DIR-FLOORTIME: UNA BARCA DI SOLDI "SUL PAVIMENTO" (prima parte)

In Italia è passato un “mito”.

Tale mito è:
“L’ABA costa troppo e devono pagarselo le famiglie, perché il SSN non può permetterselo”.

Tale mito è stato alimentato – probabilmente ad arte – dal personale sanitario di formazione psicodinamica che aveva interesse a promuovere interventi basati sulle “emozioni” così da poter riciclare il proprio viscerale psicogenetismo in qualcosa di non troppo lontano dalle proprie convinzioni.

I fondi pubblici sono – perciò – spesso andati a finanziare progetti basati sul DIR/Floortime.

Qui è nato il secondo mito: intorno al DIR/Floortime  non c’è un giro di soldi come intorno all’ABA.

Ma sarà poi vero?

Pieno di indomito e indefesso spirito gabanelliano, me ne sono andato in giro per internet a cercare di raccogliere informazioni “economiche” sul DIR Floortime.

Per prima cosa, mi sono chiesto: chi è abilitato a fare DIR in Italia? Ho trovato i nomi delle poche persone abilitate qui.

Come potete leggere, ci sono solo sei persone. Di queste sei, solo una (Maria Teresa Sindelar) è DIR® Faculty, cioè ha completato il percorso “accademico”. Le altre cinque sono in formazione. Quattro sono al secondo livello e una è al terzo livello.

Quanti soldi hanno speso queste persone per certificarsi?

Sullo stesso sito, ho trovato le cifre. Il costo dell’intero programma (85 crediti) è di  $ 57,375

CINQUANTASETTEMILA DOLLARI?

Ma il Dir/Floortime non ci era stato presentato dal nostro Servizio Sanitario come metodo “etico”? Non era stato contrapposto all’ABA proprio da neuropsichiatri psicodinamici-relazionali perché “l’ABA è un tipo di intervento che costa troppo e che rovina le famiglie anche economicamente: è meglio puntare sul DIR/Floortime, perché agisce sull’aspetto più deficitario dei DPS: la relazione”.

Inoltre qualcuno (anche nei commenti di questo sito) ha accusato lo IESCUM (che è l’unico Ente in Italia che può garantire un titolo riconosciuto in Educazione Comportamentale) di far pagare un “pizzo” a chi vuole lavorare con l’Analisi applicata al comportamento.

Cerchiamo allora i costi di Iescum.

Sono costi comunque alti, ma non c’è paragone! 4200 € più iva!

La certificazione italiana dà poi l’accesso a quella statunitense BCABA. Qui trovate i costi della certificazione BCABA e di quella ancora superiore: BCBA. Costi che non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dell’ICDL.

Allora noi ci chiediamo: ha senso che il SSN continui a dire che l’ABA – pur riconosciuto il metodo con maggiori evidente scientifiche dalla stessa SINPIA – costa troppo e non può essere a carico dello stato, quando in realtà come lo Stella Maris di Calambrone in DIR non costa nulla alle famiglie?

Ha senso la scelta di alcuni Centri per l’autismo di perseguire la costosissima certificazione DIR/FLOORTIME tralasciando le più “economiche” certificazioni ABA?

(FINE PRIMA PARTE)

VAI ALL’INTERMEZZO 1

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17 commenti

  1. cristy

     /  15 novembre 2010

    @Francy. Scusa, vedo solo ora la tua risposta. Credimi, io non sono contraria al DIR per principio. Infatti, quello che credo è che ci siano metodi adatti ad un bambino piuttosto che ad un altro e, diciamolo, anche a chi deve insegnare al bimbo. Io mi sento molto a mio agio con l’ABA e non molto con il DIR, ma ovviamente per l’aba ho ricevuto e continuo a ricevere una formazione che invece per il dir non ho ricevuto. Condivido senz’altro quello che dici su “chi” lo fa, che tipo di formazione ha ecc. Penso che la NPI e la terapista che ho incontrato io nella mia strada farebbero male qualunque cosa. Cmq mi interessa sapere di più sulla certificazione che dovrebbero avere gli operatori DIR (l’ente certificatore ecc), per chiedere cmq alla mia asl, tutte le volte che mi rinfaccia la scelta fatta, che tipo di credenziali mi possono dare di serietà. Ti posso assicurare che la mia ormai ex NPI di credenziali non ne ha. Cmq ritengo che anche il DIR debba essere fatto in modo intensivo, ma, almeno nella mia regione, qui non viene offerto (e io sono a due passi dalla Stella Maris!!). Ciao Francy.

  2. Franci

     /  4 novembre 2010

    X LA REDAZIONE:sara’ mia cura copiare quanto scritto prima ed aggiungere dell’altro inviandolo a “segnalaci le tue incazzature“.Se non fatto prima e’ stato non di certo x “nascondere tra i commenti”, ma solo a causa della mia non conoscenza del vostro sito (I volta in cui sono entrata)D’altronde, unico motivo x cui ero e sono qui ora a scrivere e’rendere noto e sottolineare le complete inesattezze trovate scritte sul DIR et al.
    X Cristy: mia cara Cristy, mi spiace tantissimo x la tua esperienza, ho seguito, credo come altri milioni di genitori di bambini autistici qui in italia, il tuo stesso percorso…non immagini quanto possa capirti !! Rispetto al DIR che il tuo bambino avrebbe seguito alla ASL…credo che il povero Dr Greespan si stia,poverino, rivoltando brutalmente nella tomba! Detto questo voglio raccontarti brevemente anchio la mia esperienza:Da 1 anno ai 2 ho girovagato x npi alla ricerca di una diagnosi x mia figlia, certa che avesse “qualcosa che nn andasse” -nulla di fatto, la bambina x tutti era normalissima, ovviamente si passava da una mia fissazione dovuta da depressione post partum ritardata ad una sorta di mia fissazione a dover x forza paragonare mia figlia allo sviluppo della mia primogenita…da altro famoso npi mi sono sentita dire che la mia bambina era perfettamente normale se non fosse che l”avevo “deprivata” facendole vedere troppa tv pur di aver piu’ tempo x seguire mia prima figlia in crisi di gelosia!! Finalmente all’eta di 2 aa arriviamo alla diagnosi di dsa da un npi a roma e poi confermato dopo ricovero allo stella maris. Da li primo approccio con dir:NEGATIVOOOO!! mi mollano questi due libri consigliando x isabella: asilo con sostegno e “terapia genitoriale” dopo ovviamente accurato studio dei testi!!! Ligi,studiamo accuratamente il tutto, per poi pensare che sono dei folli !! Io da pragmatica terapista della riabilitazione (ormai solo mamma a tempo pieno con tot di 3 bimbe di 7-5-3 anni) vivo Il Dir come una realta’ astratta e ai tempi assolutamente non capita e quindi priva di significato.xaltro senza avere io alcun mezzo x lavorare con mia figlia(o almeno pensavo!!) Inizia cosi’il mio calvario (credo comune a tutti noi genitori) sulla strada dei centri accreditati, sullo studio e quindi scelta del metodo piu giusto (aba/teacch etc), sul vendere l’anima al diavolo pur di non far aspettare mesi e mesi mia figlia in lista d’attesa etc.cercavo disperatamente centro privato, eravamo disposti a grandi sacrifici pur di dare a ns figlia possibilita’ di fare terapia…ma nulla da fare: il npi voleva assolutamente “una presa in carico globale” che a sua detta in centro privato nn sarebbe stata possibile. Finalmente con grandi sforzi e lo ammetto “raccomandazioni”, mia figlia entra in un centro accr.: aba. Li lavora x 1 anno (tot di 8 ore sett tra t. domicilio e nel centro)..la bambina in 12 mesi non ha alcun miglioramento (il che’ come tu sai equivale ad un peggioramento!) negli ultime tre mesi poi va in completa ed importante regressione. Io ovviamente continuo a studiare-documentarmi..vado in america…li finalmente capisco cosa e’ VERAMENTE il DIR. contatto l’ICDL, arrivo ai nomi delle due terapiste che seguono a tuttoggi mia figlia, le contatto e con l’ok del npi che seguiva mia figlia (ancora ad oggi) e che anche lui poco ancora sapeva del ~DIR, decidiamo di provare: lascio il centro accreditato e inizio con loro. La mia bambina ha ancora tanta strada da fare cristy, ma posso dirti che in quest’anno ne ha fatta un’enormita’ e non c’e’ giorno ormai da mesi che raggiunga un passo in piu’…e noi con lei! Con questo non voglio dire che il Dir e’ il miracolo di tutti i bambini autistici, xche’ credo cmq che come giustamete gia’ detto da rossana “non è il bambino che deve adattarsi ad un intervento riabilitativo ma è quest’ultimo che deve adattarsi al bambino. Per un bambino può essere utile l’ABA per un altro il DIR, per un altro ancora entrambi.” Ma oltre a Rossana, lo diceva GREENSPAN stesso..:nn e’ il metodo, qualsiasi mezzo e’ lecito x arrivare al bambino, x entrare in lui e con lui…”chi lavora con DIR (ma il vero dir!)puo ricorrere al teacch-alla comunicazione facilitata o altro se e’ quello il giusto MEZZO (e non metodo!) x arrivare a lui!
    Vorrei inoltre dare due giuste e doverose specifiche: non vedo come caspita sia possibile che in Italia sia pieno di centri e/o asl (come mi sembra di aver capito da te cristy, dalla redazione + altri) che facciano DIR !!!..Ora, se la matematica non e’ un opinione, se in Italia ci sono solo 6 persone che hanno frequentato negli anni il corso DIR a Washington (XCHE’E’ LUNICA,VERA E SOLA SCUOLA…QUELLA DI GREENSPAN A BETESDA), e tali nomi sono sul sito ICDL, mi chiedo ma chi cavolo sono questi sparsi per l’italia che direbbero di fare DIR??? ti assicuro che qualsiasi cosa sia quella che facciano non e’ Dir! Posso assicurare che e’ assolutamente impossibile, ad esempio,NON partecipare attivamente alle sedute di mia figlia (io-mio marito-le altre due bambine- e non sempre anche mia sorella e mia madre) IL PRIMO STEP FONDAMENTALE e’ proprio quello che chiamano “coaching”..:le terapiste oltre alla famiglia fanno il coach (insegnano-guidano-aiutano..allenano!) tutti coloro che ruotano intorno alla vita della bambina compresa la maestra di ruolo e quella di sostegno a scuola!..ovviamente adesso con il passare del tempo stiamo diventano noi stessi dei perfetti floortimer (mia figlia di 7 anni piu’ di tuti!!) ed ormai e’ diventato quasi il nostro modus vivendi con grandi soddisfazioni…ed ovviamente c’e bisogno di coaching meno “intensivi”! (con risparmio oltretutto di denaro!). Purtroppo, forse x persone che sono arrivate qui in italia provando a fare del dir una macchina x soldi, hanno iniziato a fare “minicorsi intensivi” con la presunzione di dire che avevano formato persone sul DIR…NOOOOOOOO! : E’ tutt’altra cosa: chiunque voglia seguire il corso dir a washington si deve iscrivere. Li va ogni anno, segue corsi li. “L”allievo” viene assegnato ad un “tutor”- gli allievi sono tenuti durante i 9 mesi in cui sono in Italia a fare riprese ad OGNI singola seduta di terapia che fanno con il bambino e famiglia- ogni settimana gli allievi hanno il “tutoring”, ossia inviano i video al tutor che dopo averli supervisionati si collega (skype) con loro e da consigli-suggerimenti-direttive sul lavoro da svolgere. Al termine dei 9 mesi gli allievi devono ritornare a washington, sostenere esami che verranno valutati insieme allla “votazione” del lavoro svolto con tutor..al termine ci sara’ o meo “promozione”. Chi segue e supera i vari livelli viene poi con il tempo “graduate”..ossia “promossa” come terapista DIR!..= pronti a lavorare sui bambini!! (xaltro sempre con il tutoring settimanale!!…che x noi genitori DIR e’ come avere uno degli assistenti di greenspan che vede nostra figlia in terapia tramite video ogni settimana a costo zero!). Detto tutto questo, capite bene come x me sia a dir poco assurdo trovare scritte cose come “barca di soldi sul pavimento” “lanci di bicchieri” “terapisti asl che fanno DIR senza permettere al genitore di entrare”etc etc Voi genitori di bambini autistici sapete bene quanto dolore c’e’ dietro a tutte le nostre parole..e’ difficile non ribellarsi quando finalmente si e’ trovato nella lotta un sorriso e tanta forza x andare avanti..grazie al dir..quello vero!!…p.s:cristy, a proposito di :”non credo che un bambino con una compromissione a livello sensoriale e di comunicazione sia in grado di partire da un approccio emozionale, non avendo a disposizione degli strumenti che gli consentano cmq prima di imparare una modalità di comunicazione adeguata.”… mi permetto di dissentire…non per l’esperienza con mia figlia, ma sulla base del processo/tappe dello sviluppo neuromotorio in eta’ evolutiva…(qui poco c’entra il dir..ma qualsiasi libro di medicina/ neuropsichiatria infantile).

