CHI HA RUBATO I DISABILI DALLA SCUOLA MEDIA?

Faccio l’insegnante di sostegno nella scuola media.

Mi guardo intorno e… Le scuole sono piene di ragazzi con disturbi aspecifici dell’apprendimento, con disabilità medie date da turbe affettivo-relazionali, difficoltà di attenzione, di ritenzione, di sospensione, di fluttuazione.

Ci sono quelli con lieve ritardo mentale, quelli con leggera discalculia, quelli che faticano a stare in classe, quelli con livello cognitivo border-line e quelli con livello cognitivo nella norma ma CON DIAGNOSI DI turbe affettivo-relazionali (quelle non mancano mai!) date da malnutrizione e ipostimolazione.

Salta immediatamente all’occhio, a chiunque tenga al mito dell’integrazione scolastica e soprattutto a me che ho la sfiga di essere genitore-insegnante, l’assenza pressoché totale dei disabili gravi.

CHI HA RUBATO I DISABILI DELLA SCUOLA MEDIA????

Le secondarie di I grado (familiarmente “medie”) sono piene di ragazzi con problemi, ragazzi che non ce la fanno, ragazzi deviati, ragazzi repressi o soppressi. Insomma: ragazzi in difficoltà. RAGAZZI NORMALI IN DIFFICOLTA’.

Non ragazzi neurotipici, magari, ma ragazzi neuro-atipici in maniera moderata e controllabile.

Perché non si vedono, se non in casi rarissimi, i tetraplegici, gli spastici, gli autistici gravi? Dove sono?

Ci sono i down, di solito, ma i down sono così carini e affettuosi. Così facilmente gestibili. O, meglio, quelli che frequentano la scuola media sono così cariiiiiniii.

Una spiegazione potrebbe essere: quando arrivano alle medie, i disabili gravi sono già vecchi.

Mi è stato raccontato di casi (estremi?) in cui bambini con grave ritardo mentale frequentano la quinta elementare a 15 anni. Se la scuola li ha devastati a tal punto e “fermati” fino all’inverosimile (ve lo immaginate un ragazzo di 15 anni in classe con un bambino di 10?), a 16 anni, quando l‘adolescente non più bambino verrà fuori dall’incubo della scuola primaria, i genitori decideranno di spegnerlo in un Centro Diurno.

Io, da insegnante di sostegno delle medie, dall’alto e dal basso (contemporaneamente) della mia esperienza, ho un dubbio atroce.

Ho il dubbio che le scuole speciali siano state chiuse perché costavano tanto. Che il mito dell’integrazione sia stato creato perché costava meno mettere i disabili nelle scuole pubbliche, ma che non sia stato fatto nessuno sforzo per adeguare le scuole alla nuova situazione!!!

Ho il dubbio che l’intento fosse – semplicemente – sostituire le Scuole Speciali con i Centri Diurni Disabili, luoghi con pochi operatori e pochi servizi (e quei pochi servizi di stampo mostruosamente psicodinamico), molto più economici di una scuola speciale efficiente.

Ho il dubbio che la grande idea dell’integrazione scolastica non sia venuta dall’alto, ma dal basso. Che l’intento di quei signori non fosse l’integrazione ma il risparmio. Risparmio da attuare dissuadendo i genitori dei disabili gravi e costringendoli a ricoverarli nei CDD invece che a iscriverli alle scuole pubbliche.

Per questo voglio gridarlo al tutto il mondo: CHI HA RUBATO I DISABILI DALLA SCUOLA MEDIA? GENITORI, TOGLIETELI DA QUEI CENTRI DIURNI DEL CAVOLO E PORTATELI A SCUOLA!!! E NON PERMETTETE ABOMINEVOLI DEPRAVAZIONI COME QUELLA DEL 14enne IN QUARTA ELEMENTARE!!!

E poi, quando li avete portati a scuola, andateci giù duro: alzate la voce, inveite, denunciate.

Dipende anche da voi rendere reale un ideale.

G.P.

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16 commenti

  1. eva maggiorelli

     /  25 novembre 2013

    papa..non mi hai risposto…ricordati che sono in caerca delle superiori “ideali” per mio figlio..

  2. eva maggiorelli

     /  14 novembre 2013

    scusatemi per gli errori, ho scritto sotto “incazzatura” come avrete capito ci sono motivazioni personali, andando avanti negli ordini della scuola la situazione peggiora e logora anche i genitori più ottimisti e “buoni” come me!

