COSA FA ZAPPELLA?

Copio-incollo da Aipsimed  (G.P.)

DOMANDA: Mio figlio per uno specialista ha il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato, per un altro non ha nulla. A chi devo dare credito? Ad un medico giovane ed alla sua specializzanda o al Dr. Zappella, che è un luminare dell’autismo e che ritiene che mio figlio non abbia niente se non una regressione con tratti autistici che si risolvono da soli? E, quindi, cosa devo seguire, terapia cognitivo comportamentale-educatori e sostegno scolastico o, al contrario, della semplice logoterapia?

ADMIN: Zappella è uno dei più grandi esperti della materia e mi fiderei della sua opinione: sempre più spesso vedo in ambulatorio quadri simili che poi nel corso degli anni si risolvono gradualmente… ma il sostegno alla famiglia è fondamentale per evitare i danni dell’ignoranza altrui! Dott., F. Mantile, Neuropsichiatra Infantile

GSGER: La risposta che lei mi ha dato mi conforta, e la ringrazio per questo, ma purtroppo l’ignoranza fa parte della vita e puo’ condizionare seriamente tutti coloro che ne vengono toccati. Il centro, presso il quale mio figlio fa terapia cognitivo-comportamentale, si rifiuta di dar credito alla tesi del Dr. Zappella, affermando dopo pochi incontri che, in verità, non si tratta di dist.pervas. dello svil.non altr.spec., ma di sindrome di Asperger. E quindi la confusione aumenta. Mio figlio non si impaurisce di fronte a persone o luoghi nuovi, soffre di antipatie e simpatie ed ama fare giochi diversi.Ho iniziato da poco la logoterapia(ovviamente privatamente) e spero di aver qualche risultato. Grazie di nuovo e arrivederci

ROSSANO (non registrato): Sono nella sua stessa situazione: il mio bambino all’eta’ di 3 anni, era stato giudicato con disturbi pervasivi dello sviluppo, ma il prof. Zappella ha parlato di sindrome dismaturativa a prognosi benigna, che si sarebbe risolta con il tempo. Oggi il bambino ha 4 anni e mezzo, e ha fatto piccoli passi per quanto riguarda il linguaggio che era totalmente assente, ma sono ancora rimaste certe sue fissazioni (stereotipie) con diversi oggetti, specialmente quelli automatici (tipo porte degli ascensori, e similari) Naturalmente ha fatto e sta facendo logopedia, e terapie riabilitative in un centro dell’asl (a pagamento la prima) Aggiungo infine il problema della nutrizione: Si comporta come se non avesse capito che i denti servono a masticare, rifiutando di mettere in bocca qualsiasi cosa che non sia il suo biberon, con all’interno i cibi frullati. Mi piacerebbe sapere se il suo bambino ha fatto qualche progresso, anche per scongiurare eventuali dubbi sulle diverse diagnosi. Grazie. Rossano

PAOLA1 (Non registrato): Sono anch’io nella vostra stessa situazione solo che mio figlio da un onlus che aveva fatto i test a un anno e mezzo di eta aveva detto prima che era autismo grave dopo un anno mi disse che era autismo lieve quando lo vide il Prof.Zappella mi ha detto della sindrome dismaturativa a prognosi benigna adesso da un altro specialista mi ha detto che comunque non esclude i tratti autistici ci sono lievi ma ci sono . Non so neanch’io a chi credere mio figlio adesso fa logopedia privatamente ed è seguito asl il linguaggio ancora è quasi assente dice cia per ciao e ripete quello che dico non bene mamma tata porta po vorrei confrontarmi con voi se siete d’accordo anche per via email

ANONIMO (non registrato): sapete se questo dott Zappella pratica solo a Siena? io sono della prov.di Reggio Emilia. Grazie

