsa la pena!!!
    Zappella merita rispetto e stima perchè ha dedicato tutta la sua vita allo studio dell’autismo e il metodo da lui creato per curarlo ha dato degli ottimi risultati!!!
    Ringrazio pubblicamente il professore!!!

  3. Gianni Papa

     /  20 agosto 2012

    mi dispiace…

  4. Il professore Michele Zappella segue mio figlio dal 2006 dopo aver girato diversi medici e ringrazio Dio per avermelo fatto incontrare.E’ stato l’unico ad aver fatto la giusta diagnosi disturbo pervasivo non specificato dello spettro autistico.Adesso mio figlio ha 10 anni parla, relaziona…….La terapia è stata logopedia,psicomotricità e diverse metodiche consigliate da lui alla logopedista, alla pedagogista ed alla maestra compresi materiale informatico dell’Ericksson.Oggi mio figlio è quasi completamente guarito.ha ancora qualche problema ma sono già felice così’.

  5. Luigi Mazzetti

     /  12 marzo 2011

    se no c’è quest’altra discussione con ampio dibattito (143 commenti . . .)

    metto il link

    https://autismoincazziamoci.org/2010/12/05/montinari-ha-curato-lautismo/

    ciao

  6. Luigi Mazzetti

     /  12 marzo 2011

    opsssssssssssssss scusa il link è questo:

    https://autismoincazziamoci.org/2010/01/25/unesperienza-montinari/

  7. Luigi Mazzetti

     /  12 marzo 2011

    E COME NO ? Questo sito è quasi tutto su Montinari:

    vedi questa pagina: 25 Jan, 2010
    Un’esperienza “Montinari”
    Posted by: Autismo Incazziamoci In: testimonianze
    Mio figlio a giorni compie 6 anni, è stato diagnosticato a due anni un Disturbo Multisistemico di tipo C. Dopo circa un anno la diagnosi è
    diventata DGSNAS.
    Già con la prima diagnosi, ha iniziato a fare terapia neuro linguistica integrata.
    Verso i quattro anni, vengo a conoscenza del protocollo Montinari. Immediatamente mi attivo: vengo a conoscenza che nella città in cui abito ci sono dei medici che seguono il protocollo e iniziamo a fare analisi, dieta, e a prendere gli “integratori”.
    Quello che mi dicevo è che non potevano fargli male … al massimo non facevano niente.
    Per di più, mio figlio aveva sempre avuto problemi di diarrea e – dalle analisi – risultava una leggera intolleranza al lattosio. Pensavo che, con la dieta, almeno si sarebbero potuti risolvere i problemi gastrointestinali.
    Abbiamo seguito il protocollo Montinari rigidamente per poco più di un anno. Sia il neuropsichiatra che segue il bambino, sia la terapista erano assolutamente contrari, mi dicevano che lo avrei escluso da una serie di situazioni – tra cui quello del pranzo – che sono importanti momenti di condivisione… e poi che non c’era nessuna evidenza scientifica sui risultati. Spesso ribadivo loro, anche con forza, che – se anche uno dei bambini che faceva la dieta ne aveva ottenuto dei risultati – io, da madre, avevo il dovere di provarci, ed il diritto di scegliere la cura che ritenevo più giusta.

    Da subito notai che le feci erano più consistenti e che andava in bagno non più di due volte al giorno. Questo rafforzava la mia convinzione di proseguire la dieta.
    Il costo era veramente esagerato per noi. Spendevamo circa 600-700 euro al mese – tra integratori, cibo, visite e analisi. A queste, andavano aggiunti i costi delle terapie.
    Sicuramente vedevo il mio bambino molto più tranquillo, questo lo devo dire (ma ci credo: con tutta quella melatonina che prendeva! O – chissà – era talmente affamato che non riusciva nemmeno a muoversi).
    Con l’inizio della primavera, il menù della mensa scolastica prevedeva il gelato. A mio figlio davano quello di riso, ma si accorgeva della differenza, e le maestre mi dicevano che si disperava di pianto.
    A mensa non voleva più entrare e – solo con la forza – riuscivano a farlo stare seduto a tavola. Aveva iniziato a “rubare” la cioccolata agli altri bambini, a mangiare di nascosto il parmigiano prendendolo dai piatti degli altri. Io, imperterrita, ho insistito a fargli continuare la dieta, illudendomi di vedere chissà quali risultati.
    In quel periodo, infatti, il bimbo faceva dei miglioramenti. Difficilmente si poteva stabilire se era il protocollo, la terapia, la crescita, l’impegno di noi genitori, la pazienza della sorellina. Forse erano tutte queste cose messe insieme.
    Un giorno – a casa – mi prende per mano e mi porta vicino la dispensa in cucina e mi dice : “Mi dai un pan di stelle, per favore?”.
    Era la prima volta che parlava …