  3. eva maggiorelli

     /  14 novembre 2013

    NON è SOLO UN PROBLEMA DI COPERTA CORTA, E NEPPURE DI SOLDI…NON SONO SICURA CHE BASTI DARE PIU’ RISORSE ALLE SCUOLE..C’E’ UN PROBLEMA CULTURALE E DI METALITA’ ALLA BASE NON DA POCO.
    CERTO AVERE PIU’ ORE DI SOSTEGNO SAREBBE GIA’ UN GROSSO AIUTO, MA COME BEN SAI NON E’ SUFFICIENTE. MIO FIGLIO E’ COPERTO PER 25 ORE A SCUOLA, SICURAMENTE NON E’ UN COSTO DA POCO, QUANTO SONO UTILI PER LUI? QUANTA ABA CI SI PAGHEREBBE?
    INOLTRE IO DAVVERO NON SONO SICURA CHE IL MODELLO DI INTEGRAZIONE ALL’ITALIANA NON FUNZIONI SOLO PER UNA QUESTIONE DI RISORSE PER I DISABILI GRAVI. ANCHE AVERE UN’INSEGNANTE FORMATO HA SENSO STARE IN CLASSE IN UN LICEO MENTRE IL PROF. SPIEGA L’EQUAZIONI DI SECONDO GRADO E IL “NOSTRO” FA 25 * 47 O AL MASSIMO IL PERIMETRO DEL QUADRATO? O QUANDO GLI ALTRI FANNO LA VERSIONE DI LATINO E IL TUO CHE INTEGRAZIONE E’ QUESTA? FORSE POTREBBE AVERE SENSO UN MODELLO DELLA CLASSE ACCANTO, IN CUI SI STA IN CLASSE QUANDO HA UN MINIMO DI SENSO E NELLE ALTRE ORE SI FANNO ATTIVITA’ DIVERSIFICATE IN UN ALTRO LUOGO, MAGARI PIU’ UTILI PER L’AUTONOMIA O UN MINIMO PROFESSIONALIZZANTI. ESISTONO SUPERIORI COSI’ DALLE TUE PARTI? SE ME NE TROVI UNA MI TRASFERISCO, IL PROSSIMO ANNO N. DOVREBBE ANDARE ALLE SUPERIORI, A MENO CHE NON DECIDA DI TRATTENRLO ALLE MEDIE, IN UNA SITUAZIONE CHE COMUNQUE E’ MEZZA E MEZZA.
    PER I GRUPPI DI POTERE TI DO’ RAGIONE, MA ANCHE I GRUPPI DI POTERE CHE SONO I SINDACATI DELLA SCUOLA LA LORO PARTE DI COLPA IN QUESTO SFASCIO CE L’HANNO

  4. Gianni Papa

     /  13 novembre 2013

    È roba da milioni di euro ogni anno… Cominciamo a darli alle scuole questi soldi invece che alle cooperative di Comunione e Liberazione o del Pd… A seconda di dove tira il vento politico… La scuola non efficace la dove si pretende che si facciano i miracoli tagliando le risorse….
    E non è vero che la coperta è corta. Sono stati tagliati enormi pezzi di coperta per darli a dei gruppi di potere

  5. Gianni Papa

     /  13 novembre 2013

    Tesoro in Lombardia si finanziano i centri diurni disabili per minori

  6. eva maggiorelli

     /  13 novembre 2013

    Papa non mi rispondi? aspetto il seguito sul cosa fare dopo averli portatia scuola (cosa che tra l’altro faccio tutte le sante mattine per tutti e tre i miei figli prima di entrare al lavoro)… come facciamo a far si che le medie e le superiori abbiano un senso per i nostri ragazzi?

