Caserta, scoperta una truffa negli Usa nel nome del piccolo Francesco Pio

CAMERA IPERBARICA? PARLIAMONE!
RIPORTO DA ILMATTINO.IT

Francesco Pio con i genitoriCASERTA (23 maggio) – Una truffa vile ed indegna. Una speculazione economica su un dramma. Il dolore della comunità americana per la tragedia che ha stravolto i familiari di Francesco Pio e Nonna Enza, si è trasformato in un business indegno. Lo sciacallo era dietro l’angolo.

Anzi dentro il centro fisioterapico che ha tenuto in cura per sei mesi il piccino. Eileen De Oliveira, proprietaria del Therapist4kids, attraverso la Bright Steps Forward, la loro associazione no profit, hanno organizzato una raccolta fondi per Francesco Pio.

Senza il permesso dei genitori, ha pubblicato la foto del piccino, scrivendone erroneamente il cognome «Martenese» sulla pagina web, promuovendo una raccolta fondi fasulla mentre Francesco Pio stava ancora combattendo fra la vita e la morte; un’agonia durata 42 giorni presso il reparto grandi ustionati del Jackson Miami Hospital, dopo il tragico rogo della camera iperbarica del primo maggio 2009 presso il centro Oceanhbo, ove il piccino stava effettuando l’ultima seduta di ossigenoterapia accompagnato dalla nonna Vincenza Pesce, morta poche ore dopo l’incendio nell’estremo tentativo di proteggere il nipote dalle fiamme con il proprio corpo.

La De Oliveira, con lo slogan «con una piccola offerta puoi fare una grande differenza nella vita del bimbo» ha raccattato i soldi della solidarietà locale utilizzando la foto del piccino, rimasta on line per diversi giorni, finchè i genitori Luigi Martinisi e Katia Ruscio, stravolti per l’agonia del figlio, sono stati informati della raccolta fondi fasulla in atto. «Abbiamo fatto intervenire i nostri avvocati – ricorda Luigi Martinisi – così abbiamo ottenuto la rimozione della foto di Francesco Pio».

Ovviamente la famiglia Martinisi non ha mai ricevuto questi soldi, nonostante all’epoca erano numerose le persone del posto che s’informavano per poter effettuare una donazione. «In tanti commossi per la sciagura di mio figlio, che lottava fra la vita e la morte – racconta Luigi – si offrirono di aiutarci, so anche di qualcuno che ha realmente effettuato la donazione, ma non abbiamo mai ricevuto nulla». Eppure per almeno dieci giorni attraverso mail, fax, conto correnti in molti hanno creduto di dare un contributo economico, un sostegno ai Martinisi, ed invece tutti erano vittime ignare della truffa organizzata dalla De Oliveira attraverso la propria associazione no profit, fatta «nel nome di Francesco Pio».

Ovviamente non è possibile quantificare l’importo raccattato attraverso la raccolta fondi dai gestori del Therapist4kids, che nel frattempo continua a prestare cure fisioterapiche a moltissimi bimbi italiani, giunti in America attraverso grandi sforzi economici. Gli stessi genitori di Francesco Pio, avevano intrapreso il viaggio della speranza, attraverso una raccolta fondi organizzata in Italia, che aveva permesso loro di reperire i fondi necessari per le cure fisioterapiche ed iperbariche.

Ma forse l’ambiguo giro d’affari non riguarda solo le cure mediche, ma anche il soggiorno delle famiglie italiane in America. Infatti, il centro fisioterapico indirizza i familiari «per qualità, prezzi e servizi» verso uno specifico albergo della zona, i cui costi però erano al di sopra della media. «Noi abbiamo fittato un appartamento – dice Luigi – la soluzione più economica».

L’ombra della speculazione sui ”malati celebrolesi” sembra coinvolgere i viaggi della speranza collegati al Therapist4kids ed al centro iperbarico Hbo Neubauer Hyperbaric Neurologic Center, quest’ultima promossa come clinica dell’eccellenza, ma in realtà equipaggiata da macchinari obsoleti. Una realtà che non dovrebbe essere ignota ai medici italiani che fanno da anello di congiunzione fra i pazienti e queste strutture mediche, ove le carenze logistiche possono certo passare inosservate ai familiari dei malati, ma certo non sfuggono all’occhio esperto di un medico.

Stella Vigliotti

Advertisements
Lascia un commento

7 commenti

  1. Gianni hai ragione, non ho specificato abbastanza che si tratta di rimborsi per cure all’ESTERO. Non ho idea se, richiedendo il rimborso per l’ABA in UK, per esempio, si avrebbe il placet, perchè uno dei presupposti per ottenerlo è che questa terapia non sia disponibile in Italia, ragion per cui sei autorizzato ad andare all’estero; inoltre per quanto riguarda le PCI ( patologia di cui parliamo nel post suddetto) la lista d’attesa non può superare i 15 gg, ma nel caso dell’autismo proprio non saprei…. tralascio di illustrare cosa prevedono le linee guida SIMFER per la riabilitazione in età evolutiva sempre nei casi di PCI, ma la sostanza non cambia per i genitori: se vuoi curare tuo figlio ti paghi tutto e buonanotte.

  2. Gianni Papa

     /  3 giugno 2010

    Cara Orsa, a proposito del post che linki, devo purtroppo dire che hai scritto una cosa non vera:
    “qualunque terapia RICONOSCIUTA, scientificamente valida, viene rimborsata dal nostro SSN e nel caso di ISEE sotto una certa soglia, il rimborso è al 100%, compreso viaggio, vitto, alloggio e 1 accompagnatore.”

    Questo forse vale per alcune patologie: certo non per l’autismo. Le linee guida della SINPIA indicano l’ABA come il trattamento più indicato per l’autismo, eppure è tutto sulle spalle delle famiglie.

  3. Se l’Italia avesse buone terapie, niente avrebbe accadere al bambino. Purtroppo, l’Italia è anche dietro l’Albania.

  4. minguccio73

     /  2 giugno 2010

    non a firenze in toscana, ma da quello che so il centro dei salti è stao chiuso

  5. Gianni Papa

     /  2 giugno 2010

    boh scrivi al Mattino 🙂
    Da quanto ne so io, però, quelli del DAN si sono attrezzati a Firenze. Questo però dopo la “tragedia” di questo bambino. Prima… boh.

  6. minguccio73

     /  2 giugno 2010

    solo per curiosità vorrei sapere , chi sono quei medici che pongono indicazione a questa terapia, soprattutto dicono di andarla a fare in america? sono collegati con il famoso circuto DIN DON DAN?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: