LA MAESTRA DI SPINACETO: IL SILENZIO DELLE ASSOCIAZIONI

CI SCRIVE IL PADRE DEL BAMBINO AUTISTICO AL CENTRO ULTIMAMENTE DI UN INCRESCIOSO FATTO DI CRONACA

E’ già passata una settimana da quando è scoppiato il caso della maestra di Spinaceto. In questa settimana siamo stati contattati un pò da tutti: altri genitori, amici, conoscenti e qualche politico (pochi a dire il vero). Tutti a esporci la loro solidarietà e il loro incondizionato appoggio.

Tutte queste attenzioni ci hanno commosso e davvero ringraziamo tutti. Ma in mezzo a tanto rumore a provocare più frastuono nella nostra mente è stato un silenzio. Già proprio così! un silenzio! Il silenzio di ANGSAFANTASIAAutismo Italia e più in generale di tutte le maggiori associazioni che si occupano di autismo in Italia.
Da loro nessun commento, nessuna presa di posizione. Niente di niente. Eppure il caso non è passato inosservato. Sono stato intervistato dal TG5 in prima serata, altre interviste sono andate in onda anche su Studio ApertoTG3TGR-Lazio. Per non parlare della rete, se provate a cercare “maestra spinaceto autistico” su google vedrete che le prime 6, 7 pagine riportano solo articoli che parlano del caso, e mai in nessuno di essi troverete una dichiarazione rilasciata delle succitate associazioni.

Addirittura il caso è arrivato anche in parlamento… Credete che le associazioni se ne siano accorte?

Cosa significa tutto ciò? Penso che ognuno di voi sappia darsi la risposta da solo. Un caro saluto a tutti.

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14 commenti

  1. antonela

     /  23 luglio 2010

    sono mamma di una bambina autistica,anche la mia bimba e tratata male a scuola le maestre o tengono isolata altri bimbi,nessuno non mi vuole sentire,il suo neuropshiatra,la assistente sociale credono piu alle maestre che a me,probabilmente mi credono un po esagerata in racconti ,un po paza.Associazione ANGSA de la mia regione pensa solo ai figlii dei soci dirigenti.Un grande silenzio da tutti.Ho perso fiducia in tutti aspeto solo aiuto di DIO.Non credete che è bisognio di telecamere nelle scuole?io credo che SOLO; SOLO cosi posso difendere un innocente

  2. SoNick

     /  22 giugno 2010

    Che ti posso dire Orsatosta.

    Sono il papà del bambino maltrattato e sono, se possibile, ancora più sfiduciato di quanto non lo fossi stato nell’immediatezza degli eventi.

    Ho tentato di farmi ascoltare in più occasioni dai media, da altri gruppi, dalle associazioni. Ho scritto persino ai radicali paladini di tante battaglie civili (le loro però!!). Ma purtroppo – come sempre avviene in questi casi – l’attenzione è stata massima per 24 ore circa. In quelle 24 ore tutti ci cercavano e tutti volevano sentirci (sono andato in prima serata al TG5, cosa che solo un giorno prima reputavo fantascienza pura).

    Appena passate però quelle maledette prime 24 ore è caduto il silenzio più assoluto, e nessuno ne ha più parlato se non in qualche sparuto BLOG.

    Mi chiedo spesso quale speranza possiamo avere nel futuro se viviamo in una società in cui ci si mette solo 24 ore a scordarsi delle violenze subite da un bimbo disabile di soli 8 anni. E soprattutto quale peso politico possiamo esercitare se le associazioni, che dovrebbero rappresentarci, di questa notizia non se ne sono accorte nemmeno nelle prime 24 di ore.

    Mah !!!! (disgustibs)

  3. ciao a tutti, vi giro questo apparso su Il Tirreno di oggi, potrebbe essere uno spunto 😉 stiamo seguendo questa vicenda di Spinaceto perchè è un punto cruciale delle nostre battaglie (l’integrazione scolastica)e vorremmo parlarne ancora sul nostro blog; non smettete di scrivere perchè è un modo per informare tutti, specie chi non ha un figlio autistico;