  7. eva maggiorelli

     /  11 novembre 2013

    avevo già letto qualche anno fa’ questo post senza del tutto capirlo..perchè come dice Alberto da noi i disabili gravi alle scuole medie ci sono eccome ( alla scuola di mio figlio ci sono 3 autistici di gravità diversa, oltre ad altri casi di handicap grave). Il problema semmai è cosa facciano a scuola o quanto la scuola media sia in grado di educare questi ragazzi. A me la parola scuola speciale o centro diurno non fa paura di per se’, anzi di fronte all’impreparazione e all’inadeguatezza della situazione attuale italiana preferirei ( se esistesse!!) una scuola speciale o centro diurno con operatori formati e progetti individualizzati in cui l’integrazione si fa in un certo modo e non semplicemente mettendo l’autistico in classe con gli altri, quando non sta nei corridoi.
    Mio figlio è in terza media e pur avendo un’esperienza dignitosa, mi domando spesso quanto non sarebbe stato più proficuo un’educazione più mirata. Se parliamo delle superiori ( mi capita di frequentarle per fare dei corsi) io gli autistici non li ho mai visto, anche nelle scuole dove so per certo che ci sono se ne stanno in delle belle aule di sostegno davanti ad un computer.
    I programmi didattici sono in molti casi irraggiungibili e l’integrazione è un miraggio…non siamo più alla materna o alle elementari con i bimbi che aiutano il compagno disabile a fare il girotondo o a copiare CASA dalla lavagna…
    A livello di competenza sociale nell’adolescenza il solco è profondo anche per quelli messi meglio a livello cognitivo. Gli adolescenti normodotati sono presi dai loro problemi adolescenziali ( ne ho una di 12 anni in casa..lasciamo perdere)

    Quindi Gianni si fa presto a dire portateli a scuola, ma oltre a portarli mi piacerebbe che quel tempo fosse utile e funzionale per loro e non solo per dare lavoro ad un insegnante precario che passa di lì piu o meno per caso!
    come vedi sono diventata cattiva quasi quanto te!
    eva

  8. Gianni Papa

     /  6 novembre 2013

    questione economica non nel senso del risparmio. Nel senso di favorire economicamente certi gruppi di potere che gestiscono il business.

  9. mammam

     /  6 novembre 2013

    Gianni non penso affatto che sia una questione economica. I centri diurni costano di più di un insegnante specializzato e supportato da esperti nella definizione delle strategie educative. E’ un problema culturale. E’ naturale in qualsiasi specie che chi non ce la fa venga lasciato indietro e segregato dagli altri. Si può andare oltre questo solo con uno sviluppo di un’empatia molto raffinata. Che non ci sia empatia verso questi bambini mi fu chiaro quando ancora l’etichetta non ce l’avevo e io e mio figlio venivamo osservati come oggetti da un gruppo di dottorandi che facevano strani discorsi su stereotipie e sfarfallamenti, termini che io non capivo e loro lo sapevano benissimo. Ero per la prima volta nella mia vita una non-persona, una di cui si parla e non con cui si parla.
    Avevo già letto questo articolo, non l’avevo capito, non avevo neanche considerato la possibilità di un’istituzionalizzazione mascherata a 10 anni. L’assistente sociale l’ho vista di sfuggita quando ho aperto la cartella di mio figlio alla asl, non ci sono mai andata, e nemmeno nel peggiore degli incubi avrei potuto imaginare le storie che sto leggendo in questi giorni su questo argomento.
    Per poter iniziare qualsiasi sensibilizzazione bisogna fare tre cose secondo me.
    – Stimare quanti casi così ci sono. Detto così, può sembrare che siano degli aneddoti sparsi. Chi non conosce da vicino il problema stenta a crederci. Può pensare che siano coincidenze sfortunate.
    – Stimare i costi dei centri diurni (su tutta la vita del disabile) e confrontarli con quanto si spenderebbe per educare i disabili con i migliori standard oggi conosciuti, tenendo conto della riduzione delle istituzionalizzazioni. Se non si riesce, confrontare i costi della scolarizzazione inclusiva con i costi dei centri diurni.
    – Giocare la partita sull’efficacia però non basta, o meglio non serve, senza una sensibilizzazione. La scuola speciale è una questione da non riaprire. Se mi spieghi qual’è la differenza tra centro diurno e scuola speciale se non cambia la sensibilità degli operatori e dell’opinione pubblica, potrei considerarla una soluzione.

    La mia opinione è che scuola speciale o scuola inclusiva, quello che importa è la preparazione, la motivazione e le chance di inclusione sociale che il bambino trova quando va a scuola.
    Fino a 16 anni c’è l’obbligo di andare a scuola. Fino a ieri vivevo in un paese in cui se non mandi tuo figlio a scuola, vengono a prenderlo a casa. E’ evidente che si sono trovati dei modi furbi per aggirare la normativa a scapito delle famiglie disperate e dei bambini.
    Ma questo da solo non basterebbe se chi nelle istituzioni a vario titolo contribuisce a questa furbata fosse indotto a vergognarsi a causa del disprezzo di chi fa parte della sua organizzazione e dell’opinione pubblica.
    Puoi fare le scuole speciali, la legge migliore del mondo, ma se non ci si vergogna di volersi liberare del bambino autistico che lancia gli oggetti, perchè sotto sotto tutti pensano che in quel modo si tutelano i sani dalla sua violenza, non se ne esce.