    Ero felicissima, aveva iniziato a fare delle richieste verbali: gli ho dato il biscotto immediatamente.
    Mi aspettavo chissà quale disgrazia. Pensavo: adesso – per smaltire il lattosio e la caseina – ci vorranno almeno 15 giorni, per il glutine un mese.
    Beh… invece non successe niente … ma proprio niente. Dopo una settimana era come prima del pan di stelle. Mi aspettavo almeno due o
    tre giorni di diarrea incontrollata … niente.
    Decisi così di interrompere il protocollo Montinari: volevo vedere cosa succedeva… nel caso in cui si fossero verificate delle regressioni o rallentamenti, lo avrei ripreso.
    Ho notato che – a volte – era più nervoso, più attivo il giorno (e quindi anche più partecipe). Dormiva come prima, anche se il suo sonno era sempre agitato, e continuava a migliorare con la stessa costanza.
    E di diarrea neanche l’ombra.
    Inoltre era molto felice del gelato della mensa “come quello degli altri”, delle merendine e schifezze che poteva mangiare, della fetta di torta , non più negata al compleanno degli amici, della cioccolata che gli mettevo nello zainetto… e – sorprendentemente – era diventato il più “educato” della scuola a mensa.
    Anche a casa rispettava le regole della cena: anche quando aveva finito di mangiare, rimaneva seduto a tavola ad aspettare che anche gli altri finissero.
    Ancora oggi mi sento in ansia pensando che – se così tanti specialisti credono nell’efficacia della dieta – forse c’è un fondo di verità.
    Forse solo per mio figlio non ha prodotto effetti benefici. Forse era mio dovere perseverare.
    A volte penso “chissà cosa succederebbe se riprendesse la dieta?”.
    Poi penso a tutte le privazioni a cui era sottoposto. Lui è un gran golosone: non è stato mai selettivo nel cibo.
    Non so se ho fatto bene a iniziare il protocollo Montinari (o a smetterlo).
    Eravamo seguiti non da Montinari in persona, ma da un pediatra che applicava il protocollo.
    Una volta, però, lo portai anche da lui in persona (costo visita € 250,00). L’appuntamento era alle 14,00 e ci fece entrare alle 18,00 circa (e chi ha un figlio con problemi simili a quelli di mio figlio sa bene che cosa significa farlo aspettare tutte quelle ore in corridoio).
    Quando siamo entrati per la visita, non c’è stato verso di calmare il bambino, che oramai urlava e piangeva solamente. Montinari ha visto le analisi tra una telefonata e l’altra e mi ha detto di portare il bambino da Borghese, perché degli altri terapisti non si fidava.
    Gli ho chiesto più volte inutilmente di spiegarmi il risultato di quelle analisi che avevamo fatto, se da quelle emergeva qualche danno da vaccino, se erano normali etc. etc..
    Considerati i problemi di diarrea che il bimbo aveva sempre avuto, visto che Montinari è un gastroenterologo, mio marito ha insistito per farglielo visitare, gli ha chiesto se lo vedeva ipotonico … non so come spiegarvi la situazione, quello che ho percepito è stato un atteggiamento più inquisitorio che da medico.
    Può darsi che – sia io che mio marito – abbiamo avuto una impressione
    sbagliata, o siamo capitati in un momento sbagliato, ma – uscendo dalla stanza – non mi sono trattenuta e gli ho detto che per 250 euro avrebbe potuto dedicarci mezz’ora di tempo ininterrotta.

    Uscendo dalla clinica in cui ci aveva ricevuti, mio marito ed io ci siamo guardati in faccia e abbiamo iniziato a ridere, sentendoci un po’ stupidi per quei soldi buttati, perplessi e amareggiati perché speravamo di trovare più risposte che domande.
    Oggi posso affermare che mi sento tranquilla con la mia coscienza per averci provato, tranquilla perché la strada che abbiamo intrapreso è l’unica giusta.

    Volevo solo raccontare la mia esperienza “montinari”, senza dare giudizi, senza fare commenti, descrivendo i fatti.
    Ai posteri l’ardua sentenza.
    P.
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    Tags: autismo, autistico, Borghese, DGSNAS, DIETA, Dieta SGSC, disturbo multisistemico, Montinari, terapia neuro linguistica integrata
    15 Responses to “Un’esperienza “Montinari””

    1 | Gianfranco Cerniglia
    January 25th, 2010 at 23:55

    Idem in tutto e per tutto, tranne il fatto che la fortuna di sentir parlare mio figlio ancora non l’ho avuta!!!!
    Pazienza!!!!
    2 | Paperinik
    January 26th, 2010 at 09:31

    Non voglio fare l’avvocato di Montinari, ma continuo a trovare grosse incongruenze in questo racconto e vorrei farle notare.
    Mi spiace per la brutta esperienza di Patrizia, ma se solitamente Montinari si comportasse come da lei descritto, non avrebbe certo tutti i clienti che ha .
    Non entro nel merito della vostra prima visita, poiché solo voi ed il dottore sapete come è andata, ma solitamente la prima visita dura ben più di un’ora.
    Parlate di aver rigidamente seguito il protocollo Montinari, ma siete andati da lui quando oramai lo avevate sospeso. Quindi non avevate fatto un anno di “vero” protocollo. Ma magari , mi sbaglio, visto che non conosco quel pediatra.
    Dite di aver seguito la dieta, ma per quanto ,visto che vostro figlio alla mensa rubava il parmigiano e la cioccolata dagli altri bambini. La dieta per poterla valutare NON DEVE ESSERE INQUINATA.
    Insistere che la melatonina faccia l’effetto di uno psicofarmaco …. o peggio che un bimbo affamato (e perché mai poi) sia più calmo mi sembra una gran cavolata.
    Così come affermare che se un bambino è più agitato o anche più attivo sia più partecipe proprio non torna avete presente che se si parla di IPERATTIVITA’ si associa solitamente ad un DEFICIT DELL’ATTENZIONE, poiché un bambino iperattivo ha chiaramente una soglia dell’attenzione più bassa.
    Inoltre la dieta non serve certo per la diarrea. Può aiutare, ma la diarrea si cura anche in altro modo, mentre la dieta deve (o meglio può) risolvere ben altri problemi.
    MI SPIACE , MA LA MIA ESPERIENZA E’ DEL TUTTO DIVERSA DALLA VOSTRA.
    3 | patrizia
    January 28th, 2010 at 10:18

    a paperinik nun m’ affissià.
    sono felicissima della tua esperinza positiva, ma non avere il classico atteggiamento “montinaresco” che chi non crede in me è contro di me, e quindi dice delle stronzate.
    credo che noi tutti abbiamo l’interesse di trovare “la cura”, o perlomeno qualcosa che faccia stare meglio i nostri figli.
    oggi non sappiamo se i Disturbi dello Spettro Autistico siano di origine neurologica o psichiatrica, nel centro fondato da Bollea c’era un bravo medico -il dott. Pelliccia, scomparso prematuramente- che credeva molto nell’efficacia della dieta, molti suoi pazienti, con diverse forme di epilessia, sono stati curati proprio con la dieta. chissà forse nei DSA in cui è prevalente un danno neurologico la dieta funziona meglio.
    è vero quello che dici circa tutti i “clienti” che ha montinari, sono davvero tanti, mi domando quanti fra questi abbiano realmente metabolizzato la diagnosi dei propri figli, quanti ingenuamente pensano di aver trovato l’araba fenice? quanti tra questi pensano :mio figlio mica è come il vostro? ma non lo vedi che il tuo che non fa la dieta è un caso più grave? il mio ormai non è più nello spettro autistico, capirai sono quattro anni che fa la dieta, però non capisco perchè non mi cambiano la diagnosi?
    ti chiarisco anche un’altra cosa: è montinari stesso che dice : la dieta non fa effetto su tutti.
    ma va?
    escludiamo quelli su cui non fa effetto: quelli che rimangono, gli effetti ce li hanno i bambini – pazienti, e non clienti- o i genitori che visto che si sono impegnati così tanto economicamente, fisicamente, psicologicamente ne devono pur trovare una giustificazione?
    insieme a te medito su quest’ultima frase.
    p.s. la dieta non è stata mai inquinata, sono andata da montinari prima della sospensione del protocollo, la “visita” è durata un’ora e mezza, il protocollo prevedeva degli integratori anche per la diarrea (questo protocollo nasce infatti dall’evidenza che molti bambini affetti da DSA presentano disturbi gastrointestinali), il pediatra omotossicologico che ci seguiva era presente alla visita con montinari.
    4 | Paperinik
    January 28th, 2010 at 10:46