  3. cristy

     /  3 novembre 2010

    Io ho fatto sia DIR che ABA e questa è la mia esperienza: la NPI ultrapsicodinamica di mio figlio non ha nemmeno pensato di darci l’alternativa, semplicemnet l’ASL offre il DIR florr time e basta. Per dirci che dovevamo partecipare ci ha dato il libro di greenspan e ci ha detto che ce lo dovevamo studiare. In casa mia l’abbiamo studiato tutti perchè per noi era i mportante applicare tutti lo stesso metodo. Il bimbo all’epoca aveva due anni e mezzo ed era in piena fase regressiva, con tutti i sintomi autistici possibili ed immaginabili, ma la dottoressa ci diceva che il bimbo non era autistico…che cos’era però non si sapeva. All’inizio ha avuto un piccolo progresso, ma poi una regressione gigantesca. Quando dicevo alla dottoressa che il bimbo mi batteva la testa contro vetri e muri una cinquantina di volte al giorno e che si era ancora più chiuso tanto da rifiutare qualunque contatto con noi lei mi disse che “mi dovevo curare” perchè “con il mio carico emotivo incidevo negativamente sul bimbo che non si sentiva accettato da me” (detto in occasione di un PEI alla presenza di testimoni)…ovviamente portato in altri due centri è stato diagnostica con DPS di tipo autistico e grave compromissione a livello sensoriale e comunicativo.
    Ma veniamo al metodo, a questo metodo che dovrebbe cmq essere intensivo, ma che puoi avere alla asl per massimo 4 ore a settimana; è un metodo che si vanta di coinvolgere tutta la famiglia, ma a me non è mai stato concesso di partecipare alle sedute, che avvenivano rigorosamente dietro una porta chiusa a chiave. Quando chiedevamo in famiglia cosa facevano durante le sedute per applicare le stesse cose a casa, la d.ssa e le terapiste erano molto evasive. Era sempre la stessa storia: “ma come è andata?” “bene”, “cosa avete fatto?”…”Tante cose”, “si ma cosa?”…”ci siamo dati tanti baci”…non si poteva sapere di più. Erano anche previste delle sedute videoregistrate…ma noi ne abbiamo mai vista una. Quando abbiamo chiesto di intensificare le sedute la NPI ha detto che dovevamo provvedere privatamente, mandandoci una terapista a casa che prendeva quello che pre nde la mia tutor ABA, con l’unica differenza che Marco ora fa 5 ore di aba al giorno e lavora intensamente, mentre lei mi faceva trovare puntualmente il bimbo a letto a dormire!!
    Non sto dicendo che questo è il DIR, forse da altre parti è fatto meglio, ma cmq non credo che un bambino con una compromissione a livello sensoriale e di comunicazione sia in grado di partire da un approccio emozionale, non avendo a disposizione degli strumenti che gli consentano cmq prima di imparare una modalità di comunicazione adeguata.

  4. Autismo Incazziamoci

     /  3 novembre 2010

    la redazione lucrosa di AUTISMOINCAZZIAMOCI amerebbe conoscere i costi di un trattamento DIR privato… e tutto il resto…

    Può Rossana inviare alla redazione, attraverso il “segnalaci le tue incazzature“, il resoconto dettagliato della sua esperienza positiva, costi compresi?

    In questo modo potremmo pubblicare la sua esperienza (se la racconta bene, nei dettagli) come nuovo post, senza “nasconderla” tra i commenti.