ANONIMO (non registrato): salve a tutti, mi sono trovato più o meno nella situazione che altri hanno descritto: mio figlio che allora aveva circa 4 anni e mezzo, era stato diagnosticato come Asperger dalla specialista del centro ASL che l’aveva preso in carico ormai da circa un anno (diagnosi da me sollecitata visto che lo seguiva da tempo ma da lei comunque indicata come non definitiva, nel senso che era probabile; in effetti a quell’età le possibilità evolutive sono enormi); ho quindi contattato su suo consiglio Zappella che da subito ha invece escluso questa possibilità, cioè l’asperger, indicando eventualmente una sindrome dismaturativa, dandoci indicazioni che abbiamo anche rigirato al personale dell’asilo che mio figlio frequentava, oltre che alla specialista ASL. Con questa inoltre abbiamo individuato una terapista e musicoterapista, che ha cominciato (a mio carico) a seguire mio figlio, anche a scuola (così che potesse incidere anche sui comportamenti sociali del bimbo); devo dire che ad oggi, 6 anni compiuti, i passi in avanti di mio figlio sono stati evidenti, ha perso buona parte dei tratti autistici che lo caratterizzavano, il linguaggio è normale ed anche sul versante della capacità sociale (che era il suo vero tallone d’achille) ha fatto enormi progressi, come Zappella aveva pronosticato, e sostanzialmente si è allineato a bimbi di 4/5 anni, non ancora forse con i pari età. l’ultima volta, pochi giorni fa, che abbiamo visto Zappella ha ribadito la sua indicazione sulla sindrome dismaturativa che forse, si spera, non dovrebbe lasciare strascichi tipo disturbi dell’attenzione. per quanto mi riguarda mi sento di dire che a quell’età i bambini sono in piena evoluzione, per cui diagnosi drastiche vanno fatte con attenzione e cautela, in quanto oggettivamente difficili e perchè la capacità dei bambini di cambiare è formidabile (grazie a Dio); in ogni caso è necessario intervenire subito, certo per trovare la modalità migliore è necessaria una collaborazione tra tutti quelli che incidono sul bimbo (famiglia, scuola, ASL, specialisti). altra cosa che mi sento di dire è di muoversi con razionalità, altra cosa che io feci subito fu di contattare e far visitare mio figlio da un bravo gastroenterologo, al quale spiegai la questione e a cui chiesi lumi sulla effettiva validità di diete; detto in altre parole non affidatevi al “fai da te” e dalle tesi strampalate che si trovano su internet. per quanto riguarda il quesito del signore di Reggio Emilia, mi risulta che Zappella riceva anche a Roma.

ANONIMO (non registrato): buon giorno, mi trovo nella situazione descritta da Paola1on; bimbo che a 3 anni e mezzo viene seguito dal centro infanzia della ASL e dopo circa un anno e mezzo, su mia sollecitazione, la specialista che lo segue ipotizza sindrome di Asperger (in verita pur dandola come probabile non esclude che si possa comunque trattare di altro con evoluzione più positiva, vista la capacità evolutiva dei bimbi a quell’età). anche su sua indicazione ho posto in essere quanto segue (sono tutte cose avviate praticamente in contemporanea e solo per necessità esplicativa indicate separatamente): ho fatto visitare il bimbo da un bravo gastroenterologo, cui ho fatto presente la diagnosi di asperger, anche per capire se fosse o meno il caso di adottare diete (senza caseina e glutine) o altre soluzione drastiche, non essendo emersi elementi particolari tali soluzioni sono state scartate (evitate assolutamente il fai da te in questo campo, i rischi sono elevatissimi); analogamente è stata fatta una visita presso l’otorino, è bene capire se vi siano o meno disturbi uditivi che in effetti non sono emersi; abbiamo questo si dovuto far asportare tonsille e adenoidi in quanto veramente grandi, tanto da incidere sulla respirazione e anche sulla chiarezza del parlare; ho contattato e affidato mio figlio ad una terapista (musicoterapia), su indicazione e in collaborazione della specialista del centro infanzia della ASL, che l’ha seguito e lo segue sia in studio che presso l’asilo, potendo in tal modo incidere anche sul suo comportamento sociale; ho ovviamente fornito indicazioni (di volta in volta aggiornate) alle educatrici dell’asilo (persone di una disponibilità e umanità eccezionali, alla faccia di chi dice male dei dipendenti pubblici); probabilmente sono le persone che più hanno inciso sui miglioramenti del bimbo; infine ho contattato Zappella; questi ha da subito scartato l’ipotesi della sindrome di Asperger (in un incontro successivo parlò di sindrome dismaturativa), fornendoci indicazioni preziose (e, perchè negarlo, una speranza che si è poi materializzata). Ad oggi mio figlio, che ha 6 anni appena compiuti, ha compiuto progressi molto importanti, per cui credo che Zappella abbia avuto ragione; sono scomparsi del tutto o quasi i caratteri autustici che erano oggettivamente presenti: il linguaggio si è adeguato al livello della sua età, sono scomparse stereotipie e fissazioni, ora il bimbo ha molti interessi e anche dal punto di vista della coordinazione motoria è molto migliorato, infine è molto migliorato anche dal punto di vista della capacità sociale, che era forse l’aspetto più problematico, ora infatti a scuola si è fatto alcuni amici anche se sono bimbi più piccoli di uno o due anni, mentre non è ancora completamente all’altezza dei pari età, ma visto come è migliorato in poco tempo spero che superi anche questo gap. per quella che è la mia esperienza personale, quindi limitata, posso dire che Zappella ha colto nel segno (ha visto mio figlio 5 o 6 volte nell’arco di un anno e mezzo); posso anche dire che nei bambini così piccoli la diagnosi deve essere sempre molto attenta e prudente, in quanto i piccoli hanno una capacità evolutiva enorme, per fortuna, fermo restando che vanno adottati tutti gli accorgimenti che si ritengono necessari, accorgimenti che devono coinvolgere una pluralità di soggetti (famiglia, scuola, specialisti) in modo coordinato. infine voglio dire a tutti i stare molto attenti a quanto si trova in internet, la possibilità di andare a mettersi in mano di ciarlatani che propongono cure e soluzioni prodigiose o estremistiche (solitamente costossisime, non solo in termini economici ma anche umani) non è marginale, tutt’altro.