    Scusa Patrizia, ma tu stessa dici che , nel periodo della dieta di tuo figlio, frequentava la mensa scolastica, mangiando di tanto in tanto il parmigiano o la cioccolata dei compagni.
    In quel senso la dieta è stata inquinata.
    Io non ho mai detto ne pensato che grazie alla dieta mia figlia adesso non è più autistica e nemmeno che da sola risolva tutti i problemi ,soprattutto quelli di apprendimento.
    Però la nostra qualità della vira è migliorata, nel giro di pochi mesi. E non lo dico io o mia moglie. Anche se siamo quelli che più ne hanno beneficiato insieme a mia figlia, ma i parenti,i conoscenti e lo stesso pediatra che ha visto dopo pochi mesi una bimba diversa, che ci consigliato di continuare .
    sei liberissima di pensare ciò che vuoi, ma ogni volta che abbiamo provato a reinserire i prodotti proibiti, mia figlia è notevolmente peggiorata.
    In quanto alle altre affermazioni, quali il bambino affamato sia più calmo , meglio non commentare visto che di solito è esattamente il contrario.
    Della diagnosi inoltre poco mi importa , perché se farà la scuola con il pei, che abbia una diagnosi di autismo , di disturbo pervasivo dello sviluppo, di deficit della relazione e comunicazione,della regolazione emotiva, di schizofrenia infantile o qualsiasi altra cosa, poco mi interessa, perché il risultato non cambia.
    Io mi concentro sui problemi e cerco di lavorare su quelli, per rendere la vita di mia figlia più serena e felice possibile.
    P.S. Il fatto che il pediatra sia stato presente alla visita con Montinari NON significa che il protocollo seguito fosse quello di Montinari, visto che lo modifica sul bambino ogni quattro mesi. Inoltre dal tuo racconto sembrava che vi avesse dedicato solo mezz’ora di tempo , per di più interrotta. Mentre solo adesso scrivi che la visita è durata 1 ora e mezzo. Sono precisazioni che cambiano il senso del tuo racconto, anche se non metto minimamente in dubbio che la dieta con tuo figlio possa non funzionare.
    5 | Paperinik
    January 28th, 2010 at 10:58

    Dimenticavo , … c’è un’altra cosa che mi ha colpito nel suo racconto.
    Il bambino che non aveva mai parlato :”Un giorno – a casa – mi prende per mano e mi porta vicino la dispensa in cucina e mi dice : “Mi dai un pan di stelle, per favore?”.
    Era la prima volta che parlava …”
    Non scrivo questo per sottolineare che potrebbe essere stato merito della dieta, ma perché vorrei capire … la prima volta che ha parlato suo figlio ha detto una frase completa di pronome ed anche il per favore ?
    Non è cosa da poco … perché vorrebbe dire che già conosceva il linguaggio e come si forma una frase ed è sintomo che non vi è un grosso danno nel canale verbale e questo mi fa veramente piacere per suo figlio.
    6 | patrizia
    January 28th, 2010 at 20:36

    caro paperinik, (ti scrivo sotto forma di lettera perchè questo dialogo mi prende),
    come ben saprai, per conoscenza diretta, i bambini con questa diagnosi a volte riescono a parlare anche in modo corretto, questo però non significa che “comunicano” sempre, o che generalizzino sempre. insomma oggi te lo dico domani no ( e magari anche dopodomani). purtroppo il canale più colpito di mio figlio è proprio quello verbale, sia nella comprensione (decodifica) che nella produzione (ecolalie, linguaggio non adeguato, tic verbali complessi, non da meno stereotipe verbali).
    ti assicuro che la dieta non è stata inquinata, nel senso che lui ci provava … ma non ci riusciva a mangiare cibi proibiti.
    il pediatra presente alla visita di montinari è un suo allievo, che segue i bambini in sua vece.
    anche alcuni miei amici, che seguono il protocollo, sono ferventi sostenitori della dieta e continuamente mi dicono dei progressi che i loro figli hanno grazie alla dieta.
    queste persone hanno affrontato prima il DAN con verzella, altri sono andati da mazzuca, per poi passare a montinari senza mai interrompere la dieta, si sono tutti indistintamente tirati indientro quando erano arrivati al punto della chelazione.
    in questi miei amici c’è un unico filo conduttore che è quello di trovare la cura ad un danno biologico.
    io parto a un’altro punto di vista: e se non fosse per tutti così? visto che per mio figlio non ci sono stati i miracoli auspicati, visto che la dieta e gli integratori non hanno sortito nessun effetto, se non – ti ripeto – quello di renderlo più calmo (non più attento).
    i figli di questi miei amici (coppie diverse) sono tutti, indistintamente meglio del mio, nel senso che parlano (anche se poi bisogna vedere che dicono), sono più comunicativi, più “interattivi”, forse merito della dieta (secondo i genitori), forse perchè è un “danno” diverso, forse sono più intelligenti, forse la loro terapista è più brava rispetto a quella di mio figlio, forse doveva andare così, o forse è nell’ordine naturale delle cose che continuino a fare progressi, e loro essendo più grandi del mio, sembrano più “normali”.
    non precludiamoci nulla.
    sono felice che tua figlia abbia avuto dei benefici dal protocollo montinari.
    per l’ennesima volta ti ripeto: la visita è durata un’ora e mezza interrotta in continuazione da telefonate. non mi ha dato nessuna risposta. visto che gli ho dato 250 euro, quando ci stava salutando gli ho detto che mi avrebbe potuto dedicare mezz’ora di tempo ininterrotta; in quanto se cumulo il tempo tra una telefonata e l’altra non mi ha dedicato 15 minuti, non ha osservato in nessun modo il bambino, sono stata chiara ora?
    per mia esperienza diretta ti posso assicurare che i bambini con DSA risentono molto degli stati d’animo dei genitori, perciò se la dieta fa stare meglio te e tua moglie, più tranquilli e in pace con la vostra coscenza FALLA, ma non smettere le terapie: neurolinguistiche, comportamentali, ABA, o qualsiasi altro tipo di riabilitazione che ad oggi ha validazione scientifica.
    è fondamentale capire che noi genitori non abbiamo colpa di come sono i nostri figli, e nemmeno i medici ne hanno, il senso di colpa produce sofferenza, e la sofferenza non aiuta i nostri figli.
    p.s. se ancora non lohai fatto leggiti LE COSE HE AVREI POTUTO DIRTI di angel riviere. io l’ho stampato e incorniciato, ogni tanto lo leggo.
    7 | fabrizia
    January 28th, 2010 at 22:10