    PISA. La sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 26 febbraio scorso ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale” dei commi 413 e 414 della legge
    Finanziaria n. 244 del 2007, che fissava un tetto massimo al numero degli insegnanti di sostegno da nominare in organico secondo un rapporto medio nazionale di 1 posto ogni 2 alunni certificati con disabilità, vietando inoltre la possibilità di deroghe.
    Tale sentenza ha finalmente ristabilito quella “eguaglianza sostanziale” che la Repubblica, con anni di lavoro e di “attenzione normativa” verso le fasce più deboli, aveva reso operative adottando tutta una serie di iniziative orientate a rimuovere gli ostacoli prodotti dal deficit, poi purtroppo vanificate da interventi normativi volti alla salvaguardia del bilancio statale.
    Adesso, dopo questa sentenza che ristabilisce il giusto equilibrio normativo, cosa ci dobbiamo aspettare noi genitori?
    Non chiediamo niente di più di quello che già oggi dovremmo vederci garantito: il passaggio dal riconoscimento del principio di eguaglianza formale al principio dell’eguaglianza sostanziale attraverso l’inclusione nella scuola dei nostri bambini, del rispetto della legge quadro, delle norme successive sulla disabilità, delle linee guida sull’integrazione scolastica e ribadite nella sentenza della Corte Costituzionale.
    A questo punto risulta necessario e improrogabile un tempestivo intervento del ministro che stabilisca criteri e modalità indispensabili alle istituzioni periferiche per la definizione e la richiesta degli organici di sostegno per l’anno scolastico 2010/2011 aderenti alle “effettive esigenze rilevate”.
    L’intento di noi genitori, che agiamo non come singoli ma all’interno e per mezzo di associazioni, è quindi quello di costruire un tavolo di confronto e visto che l’unione fa la forza invitiamo tutti i genitori interessati a mettersi in contatto con noi, iscrivendosi al gruppo o scrivendoci per mail all’indirizzo autismopisa@gmail.com.
    (per conto dell’Associazione Autismo Toscana di Pisa Associazione Caregiver Pisa)

    Luca De Santis

  4. rosanna

     /  19 giugno 2010

    Spiace davvero il silenzio delle associazioni: fatti come questo e come altri (ahimè) dello stesso genere meriterebbero più clamore e indignazione. Ma io trovo che il tasso d’indignazione in Italia stia paurosamente scemando. Personalmente ritengo che scenda in proporzione inversa al livello di decomposizione del tessuto civile di questa nazione.
    Prendersela con le associazioni e i loro silenzi serve?
    Forse, serve a tenere ancora in vita un po’ di rabbia…ma
    credo che potrebbe essere direzionata meglio.

  5. minguccio73

     /  18 giugno 2010

    In effetti il silenzio di ANGSA, FANTASIA e compagnia bella è imbarazzante, per non dire tragicomico(Quando parlano fanno spot inqualificabili…..). Sicuramente loro hanno più insight per quel che riguarda il rapporto con le istituzioni, quindi sono più “facilitati” nel chiedere ed ottenere quello per cui combattono. Dispiace solo che quello che loro propongono purtoppo sembra che sia diverso da quello che molti di noi chiedono.
    Sarebbe bello oltre che giusto che i “capoccia” di queste associazioni(Gianni, il tuo ex amico, quello che qualche mese fa inondava questo sito di belle e sagge parole …durante infinite litigate con il nostro amico pennuto mascherato)si esprimesse al riguardo. Se mai leggesse questo intervento (anche se ne dubito) sarebbe opportuno che spiegasse il silenzio della cosiddetta associazione nazionale, onde evitare la sempre maggiore rottura che vi è tra quest’ultima ed i genitori. Questo per evitare che l’ANGSA diventi rappresentante della sua classe dirigente e non degli iscritti.

  6. carla marta

     /  17 giugno 2010

    Ho una figlia adulta che ha l’invalidita’ 100 percento,
    la legge 104, la pensione di invalidita’ (740 euro)
    secondo me nei casi come il suo bisognerebbe puntare a fare una riabilitazione
    precoce ed intensiva ed una formazione accurata :cose molto
    costose (se fatte bene), ma dopo sarebbe possibile dare un
    lavoro a queste persone, dare loro uno stipendio e quindi far loro
    pagare le tasse, in modo da contribuire al mantenimento dei
    casi piu’ gravi .La cosa tragica e’ che molti autistici non hanno una disabilita’ intellettuale grave, ma vengono aggravati
    per l’arretratezza o meglio assenza di programmi riabilitativi
    cosicche’ l’assistenza vita natural durante viene ad avere un costo immane…

  7. SoNick

     /  17 giugno 2010

    Bisognerebbe fondare l’AIDDA (Associazione Italiana per la Difesa dei Diritti dei soggetti Autistici) un vero e proprio sindacato per i soggetti autistici.