    Grazie

  5. Franci

     /  3 novembre 2010

    Grande Rossanaaa!!! Dopo tutte le follie e le assolutamente sterili/inutili prese di posizione sul Dir, finalmente qualcuno che abbia scritto qualcosa di assolutamente vero! Sono certa che tu stia parlando con cognizione di causa, a differenza degli altri. Trovo stupefacente quanto tempo da perdere abbiano le persone che pur non avendo la minima idea di cosa stiano parlando, scrivano feroci critiche sul Dir e/o altro anziche’ documentarsi in modo REALE sulle questioni su cui dissertano. Sono mamma di 3 bambine, una di loro con diagnosi di DSA, 5 anni->>dopo lunghi/frustranti/inutili perc orsi riabiltativi sono FINALMENTE riuscita 1 anno fa ad approdare al DIR-FLOORTIME: 1) in un solo anno mia figlia e’ un’altra bambina (iniziato a parlare- in relazione continua-autoregolazione quasi completamente recuperata etc…2) x quanto vero e confermata la “follia” degli onorari della sindelar (ma purtroppo li poco c’entra il DIR se e’ la persona che ne approfitta!), nego comletamente il fatto della maggior dispendiosita’ del Dir rispetto ad aba e/o altro! La immensa fortuna di mia figlia e’ di vivere in una citta’ dove ci sono 2 dell 6 persone abilitate DIR, e’ un anno che lavorano con la mia bambina privatamente e posso assicurare che il loro onorario e’ assolutamente uguale a qualsiasi altro tnpee (con aba) che abbia lavorato negli anni precedenti con mia figlia. 3) i famosi 6 nomi sul sito ICDL sono tutti abilitati a “lavorare” sui bambini – differenza II / III livello e DIR® Faculty e” solo che quest’ultima a facolta’ di insegnamento ad altri 4) Consiglio coloro che parlano di “LANCI DI BICCHIERI” (vedi intermezzo 1) di documentarsi meglio – MA MOLTO MEGLIO, magari cercando info da genitori di bambini autistici che hanno vissuto le due realta’ (riabilitative/economiche) aba/dir…poi si lanci pure in commennti ed opinioni. 5) non che mi piaccia affidare mia figlia a terapia privata. Ovviamente sarebbe auspicabile una presa in carico ottimale in struttura convenzionata…ma qui poco c’entra il Dir/aba..siamo in Italia, io sono a roma;vogliamo parlare di liste d’attesa e di prese in carico “virtuali” una volta che il bambino riesce ad entrare nel centro?!?!?!! 6) A gianni poi vorrei chiedere: mi dici quale medico ti avrebbe caldeggiato il Dir????…non per smentirti, ma ormai da tempo sono nel “percorso” DIr e qui in Italia, a parte lo stella maris+altra neuropsich. infant a napoli + altro neuropsich. infant qui a roma…NESSUNO ha una vaga idea di cosa sia REALMENTE dir-floortime…se mi dai il nome e’ ben accetto!
    Ultima cosa a minguccio rif.:: dott. federico Balzola- direttore dipartimento “patologie gastrointestinali autismo” Ospedale le molinette torino. Straconvenzionato/straorganizzato/immensamente bravi. Anche qui se parlo, lo faccio con cognizione di causa: mia figlia ha avuto presso di loro diagnosi di enterocolite autistica (malassorbimento II grado) conprovata da gastro – colonscopia. (sta MOLTO meglio ora!) So che ora ha aperto anche a Roma un dipartimento simile alla Sraffaele (in convenzione).
    Per concludere: a coloro che si chiedono come posso dare tutte queste informazioni con tale certezza, rispondo: ho perso (e perdo) anche io giorni e notti disperate al computer alla ricerca di informazioni/risposte/soluzioni etc., ma a differenza forse di altri, l’ho fatto in modo costruttivo, cercando tra publicazioni e riviste scientifiche, articoli neuropsichiatrici-gastroenterologici in giro per il mondo, ho poi scelto seguendo il mio istinto di mamma e le mie conoscenze mediche (sono una tdr) ho provato sulla mia pelle, anzi su quella di mia figlia, monitorando…dopo i vari percorsi, ho sperato poi di scegliere il meglio per lei : oggi guardo la mia bambina…e ne sono certa!!! Solo per questo sono stata “promossa” al “giudicare” e scrivere tutto cio’ che ho scritto sopra…Informiamoci gente – informiamoci bene, prima di parlare e/o scrivere fandonie su cose che riguardano i nostri bambini e su argomenti dove c’e’ gia’ troppa disinformazione e MALinformazione.