    apperò 250 euro per mezz ora… è aumentato dai miei tempi. Il tono inquisitorio sarà a causa del fatto che è o è stato poliziotto? mah…
    8 | mady
    March 2nd, 2010 at 15:31

    cia patrizia, solo oggi leggo la tua, ..la vostra storia, vorrei chiederti, come avete reinserito il glutine ed il lattosio, ..vi ha guidato il pediatra?. Anch’io ho un bambino autistico, grave, ..gravissimo!, e dopo 4 anni di dieta rigidissima, priva anche di zucchero, lieviti, e soja, son pronta a mollare. Con la paura però, di averlo reso intollerante. Ti ringrazio, e vi mando un abbraccio “virtuale!!.”
    9 | patrizia
    March 10th, 2010 at 10:25

    cara mady, abbiamo reinserito tutto senza consigli pediatrici o analisi. abbiamo però preteso dal bambino che le cose ce le “chiedesse” senza pianti o urla, diciamo che lo abbiamo ricattato, e la cioccolata, le merendine e la pastasiutta l’abbiamo “usata” a nostro vantaggio.
    se lui si innervosiva rimettevo a posto la merendina e lo lasciavo piangere. è stata veramente dura. la mia esperienza è che ho avuto dei benefici dalla dieta in questo senso, ha iniziato prima a dirmi “pan di stelle” poi “teletabbies”, ed ora le richieste sono praticamente tutte: dal cibo ai cartoni animati al gioco, il disegno. certo non usa un linguaggio grammaticalmene corretto MA CHI SE NE FREGA, meglio questo che urla e pianti.
    10 | mady
    March 11th, 2010 at 12:14

    ..grazie patrizia, ..con tutto il cuore auguro il meglio, al tuo, e, ad ogni bambino. Proprio ieri abbiamo dato al nostro angioletto, del latte ad alta digeribilità,..tra qualche giorno, proveremo a fare altri inserimenti, ..speriamo bene!. Penso che ogni genitore è pronto a giocarsi tutto per vederli sereni, è stato giusto anche percorrere questa strada, ma dati, i risultati, ritorniamo a regime alimentare completo, ..provo a mettermi nei suoi panni, ..personalmente, “morirei”, se non potessi togliermi le piccole soddisfazioni della buona cucina!!. E poi, il mio bambino ha una paresi celebrale infantile, ..quindi sarà veramente autistico?!!. Ancora grazie..
    11 | LadyMiriam
    November 25th, 2010 at 19:38

    Più leggo questo sito più mi accorgo che molte mamme hanno usato il rinforzo, il ricatto, le negazioni ABA senza che se ne accorgessero…se tu mi dici biscotto io poi te lo do.
    I risultati si vedono e si leggono.
    12 | Katia Tacco
    November 25th, 2010 at 21:01

    Anche io ho riniziato ad inserire qualche cibo “normale” nell’alimentazione di mio figlio (che fa la dieta da 1 anno e 1 mese) e sembra, per ora, di non vedere nessun effetto negativo. Lo stesso Montinari, nel corso dell’ultima visita, mi ha detto che potevo rinserire gradualmente gli alimenti che erano stati eliminati. Il mio cucciolo disse la sua prima frase completa a dicembre dell’anno scorso. Disse: “Non voglio terapia, dottoressa mi da botte in testa e schiaffi!”. Poi, come è capitato a voi, per un pò non ha detto più frasi. Saremo stati particolarmente fortunati, ma mio figlio ora parla con frasi complete di verbo, pronome, complemento oggetto e tutta la grammatica possibile. Solo che a volte dimenti gli articoli e si inventa delle parole nuove!
    Soprattutto, quello che è cambiato a livello del linguaggio, è che ora parla di continuo e a volte gli devo chiedere di stare zitto! Poi mi mordo la lingua e penso a quando 1 anno fa stava sempre “muto” e per fargli dire 3 parole di seguito pagavamo fior di terapie!!!
    13 | Katia Tacco
    November 26th, 2010 at 09:04

    Alla signora “P.” (sta per Patrizia?) che ha scritto l’articolo sulla sua esperienza “Montinari”, visto che la descrizione lo fa apparire come un “cialtrone” (e invece è un illustrissimo scienziato che collabora anche nella Commissione del Ministero della Salute che si occupa di Autismo…), desidererei che indicasse la risposta degli esami che il dottore gli ha fatto fare.
    Le porfirine urinarie erano alte o basse?
    Le neopterine urinarie erano alte o basse?
    I peptidi urinari, glutomorfina e caseomorfina, erano alti o bassi?
    I markers dei vaccini hanno rivelato dei valori alti sospetti e valori che indicano una NON immunizzazione?
    L’HLA ha rivelato la presenza di alleli collegati con la predisposizione genetica alla celiachia, anche in forma secondaria, e con una fragilità del sistema immunitario innato?
    Il citotoxit test ha rivelato la presenza di intolleranze alimentari?
    Questi sono alcuni degli esami che il dott. Montinari ha prescritto a mio figlio e che poi, in sede di visita,
    mi ha spiegato in modo molto chiaro il suo significato. Non penso di essere stata una privilegiata! Molto probabilmente ero attenta a quello che mi diceva e ho preso anche appunti.
    Inoltre, qualsiasi medico te lo può confermare, la sospensione di un alimento, non crea intolleranza verso lo stesso, anzi, spesso, se l’intolleranza non è divenuta allergia, il corpo ha smaltito le tossine e l’intolleranza se ne è andata tenendo presente che, di quell’alimento, è meglio non farne un abuso.
    14 | Rosanna
    November 28th, 2010 at 23:21