    Il cuore del problema però a mio avviso sta nel fatto che a differenza di altre disabilità che non attengono alla sfera cognitiva (vedi i ciechi ad esempio), dove è lo stesso soggetto disabile a farsi promotore della difesa dei propri diritti. Nel caso dell’autismo sono invece gli altri (Genitori, tutori ecc.) che devono difendere i diritti di soggetti che nella maggior parte dei casi non hanno la possibilità di affermarli autonomamente. Ed è da qua che secondo me nasce la penosa situazione in cui si trova il mondo dell’associazionismo italiano.

    Comunque se vogliamo provare a farlo questo sindacato, io sono pronto a dare il mio.

  8. Emanuele Fuffa

     /  17 giugno 2010

    Io condivido le opinioni di tutti, anche io sono deluso dalle associazioni, anche io sono convinto che pensano a realizzare solo servizi ai figli dei soci dirigenti…anzi…se tra i soci ci sono coloro che invece pensano ai figli degli altri…le emarginano e fanno in modo che si stanchino…come è successo a me. E’ troppo faticoso pensare a tutti e i servizi sono abituati a spiegare che i soldi bastano per pochi e quindi….
    ma allora che cosa dobbiamo fare????
    noi che ci ritroviamo spesso qui a discutere di autismo…cosa lo facciamo a fare????
    Non c’è proprio un modo di creare almento un fronte comune per garantire qualcosa di buono per i nostri figli????
    Emanuele

  9. Concordo pienamente con la denuncia dell’inspiegabile silenzio di queste associazioni. Inspiegabile, devo presupporre, almeno per chi – come me – ne ha scarsa conoscenza ed esperienza. Motivi sicuramente ce ne saranno ma preferisco dedicare le mie energie a trovare risposte per ben altre domande.

  10. Paperinik for president

     /  16 giugno 2010

    Come sempre mi trovo a quotare Carla in toto.

  11. carla marta

     /  16 giugno 2010

    mah, a me personalmente non sono mai servite a nulla,
    e le informazioni da loro diffuse non sono
    mai risultate “indipendenti”… comunque ritengo che servano
    a creare servizi alternativi a quelli pubblici o talvolta in convenzione, principalmente a beneficio dei figli dei soci.
    Insomma mettono “cerotti” sulle inadequatezze delle istituzioni
    e consentono il mantenimento dello “status quo”

  12. SoNick

     /  16 giugno 2010

    E quindi a che servono queste associazioni ?

    Per me un’associazione che serva a qualcosa deve essere una sorta di sindacato che difende tutti gli interessi della categoria.

    Altrimenti a cosa servono?

    Ad organizzare bellissimi, quanto inutili, convegni?

    A che pro mantenere un profilo basso ?
    Per far finta che tutto sia a posto e dichiarare poi che i bambini sono seguitissimi dalle istituzioni mentre gli adulti invece no?

    Ma veramente dobbiamo alimentare questa guerra fra poveri?

    Scusatemi ma sono veramente incazzato nero !!!

  13. carla marta

     /  16 giugno 2010

    le associazioni in questi casi hanno sempre tenuto un profilo
    basso anzi bassissimo….specialmente quando e’ coinvolto
    un singolo da una parte e le
    le istituzioni (scuola, sanita’)dall’altra….

  14. Emanuela Borrelli

     /  16 giugno 2010

    Questo caso della maestra di Spinaceto mi fa venire in mente tutte le volte che viene posta la domanda se le persone con autismo sono pericolose…e mi fa una tale rabbia considerare che invece sono proprio queste persone a subire una violenza inaudita dalla nostra cosidetta civiltà! Civiltà che abbandona una madre disperata che affoga i propri figli con autismo…civiltà che non contempla l’esisenza di queste persone speciali e permette ad una maestra di sentirsi autorizzata a trattare a modo suo un ragazzino con autismo, danneggiando non solo lui ma l’intera classe, imponendo un atteggiamento aggressivo, negativo, distruttivo, diseducativo, intollerante….

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