  6. Rossana

     /  28 luglio 2010

    Prima di criticare un approccio, sia esso ABA O DIR, è bene essere superinformati.. Da ciò che ho letto nessuno conosce bene il DIR (nemmeno l’ABA) e per farlo non importa una particolare formazione, anche i genitori (e questo è il bello del metodo) possono farlo. Perchè? Chi è più importante dei genitori,dei fratelli e degli altri componenti della famiglia nella vita di un bambino? Chi passa più tempo con lui? IL DIR NON INSEGNA AD EMOZIONARSI ma semplicemente si basa sul fatto (come dimostrano recenti studi) che mente e cervello di un bambino si sviluppano grazie alle interazioni EMOTIVAMENTE SIGNIFICATIVE con le persone che si prendono cura di lui. Ma la cosa più importante è che va a “lavorare” , ad agire non sui comportamenti superficiali ma sulle basi necessarie per lo sviluppo delle capacità relazionali, cognitive e comunicative attraverso il lavoro con le emozioni o gli affetti. Con questo si intende, come spiega Greenspan nel suo libro, che per esempio un bambino attribuisce il significato “mamma” a quella persona investita di emozioni positive, per cui “mamma” o “papà” non sono suoni qualsiasi ma carichi di sentimento per la mamma e per il papà. Passare del tempo sul pavimento potrebbe sembrare banale. In realtà questa tecnica si pone due obiettivi: seguire l’iniziativa del bambino perchè solo in questo modo è possibile aver accesso alla sua vita emotiva ed intellettiva. Se un bambino per esmpio fissa un ventilatore o batte continuamente le sue mani sul pavimento è bene chiedersi che significato ha quel comportamento per il bambino e limitarsi a dire che è a causa di questo o quel disturbo sarebbe troppo semplice! IL secondo obiettivo è portare il bambino in un mondo condiviso: vogliamo che esso DESIDERI di far parte di questo mondo, deve quindi provare piacere nell’interazione. Cosa c’è di più bello di un bambino che ti guarda negli occhi perchè VUOLE farlo e non perchè è stato EDUCATO a farlo?? Rispettare i suoi interessi (anche se apparentemente banali e privi di significato!) è l’unico modo per far sentire il bambino più vicino alla mamma!
    La valutazione di questo metodo si basa non su test strutturati (o comunque non soltanto) ma sulla valutazione del livello di integrazione delle abilità, capacità, di come funzionano insieme.
    Gli approcci comportamentali, per esempio, vanno a modificare i sintomi e i comportamenti superficiali come l’aggressività, la perseverazione o la disubbidienza,sintomi secondari che, pur essendo tutti comuni nei bambini con DSA, non sono specifici di questo disturbo.Per esempio anche i bambini con problemi di elaborazione sensoriale, ma che per il resto possiedono ottime abilità linguistiche e relazionali, potrebbe mostrare comportamenti autostimolatori o di perseverazione in caso di sovraccarico di stimoli. Gli approcci comportamentali quindi ottengono buoni risultati ma solo sul piano educativo. Un bambino potrebbe avere un comportamento ripetitivo per i gravi deficit di pianificazione e organizzazione sequenziale dei movimenti e quindi la perseverazione è solo il sintomo secondario di un problema primario quale il deficit di pianificazione e organizzazione.
    Inoltre è bene ricordare che non è il bambino che deve adattarsi ad un intervento riabilitativo ma è quest’ultimo che deve adattarsi al bambino. Per un bambino può essere utile l’ABA per un altro il DIR, per un altro ancora entrambi.

  7. fabrizia

     /  11 giugno 2010

    a gianni :beh nessuno vieta di imparare con le emozioni Ma cos’hai contro le emozioni? mah
    a minguccio : non mi riferivo all’aba ma al dir mi pare che qui sia il dir messo sotto accusa e non l’aba
    poi quello che tu dici è giustissimo se lo riferiamo a qualsiasi tipo di terapia che funzioni per i nostro figli

  8. Paperinik for president

     /  11 giugno 2010

    Non sono un esperto di RDI, mai seguito però ti contesto questa frase che non rende giustizia al RDI.

    “Spesso viene fatto insieme all’ABA (quando un bambino ha raggiunto un certo “livello”).”

    Non è esatto, nel senso che al di là della scelta di farlo insieme all’aba o meno, non è vero che va fatto quando il bambino ha raggiunto un certo livello, anzi vi sono molti consigli utili da seguire sul gioco e sulla condivisione che vanno benissimo anche per bambini piccolissimi, anche se non hanno mai fatto aba.

    Comunque Betty , se vuoi capire cosa è il RDI puoi dare un’occhiata sul sito di Rita Giaquinta.