    Credo che appunto la esperienza de ogni uno di noi sia diversa, ma e la prima volta che sento qualcuno che fa il protocollo di Montinari seguito da un altro medico … per quanto mi riguarda sono soddisfatta e credo che effettivamente questa sia la cosa più bella e soddisfacente per un genitore , la signora dice che ha trovato la strada giusta , magari quella sarebbe la esperienza da raccontare più valita per chi deve iniziare un percorso nel “mondo “ del autismo , ma e solo la opinione de una mamma felice e contenta delle sue scelte , una mamma molto “alternativa “Rosanna Saracco mamma felice de tre bellissimi bambini
    15 | Cicciuzzo
    January 6th, 2011 at 18:36

    Continuo a leggere di qua e di la, ma non riesco a capire se questo Montinari sia “cosa buona o cosa sbagliata”…

  8. Un padre

     /  3 marzo 2011

    Cercando una terapia valida all’autismo di nostro figlio, mia moglie ed io, abbiamo girato l’Italia sperimentando “centri” e terapie varie. Abbiamo incontrato diversi professori e alcuni santoni. Siamo giunti alla conclusione che tutti volevano studiare nostro figlio e ritenevano di poterlo curare sottoponendolo a stili di vita in alcuni casi vessatori. I risultati? Nessuno. Il professor Michele Zappella, zio Michele, ci ha restituito una vita normale. Nostro figlio non è guarito ma vive un’esistenza serena, sorride, socializza, parla, scrive ed è accettato dalla società dei bambini. Per questi risultati sento di dover ringraziare il professor Zappella. Rilancio la palla ai lettori ponendo un quesito in merito ai santoni: avete mai sentito parlare del metodo Montinari?

  9. Andrea Pagni

     /  17 dicembre 2010

    Notando l’intervento di Loretta, su questo Iecsum che giudizio date ? Leggendo per esempio dal loro sito, ho preso il link su in alto, la presentazione del Master sull’ABA : http://www.masteraba.it/doceboCms/index.php?mn=news&pi=10_24&id=4 e http://newmasteraba.webnode.it è interessante anche se mi rimane qualche perplessità, per esempio per i costi, per la durata. Capisco che col discorso della certificazione ricalcano un po’ il modello analogo USA, paese con molti pregi ma dove le cose sono molto guidate dai soldi che generano. Qualcuno di voi ha esperienza diretta specifica ?

  10. Carissimi!
    Dopo una lunga diatriba sulla durata delle terapie, 20min a bimbo…ovvero 40 minuti tutte e due i bimbi insieme, dopo lunga e dibattuta questione sul “Tu hai qualcosa contro di me, sei isterica…eccecc (terapista psicomotricista)” e dopo lunghissima incaxxatura sul fatto che “NON DEVE URLARE!” per fortuna ho testimoni, compresi quelli del palazzo, si è giunta a una conclusione.
    1)I bimbi non devono fare terapia insieme.
    2)Non si urla per fare terapia o per averla vinta da un capriccio (se pur di capriccio si tratta).
    3)Fogli di presenza domiciliari, con data e orario (entrata/uscita).
    Inoltre, il mio secondo Gnomo ha fatto passi da gigante con il linguaggio per cui, la psicologa ha proposto una volta a settimana invece di una ogni 15gg.
    Un mio parere, sarà brava, sarà che forse ci sta ad ascoltare ma è l’unica lì dentro che si salva!
    Tra quelli che hanno a che fare con i miei gnomi!

  11. Conosco il TEACH il TIMEFLOOR, sono passata per un centro dalle mie parti dove dopo quasi 3000euro mi avevano detto, “Suo figlio non è più Asperger!”…carissima dottoressa DeiMiracoli!
    Naturalmente allieva di Zio Michele (come lo chiamate qui).
    Pianti di sollievo per poi cadere nella m….!!!!
    Il Bellissimo centro “Tutti con la testa in aria” Onlus, ci chiese 690euro mensili per 6 mesi, per poi rivedere nostro figlio e rifare i test. L’unica, persona a noi cara, una ragazza che studiava ABA di nascosto dal famoso centro, ci aiutò per le prime cose da fare con il nostro Gnomo.
    Ho letto tutto o quasi il sito…mai ho pianto di gioia e di tristezza per le testimonianze, mai ho potuto confrontare quelle che sono stati i miei percorsi con quelli di qualcun’altro come con voi!
    Sono andata a una presentazione a Roma del TIMEFLOOR…io e mio marito ci siamo sentiti come ad una svendita di tappeti. Il dott. Straniero Stranieri, venuto dall’america, ha voluto vedere nostro figlio, confermando che era fuori dall’Asperger.
    Il mio primo Gnomo è Sindrome Asperger con disturbo semantico pragmatico del linguaggio. Il mio secondo Gnomo è disturbo misto del linguaggio (hanno tenuto a precisare: non nella comprensione ma della formazione della parola)…come se io non c’ero già arrivata.
    Fatemi sapere dove posso trovare documentazioni, libri da studiare!!!!!!!!
    Qui mi hanno presa per depressa, con problemi di relazione di coppia, che si vuole sostituire al medico…perchè ho litigato con la terapista (psicomotricista) che urla in terapia (fatte a domicilio) ad entrambi i bimbi!
    Domani c’è la convocazione del gran consiglio per la litigata, neuropsichiatra, psicomotricista, psicologa, logopedista (in ferie da 3 mesi prima le sue ferie poi le matrimoniali).
    Fatemi avere testi su cui documentarmi, Gmomo1 quest’estate ha fatto amicizia sulla spiaggia…amicizia!!!!!!!!! Di sua spontanea volontà, certo non con un linguaggio logico (ci stiamo lavorando) ma AMICIZIA!
    Grazie!

  12. loretta

     /  10 giugno 2010

    io penso veramente che il corso che ho seguito allo iescum non sia servito a nulla se non a pagare tutti gli studenti e le preferite del Prof. Moderato che comunque ho sempre stimato come persona e professionista.Leggo i suoi articoli e lo seguo ma lo Iescum non era un istituto da creare!lO VEDO ONESTAMENTE COME UN UFFICO DI COLLOCAMENTO!

  13. carla marta

     /  5 giugno 2010

    a proposito dei genitori che fanno i terapisti:
    e’ una condizione “sine qua non ” nei programmi di tipo
    evolutivo-relazionale…. non e’ una condizione indispensabile
    nei programmi aba… ovviamente i genitori sono sempre
    molto coinvolti, ma non e’ tassativo che facciano i terapisti…
    ovviamente se i familiari diventano terapisti, questo
    puo’ costituire un risparmio…
    Pero’ io penso una cosa, non tutti i genitori sono apportati
    ad assumere il ruolo di terapisti….magari il padre e’
    un bravo idraulico, ma poco apportato a diventare psico-pedagogo..
    inoltre il successo di certi programmi secondo me dipende
    molto dall’esperienza di chi li svolge, ed un genitore al
    massimo diventa esperto di un bambino solo, suo figlio,
    mentre un consulente/terapista professionale puo’ aver seguito
    decine di bambini e avere un bagaglio di esperienza…
    sono i dettagli, le sfumature che fanno la differenza…
    inoltre se sono i genitori a fare i terapisti e se i programmi
    svolti non danno i risultati sperati, si possono ingenerare
    sensi di colpa nei genitori, possono pensare di non essere
    riusciti a diventare dei terapisti sufficientemente bravi…

  14. Marcella Longhetti

     /  3 giugno 2010

    Firmandomi con nome e cognome, non avendo nulla da nascondere ma anzi!, mi vorrei limitare a commentare le seguenti frasi scritte da OsservatoreScettico:

    >Allora parliamo di ABA:
    >Perchè mai i terapisti ABA devono pagare una “tangente” per essere >abilitati?.
    >Perchè un metodo così valido non può essere appreso e poi utilizzato >senza passare attraverso un sistema simil multilevel?.
    >Perchè genitori con del tempo a disposizione non dovrebbero essere in >grado di imparare gratuitamente a somministrare l’ABA ai propri figli?

    Invito Osservatore Scettico a contattarmi privatamente e se possibile ad incontrarmi. Mi piacerebbe spiegargli di persona come funziona il trattamento ABA che noi stiamo facendo seguire a nostro figlio di 4 anni. Gli mostrerei le sessioni pomeridiane con i miei ‘ragazzi’ (universitari che per poche lire si dannano tutti i pomeriggi per raggiungere gli obiettivi posti mensilmente dalla psicologa che ci segue, usando tutti i suoi suggerimenti e i metodi che lei ci insegna pazientemente…non certo terapisti qualificati che abbiano pagato alcuna tangente…). Credo che Osservatore Scettico abbia bisogno di capire bene come funziona davvero un trattamento aba moderno all’italiana.
    Brevemente, solo un paio di repliche. Come già detto nel post che mi precede, non è assolutamente obbligatorio certificarsi per poter fare il consulente aba in Italia, certo pero’ occorre che chi si offre per questo ruolo dia una garanzia di preparazione sufficiente per poterlo fare. A me la garanzia del gruppo Mipia è stata sufficiente e non me ne pento di certo. Ad altri la garanzia è stata data da una consulente famosa che ha detto ‘per questo consulente garantisco io, ha preparazione ed eseprienza sufficiente’, ognuno di noi cerca la sua garanzia prima di pagare una persona nelle cui mani mette il futuro del proprio figlo. Non c’e’ nulla di diverso dagli altri trattamenti.
    Osservatore Scettico farebbe guidare la macchina da chi è senza patente? La patente di per se’ non è garanzia di saper guidare ma è un tentativo di mettere una soglia minima di capacità obbligatoria. Se la patente è obbligatoria per legge per poter guidare, questo non è vero comunque per l’aba, ognuno puo’ fare quel che vuole.
    Di genitori che fanno i terapisti ce ne sono tanti. Nessuno lo impedisce. Ma la gestione del trattamento nel suo complesso ogni genitore lo vuole affidare a qualcuno che ritiene di grande esperienza. Che c’è di strano?
    Non so se la redazione abbia ragione nell’identificare osservatore scettico come una persona importante di angsa piemonte. Se così fosse, rinnovo il mio invito. Sono socia di angsa novara, faccio da poco parte del suo cd, al contrario della redazione di questo blog credo molto nel ruolo delle associazioni e in particolare di angsa. Quando pero’ leggo questo genere di interventi che solo perchè irritati dalla redazione di questo blog si spingono a fare affermazioni assolutamente campate per aria senza conoscere ciò di cui parlano provo un forte senso di delusione.

  15. Autismo Incazziamoci

     /  3 giugno 2010

    La redazione non inserisce nessun trojan ma il sistema su cui è costruito il sito (wordpress) tiene traccia degli indirizzi IP di chi lascia commenti. Oltretutto lei ha anche un IP fisso, la qual cosa rende facilissimo risalire alla sua identità.

  16. OSSERVATORE SCETTICO

     /  3 giugno 2010

    La totalità dei frequentatori occasionali di questo blog, ma penso anche gli altri, a questo punto si chiedono se la redazione di questo blog usi come tattica di depistaggio (per cambiare argomento) l’espediente di attribuire delle identità a persone.
    L’alternativa è che la redazione di questo blog sia certa di ciò che afferma e lo possa dimostrare ed abbia quindi inserito nelle pagine dei virus tipo Trojan, che gli permettono di avere notizie sui frequentatori, occasionali e non, a loro insaputa, ma questo è un reato!.
    Quale delle due opzioni preferisce questa redazione?.

