IL COMPLEANNO – di Gunilla Gerland

Alle mie feste di compleanno raramente venivano bambini, perché non ne conoscevo. Non mi piacevano i bambini dei miei compleanni. Erano invitati da mia madre che, in preda ad una inopportuna pietà, aveva pensato che anche alla mia festa dovessero esserci dei bambini. Probabilmente pensava che in quel modo mi sarei sentita meno sola, invece mi sentivo offesa. Non capivo perché tutti quei bambini dovessero stare nella mia casa, nel mio giardino e giocare insieme durante il giorno del mio compleanno.
Non potevo partecipare ai loro giochi. A me bastava che fossero in tre o quattro, affinché non diventassero un ammasso informe di braccia, gambe voci e risate.
Questo mi spaventava e mi stancava. Era come essere chiusi in una stanza piena di palle pazze in costante movimento. Mi sedevo da qualche parte da sola a mangiare dolci, oppure mi “spegnevo”, staccavo la spina e sprofondavo in me stessa. … “corri a giocare!”, mi dicevano. Ma io non potevo né correre né giocare. “corri a giocare” mi dicevano, come se fossi una bambina qualsiasi.
Allora io cercavo di esserlo. Ma non aveva importanza quanto mi sforzassi perché quel mio comportamento aveva un tono falso ed un sapore sgradevole. Mi sentivo diversa. Questa diversità strideva dentro di me come un gesso su una lavagna. La vedevo quando la mia immagine si rifletteva negli occhi degli altri. Come in uno specchio della casa stregata: innaturale, irreale, diversa. Sentivo quella diversità nel fruscio che accompagnava le loro voci quando mi parlavano, quando parlavano alla bambina che cercava di essere una qualunque. La diversità mi urlava che non avrebbe funzionato, “non importa quanto tu possa provare, perché sarai sempre e solo una brutta copia di quella bambina qualsiasi!
Mi sforzavo tanto per essere un’altra bambina, una bambina comune, una bambina qualunque. Lo desideravo tanto.

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2 commenti

  1. fede1

     /  9 febbraio 2011

    mio figlio ama molto i bambini ma trova sempre chi da prima lo cerca e poi lo delude non volendolo piu’ vedere , ci rimane cosi’ male che se poi rincontra quei bimbi guarda a terra e non li calcola, io non obbligo nessuno a venire ai suoi compleanni ma da quando c’e la diagnosi tutti sono impegnati,pero’ ha le sue sorelline e noi che lo festeggiamo con tanto amore, spero in futuro…possa avere amici sinceri

  2. Laura

     /  25 giugno 2010

    ma dove si trova il suo libro, io non sono riuscita ad ordinarlo da nessuna parte, nemmeno alla libreria universitaria o da Feltrinelli, se qualcuno lo vuole rivendere….

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