DIR-FLOORTIME: UNA BARCA DI SOLDI SUL PAVIMENTO – (intermezzo 1)

LEGGI LA PRIMA PARTE

Un bambino autistico rompe un bicchiere ogni volta che prova un’emozione forte.

Arriva un floortimer e dice:
“Bravo! Hai provato un’emozione: per provare la tua stessa emozione, giocherò per venti minuti con te sul pavimento rompendo bicchieri”.

Arriva un analista comportamentale e dice:
“Ti insegnerò a manifestare le tue emozioni adoperando un comportamento corretto”.

E – con la pazienza dei pazienti – l’analista comportamentale gli insegna a dire “Sono emozionato” ogni volta che prova un’emozione.

Quale dei due interventi – secondo voi – è più efficace sul piano dello sviluppo delle relazioni sociali (carente per antonomasia nei DPS)?

Chi pensate che preferiscano come compagno di giochi, dei bambini neurotipici: uno che tira bicchieri rischiando di prenderti in testa o di farti male con i cocci oppure uno che dice “Sono emozionato”?

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4 commenti

  1. Minguccio Modugno, cantante numero 999.999.999 della redazione canterina di Autismoincazziamoci

     /  15 dicembre 2010

    peccato che i metodi “comportamentisti” riescano a insegnare delle abilità, mentre il floortime è acqua calda, derivata direttamente dalla psicanalisi ortogenica (uno dei fondamenti di Bettelheim era “partire dall’iniziativa del bambino”).

  2. dalia

     /  15 dicembre 2010

    non si può rispondere alla domenda posta perchè non si è data una spiegazione esaustiva dei metodi citati. Il floor time non ha mai spinto nessuno a rompere bicchieri ma a partire dall’iniziativa del bambino per poi portarlo gradualmente sul mio oggetto di interesse. Se il bambino ha lanciato un bicchiere contro il muro io posso proporgli dei bicchieri di carta, disegnare sulla lavagna delle figure geometriche e lanciare il bicchiere DI CARTA centrando una figura da me indicata. Questo è solo un esempio ma ce ne sono milioni in cui i bambini non rischiano nulla. Con il floortime il bambino autistico può capire giocando, mentre spesso con i metodi comportamentisti pronunciano meccanicamente delle parole associandole sempre meccanicamente a degli oggetti.

  3. Donatella

     /  13 giugno 2010

    questa mi ha fatto un po’ ridere… certo che é piú accettabile socialmente se uno non ti rompe i bicchieri in testa! ma ci sono delle vie di mezzo, per esempio la sublimazione di agressivitá in campi in cui sia tollerabile. Il problema del bambino autistico é trasferire i concetti su diverse realtá per esempio: il bicchiere rotto non si trasferisce automaticamente ad un’attivitá dove l’energia aggressiva sia trasferita in modo socialmente accettabile (espressione verbale), peró offrire un’alternativa dove possa confluire violenza e frustrazione non é poi cosí fuori dal normale. basta guardare i palestrati no?
    nella mia esperienza personale ho usato la scatola di cartone da calpestare per offrire a mio figlio un’alternativa al tirare i bicchieri e piano piano, si passa all’espressione verbale che é comunque uno sviluppo graduale.
    non so di questi floortimer, ma non mi sembra un concetto diversissimo dal behavioural modification, forse parte da punti diversi e non si sviluppa oltre??

  4. fabrizia

     /  11 giugno 2010

    ti soprannominerò il talebano dell’aba
    ma non è possibile che qualsiasi cosa sia criticata ed esposta in questo modo
    non ne fai passare una ..
    ce l’hai con tutto quello che si muove e che non è aba
    ma questa non è vita…

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