  17. Autismo Incazziamoci

     /  3 giugno 2010

    Nessuno dice che bisogna essere relegati al marketing, signor F. (mascheri l’IP, se non vuol essere riconosciuto)
    Lei che è attivista dell’ANGSA Piemonte, proponga alla sua associazione di esportare il modello di Giuliaparla di Roma. Oppure proponga di finanziare la partecipazione a una serie di Workshop di una delle vostre “terapiste” o addirittura della dottoressa Faggioli (che lei ama molto). Le consigliamo – per iniziare – i workshop della dottoressa Degli Espinosa, che forniscono le basi dell’educazione comportamentale e non sono legati (come capita sovente agli Analisti Comportamentali americani che vengono in Italia invitati da Emergenzautismo) ad associazioni o movimenti con simpatie poco scientifiche.

    Il “pizzo” allo IESCUM di cui parla (lei non cita lo IESCUM né il pizzo ma noi traduciamo le sue intenzioni) lo paga soltanto chi ha interesse a ricevere una certificazione riconosciuta, ma nulla vieta di farsi una cultura per proprio conto.
    Certo bisogna studiare: non si può fare certo l’ABA con Zappella (che ha fatto e fa danni enormi in Italia, tanto che accostare il suo nome – come lei ha fatto – a quello di Enrico Micheli è una bestemmia che merita vendetta).

    Per tornare alla sua associazione, signor F., ANGSA Piemonte ha promosso in passato un Denver Model fasullo, risolvendo il tutto con un seminario a cui hanno partecipato la neuropsichiatra in pensione e le psicologhe appena licenziate (solo la logopedista lavora ancora lì) del Centro Autismo di Reggio Emilia (da notare che una delle relatrici di quel convegno è andata di recente ad un convegno organizzato da ANGSA Veneto a parlare del… Denver Model!).
    Il fallimento di quel Denver Model Fasullo (d’altra parte il Centro Autismo di Reggio Emilia non ha mai praticato le “buone prassi” di Sally Rogers e la dottoressa che avete invitato a Torino non ha mai detto – non può – “noi facciamo il Denver Model”: quello del CENTRO AUTISMO di Reggio Emilia è un TEACCH non-intensivo e molto fondato sui gruppi) getta una luce molto più oscura sulla sua associazione che sullo IESCUM, che offre un servizio di qualità, riconosciuto, e che non promette un intervento intensivo ai bambini (facendo perdere mesi e mesi) senza essere in grado di fornirlo. Di quel denvermodel fasullo sono colpevoli non solo la sede di Torino dell’ANGSA e la dottoressa in pensione del Centro Autismo di Reggio Emilia, ma tutte le sedi staccate dell’ANGSA in Piemonte e il Centro Autismo di Mondovì. che hanno illuso le famiglie di bambini piccoli che si erano lasciate incantare dalla formula magica “trattamento precoce ed intensivo”.
    Molti dei bambini inseriti in quel progetto fasullo adesso stanno facendo ABA a pagamento (alcuni con MIPIA, società legata allo IESCUM), e le famiglie si dicono: “Perché siamo stati così fessi ad andar dietro all’Osservatore Scettico e alla sua combriccola di Clown (zio Michele in testa)?”.

  18. OSSERVATORE SCETTICO

     /  3 giugno 2010

    L’osservatore scettico, a nome delle totalità dei frequentatori occasionali di questo blog, conosce diverse persone che hanno avuto in sorte “l’autismo”, e che, come molti altri, hanno percorso i sentieri della disperazione e della speranza.
    Queste stesse persone gli hanno raccontato della disonestà degli analisti di capelli, di cosa e come faceva Zappella quando ancora la maggior parte dei genitori di autistici finivano in psicanalisi, di cosa e come faceva il dott. Micheli, di cosa e come fanno tanti altri. Ma si sa che per la “limitata” redazione di questo blogguncolo, tutto ciò che non è ABA è da buttare nel cesso.
    Allora parliamo di ABA:
    Perchè mai i terapisti ABA devono pagare una “tangente” per essere abilitati?.
    Perchè un metodo così valido non può essere appreso e poi utilizzato senza passare attraverso un sistema simil multilevel?.
    Perchè genitori con del tempo a disposizione non dovrebbero essere in grado di imparare gratuitamente a somministrare l’ABA ai propri figli?
    Perchè questo blog mi sembra sia diventato una vetrina pubblicitaria dell’ABA esattamente come emergenzautismo lo è per il DAN (unito all’ABA ovviamente)?
    Riguardo l’essere attivisti di qualcosa, la redazione di questo sito sembra una grande attivista della bocca, noi frequentatori occasionali preferiamo essere grandi attivisti del cervello.

  19. Autismo Incazziamoci

     /  1 giugno 2010

    L’osservatore scettico (che è attivista di ANGSA Piemonte nonché di antenati salernitani) su quali basi difende l’indifendibile Zappella?

  20. OSSERVATORE SCETTICO

     /  1 giugno 2010

    La totalità dei frequentatori occasionali di questo sito dopo affatto lunga nè travagliata votazione ha deliberato all’unanimità che:
    1) La redazione “a socio unico” di questo sito non conosce l’autismo al di fuori del proprio orticello.
    2) Cosa ancora peggiore, forte della sua presunzione di onniscienza, ormai neanche più si informa prima di dare libero sfogo ai propri deliri e farfugliamenti.
    3) Detta redazione è talmente offuscata dalla propria vanagloria che non si è neppure resa conto di aver perso l’attenzione del suo “pubblico” a causa dei suoi vaneggiamenti. Eccezion fatta ovviamente per i soliti quattro o cinque nomi che ricorrono tra gli autori dei commenti degli ormai pochissimi post che riescono ad innescare una discussione (in realtà ormai sono dei monologhi compiacenti).
    4) Qualora tra i commenti si alzino voci anche solo parzialmente scettiche o comunque fuori dal coro, la redazione a socio unico non perde occasione di manifestare la propria ineguagliabile attitudine al confronto civile, all’ascolto delle altrui ragioni nonchè la propria personale propensione alla prevaricazione ed alla rissa.
    Pertanto la totalità dei frequentatori occasionali di questo sito ha infine deliberato di porre alla redazione la seguente domanda:
    Quando smetterà di confondere in un mare di stupidaggini, nel quale ne provoca “l’annegamento”, le pochissime cose giuste che dice?. Quando dalle chiacchiere, vaneggiamenti e lamentele sterili passerà ad essere un membro attivo, propositivo e partecipe della nostra società?. Resterà sempre e solo una redazione capace unicamente di criticare, lamentarsi e piangersi addosso o dimostrerà di saper fare qualcosa di buono?