  10. Gianni Papa

     /  1 novembre 2013

    L’ha ribloggato su autismo incazziamoci.

  11. Ilaria

     /  1 novembre 2013

    Paperinik, da noi bimbi del punto 2 ci sono.
    Si chiama povertà e non solo straniera.

  12. bellissimo e molto acuto post!
    “Mi è stato raccontato di casi (estremi?) in cui bambini con grave ritardo mentale frequentano la quinta elementare a 15 anni. Se la scuola li ha devastati a tal punto e “fermati” fino all’inverosimile (ve lo immaginate un ragazzo di 15 anni in classe con un bambino di 10?), a 16 anni, quando l‘adolescente non più bambino verrà fuori dall’incubo della scuola primaria, i genitori decideranno di spegnerlo in un Centro Diurno.”.
    Adesso (2010) non so, perchè qualcuno blatera che è cambiata la legge etc però, fino a poco tempo fa c’era la “scuola di pensiero” che un bambino disabile grave “doveva” stare all’asilo per un ulteriore ciclo, quindi si faceva 6 anni tra i bimbetti di 3-5, e magari lui all’asilo ci era arrivato a 5 anni perchè “ovviamente” prima non si poteva….. già questi bambini sono troppo immaturi e quindi….ma perchè offrirgli gli stimoli giusti per portarli alla pari degli altri? poi arrivano alla prima elementare, dove nessuno alla materna non ci aveva neanche provato a dargli dei rudimenti di abecedario e quindi…. facciamogli ripetere la prima, e vai così….. si capisce perciò come possa succedere un’aberrazione come quella di trovare un ragazzo prossimo alla maggiore età che deve iniziare le medie…..
    le scuole speciali sono state abolite ma per una finezza legislativa purtroppo ancora sopravvivono e sinceramente non so se siano peggio o alla pari dei centri diurni.
    Sono i genitori che devono battersi per i diritti dei figli, in questo a caso a scuola. Fate quadrato 😉

  13. Paperinik for President

     /  4 ottobre 2010

    Da noi i centri diurni entrano in funzione dopo la scuola dell’obbligo, ma almeno le medie vengono fatte nelle scuole. Poi ci sarebbe da discutere se nelle aule o nei corridoi….

    Per quanto riguarda il secondo punto, quanti credi abbiano capito il tono ironico sarcastico?
    Io lo supponevo,ma ho voluto chiarire, almeno sostituisci “affetti” con “con diagnosi di”

  14. fabrizia

     /  4 ottobre 2010

    gianni tu sogni.. che cosa vuol dire toglieteli dai centri diurni e portateli a scuola? e a scuola chi ci sta a guardare i nostri figli ? tu?
    e chi denunci? Formigoni? La Moratti?
    Adesso ti sei svegliato con la storia dei centri diurni? sono mesi che lo scrivo e nessuno mi da retta e adesso arrivi tu con la rivoluzione? La rivoluzione non si fa da soli….Mio figlio 15 anni candidato dei centri diurni… ho minacciato ma non gliene frega un beato ostia a nessuno .. ein che scuola lo avrei dovuto portare secondo te? a darlo in pasto ad adolescenti con il cervello in pappa da trasmissioni come la pupa e il secchione che non sanno neanche che cosè la balbuzie figuriamoci l’autismo…

  15. Gianni Papa

     /  4 ottobre 2010

    Mi fa piacere che da voi i disabili gravi vadano a scuola. Ciò significa che l’Italia (per fortuna) non è tutta uguale (o forse che i Centri Diurni non sono così potenti come sù al nord.

    Riguardo all’altra domanda: è un miscuglio “petroliniano” ironico-sarcastico. (la diagnosi però di “turbe affettivo-relazionali” purtroppo ce l’hanno davvero il 90 per cento dei ragazzi certificati)

  16. Paperinik for president

     /  4 ottobre 2010

    Due cose:

    1) Da noi alle medie(secondaria di primo grado) ci sono i disabili gravi.

    2) cosa vuoi dire con …….”e quelli con livello cognitivo nella norma ma affetti da turbe affettivo-relazionali (quelle non mancano mai!) date da malnutrizione e ipostimolazione.” ??????

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