  9. Autismo Incazziamoci

     /  10 giugno 2010

    Risponde la redazione illuminata e terrorizzata dalla bolletta dell’ENEL:

    Il DIR è un “metodo” creato da uno psicanalista psicodinamicissimo di nome Stanley Greenspan. Può essere racchiuso in una frase: “Imparare con le emozioni”.
    Imparare cosa?
    Ad emozionarsi!
    Come?
    Con le emozioni!

    L’RDI è un RDI è un acronimo per Relationship Development Intervention (Intervento di Sviluppo Relazionale), una terapia per sviluppare le relazioni sociali, la comunicazione e il pensiero dinamico nei soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico e dell’ Apprendimento. Non è di matrice psicodinamica.
    Spesso viene fatto insieme all’ABA (quando un bambino ha raggiunto un certo “livello”).

  10. betty

     /  10 giugno 2010

    Ho una domanda, scusate l’ignoranza,
    ma DIR è diverso da RDI?.
    Qual’è la differenza.
    Ah a proposito io la Sindelar l’ho anche contattata prima che iniziassi ABA, riceve anche a Roma, i costi? Se volete saperlo ve lo dico se no posso anche tralasciare.
    Ciao Buona serata a tutti,
    Betty e Riki

  11. minguccio73

     /  10 giugno 2010

    Caro Gianni Attendo Lumi,
    comunque a proposito di criminali…cosa è peggio chi si fa pagare per un servizio che ha un buon livello di evidenza o chi scrivere “noi consigliamo la dieta SGSC, cercate un medico che sia esperto in materia” premesso che medici “convenzionali” non ne sanno una mazza di dieta senza glutine e senza caseina per l’autismo, questa a casa mia si chiama pubblicità occulta…e ricordiamoci che questa gente ha lo stesso nostro problema….ricordiamocelo sempre….

  12. Autismo Incazziamoci

     /  10 giugno 2010

    Caro Minguccio, ti risponde l’immensa redazione quasi al completo (233 redattori sono in ferie). Non c’è un nome preciso di NP da fare: i fatti stessi dicono che i NP preferiscono il DIR e alcuni personaggi noti (anche legati alla SINPIA) dicono che l’ABA costa troppo per essere passata dal SSN. Ma il DIR, quello che loro invece propongono, costa più dell’ABA. E la redazione illuminata lo dimostrerà nelle prossime puntate.

  13. minguccio73

     /  10 giugno 2010

    fabrizia che l’ABA funzioni non te lo dico io (eppure mia figlia con solo l’ABA da 46 di CARS iniziale è scesa a 31…fai tu..) ma lo dicono ormai decine di articoli che puoi facilmente consultare su pubmed.
    comunque si è solito parlare di “marketing” dell’ABA, mi chiedo chi ha creato questo marketing, forse lo stato che non difende i meno abbienti e permette che questa terapia, che, puoi credermi o no, funziona venga fatta solo da persone che se lo possono permettere? chi è il criminale in questo caso? non è lo stato? Come non è giusto negare lo stipendio ad un medico che ti opera al cervello, così non è giusto negare uno stipendio ad un supervisor ABA, però che succede in italia? che in alcuni centri ospedalieri puoi anche farti la mastoplastica additiva gratis, in neussn centro italiano fanno ABA gratis, prova ad immaginare le conseguenze a lungo termine sia per la famiglia che per i bimbi affetti.

  14. fabrizia

     /  10 giugno 2010

    se avessi la certezza che funziona li spenderei
    mi indebiterei fino alla morte ma lo farei
    però come diceva gaber (giorgio) chi specula su malati anziani e disabili è un vero criminale….

  15. minguccio73

     /  10 giugno 2010

    No veramente gianni, io non lo so, se non vuoi “esporti”….anche se il pensiero che tu non voglia esporti mi fa sorridere… me lo puoi dire pure via mail.
    Io persone del SSN che dicono che l’ABA costa troppo non le ho incontrate, forse perchè anche se lo pensavano temevano di dirmelo in faccia…li avrei sbranati….:), purtroppo ho conosciuto persone di alcune associazioni che dicevano che l’aba costa tanto…o meglio troppo per essere sostenibile, questo è vero

  16. Gianni Papa

     /  10 giugno 2010

    Lo sai benissimo 🙂

  17. minguccio73

     /  10 giugno 2010

    Ciao Gianni,
    quando scrivi “ha senso che il SSN continui a dire che l’ABA….costa troppo”, mi dici quale operatore del SSN dice questo?
    Sono molto curioso al riguardo….
    grazie
    mimmo

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