  21. Autismo Incazziamoci

     /  31 maggio 2010

    La redazione indomita di Autismoincazziamoci è perplessa e contrita: il 99 per cento dei redattori ritiene l’AERC inutile e Zappella un “Wakefield dalla parte giusta”. Il 96 per cento dei redattori – di contro – (un 3 per cento si è astenuto in onore della femminea avvenenza della Copelli) ha votato – per alzata di mano – la seguente risoluzione:

    Una rivista diretta da Zappella va boicottata, punto e basta. Non ha senso Hemingway al Grande Fratello. Non ha senso Niky Vendola al TG4

  22. Marcella Longhetti

     /  31 maggio 2010

    Solo un breve commento a quanto già ampiamente discusso dagli interventi di chi mi ha preceduto. Mi sembra che su Zappella nessuno abbia dubbi, io non lo conosco ma il suo articolo effettivamente…lascia a dir poco perplessi.
    Mi chiedo però perchè alla fine ci sia sempre lo stesso motivo di fondo in questi interventi. Da una parte, i buoni senza potere che gridano allo scandalo ma poi lì si fermano. E dall’altra i cattivi che per colpa di qualcuno (la colpa ce l’ha sempre qualcuno) continuano a dominare e governare il mondo dell’autismo. C’è sicuramente un fondo di verità in questa semplificazione che ci viene presentata, non voglio certo negarlo, ma perchè spingerla sempre all’esasperazione? Come si fa a sostenere che Copelli e Moderato ci tengono a scrivere sulla rivista di Zappella perchè devono salire sul suo carro per essere riconosciuti… Credo che la credibilità di Moderato non dipenda certo dal trovare uno spazio dentro la rivista di Zappella e Erickson, visto e considerato che Moderato stesso dirige due collane di psicologia (di cui una specifica per l’handicap, ed. vannini), per case editrici culturalmente, e quindi economicamente, competitors sul mercato all’erickson. Perchè per una volta non vedere il bene che c’è senza sempre fare della dietrologia da complotto alla berlusconi? Perchè non pensare semplicemente che c’è un tentativo di arrivare a tutti a spiegare l’aba e il bene che può fare ai nostri bambini, anche quelli che non si dilettano in rete a cercare informazioni ma leggono le riviste che trovano con facilità come quella della Erickson? Sono troppo idealista?

  23. carla marta

     /  27 maggio 2010

    i cosiddetti esperti di autismo hanno sempre giocato a ping-pong
    con le diagnosi, a seconda di come conviene alla loro carriera…..figurarsi che quando tre psichiatri
    dell’universita’ di NY pubblicarono un articolo (vedi sotto)
    sui due figli di Catherine Maurice “recuperati” col
    trattamento Lovaas (e’ la vicenda descritta nel libro
    di Catherine “Let me hear your voice”, un libro censurato
    dalla psichiatria italiana , non e’ stato tradotto
    nella nostra lingua)il guru, pur di non riconoscere meriti altrui, commento’ che quei due bambini non erano autistici e sarebbero guariti anche senza interventi, secondo lui erano bipolari…

    Case study: deterioration, autism, and recovery in two siblings.
    Perry R, Cohen I, DeCarlo R.

    Department of Psychiatry, New York University Medical Center, NY 10016.

    Comment in:

    J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 1995 Oct;34(10):1255-6.

    Abstract
    Two siblings whose functioning deteriorated in the second year of life met criteria for autism. They recovered after a form of behavior modification that was successful in a previous study. Follow-up of that study and of the siblings demonstrated that recovery was enduring. It is hypothesized that such therapy succeeds by modifying a still-plastic neural circuitry

  24. Silvia Bardi

     /  27 maggio 2010

    Sempre che il guru riesca a fare la giusta diagnosi della sindrome dismaturativa. Anche a mio figlio l’emerito ha fatto una diagnosi di “sindrome dismaturativa a prognosi benigna”. A distanza di tre anni, mio figlio non solo non ha avuto la prognosi benigna, non si è “riattivato”, ma è palesemente autistico. Domanda: e se io e mio marito avessimo creduto al guru, e avessimo evitato di prendere delle decisioni verso approcci per autistici, chi ci avrebbe reso il tempo e le occasioni perse?
    Certo che ci sono dei bambini autistici che escono dallo spettro, io ne sono super convinta, sono quelli la cui diagnosi era sbagliata. Perchè, è bene saperlo, quanto più la diagnosi è precoce, ed è la tendenza attuale, tanto più e difficile, tanto più può con il tempo rivelarsi sbagliata. Non ci sono ex-autistici, ci sono bambini con qualche altra cosa che viene scambiata per autismo, che crescendo dimostrano di essere ciò che sono ossia non autistici

  25. carla marta

     /  27 maggio 2010

    P.S: i bambini che guariscono dall’autismo sono quelli
    che hanno la sindrome scoperta dal guru :
    il “dysmaturational subgroup with familial complex tics”

    in parole piu’ semplici, quelli che hanno la sindrome di Tourette.Un non addetto ai lavori resta con l’idea che,
    tanto per cominciare, non erano autistici

  26. carla marta

     /  27 maggio 2010

    sono d’accordo con la “fatwa” contro il presunto
    guru dell’autismo, e’ un esperto della sindrome di
    Rett, perche’ non si occupa di quella ???

  27. Emanuele Fuffa

     /  26 maggio 2010

    Spero tanto che presto vi saranno tanti bravi operatori e medici sparsi per tutte le nueropsichiatrie e tutte le ASL..magari in ognuna qualcuno che ha approfondito le tante conquiste e i primi risultati alla “lunga” dell’ABA…ci sarà pure prima o poi. Lo spero proprio, perchè i santoni e i guru non mi piacciono neanche quando sono sulla strada giusta……..

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