monikina (non registrato): per piacere vorrei tanto conoscere dove posso contattare il Dr Zappella, anche su mio figlio quasi 5 anni stan facendo delle ipotesi terribili ma lui parla, mangia, dorme, e’ sereno, ama i bambini, la musica, nuota e gli piace l’asilo. per favore fatemi sapere anche via email. grazie

anonimo (non registrato): Siamo stati dal Prof. Zappella sia a Roma che a Corigliano Calabro.

Questi sono i vari recapiti telefonici in nostro possesso:

Siena: …………………………………….
mobili: …………………………………..
segreteria Corigiano Calabro: ………………………….
ti saluto.
Michele.

Anonimo (non registrato): intanto vorrei scusarmi per aver postato lo scorso 24 maggio due volte lo stesso intervento, ciò è stato dovuto al fatto che pensavo che il primo non fosse andato a buon fine. per quanto riguarda la richiesta di monikina, è sufficiente cercare sulle pagine bianche Michele Zappella a Siena, in questo modo troverà sia l’indirizzo che il numero di telefono. non posto per ovvie ragioni ulteriori informazioni.

roberta77 (non registrato): Anche a mio figlio il Prof. Zappella ha diagnosticato la Sindrome dismaturativa ad evoluzione benigna. La storia del mio piccolo ha davvero dell’incredibile. Oltre ad essere cresciuto forte e sano, mio figlio ha manifestato nella socialità, nel linguaggio e nell’attenzione una singolare precocità: ad un mese di vita vocalizzava, lallava a tre mesi e ad un anno compiuto aveva un discreto vocabolario, distingueva i generi ed interagiva con tutti con vivacità. Tutto ciò fino al quindicesimo mese di vita quando in mio figlio è avvenuta una mutazione, ai miei occhi incomprensibile, che lo ha gradualmente portato a perdere del tutto la parola e soprattutto a chiudersi al punto di non voltarsi più se chiamato. In un primo momento io e la mia famiglia imputammo il tutto all’arrivo del fratellino, al fatto che probabilmente il bambino, a me legatissimo, avesse in un certo qual modo avvertito un allontanamento da parte mia che, presa da una gravidanza non del tutto serena, avevo delegato mia madre e mio marito nella gestione delle cure del bambino. Dopo la nascita del fratellino, a 17 mesi e mezzo, le cose peggiorarono. Al bimbo di una coppia di amici era stata da poco data la diagnosi infausta di Autismo e la singolare somiglianza delle modalità comportamentali di nostro figlio e di quelle di quest’ultimo bimbo, ci fecero temere il peggio. Nel mese di agosto dello scorso anno, quando il bambino non aveva ancora compiuto due anni, io e mio marito decidemmo di interpellare il Prof. Zappella che, da più parti, ci era stato indicato come lo specialista più autorevole in Italia in questo campo: proprio lui aveva dato la diagnosi di Autismo al bimbo dei nostri amici. Ebbene, il Prof. Zappella, sin dalla prima visita e per tutte le successive 3 visite, ha sostenuto con forza e convinzione la tesi della Sindrome dismaturativa associata a Tic (delle curiose smorfie del viso, che nostro figlio manifestava soprattutto nei momenti di maggiore alienazione, che lui ci chiarì essere dei tic). Le domande che mi pose, come me le pose, mi fecero da subito convincere della fondatezza della sua diagnosi: i tempi e i modi in cui il problema si manifestò erano tipici di questo disturbo e la assoluta “normalità” del bambino fino ad oltre l’anno di vita, la sua precocità davano al Professore la certezza che di null’altro potesse trattarsi se non di una sindrome reversibile. Ad oggi il bambino ha quasi 3 anni ed ha, da un mese o due, incominciato a formulare frasi. E’ disallineato nel linguaggio e nella socializzazione rispetto ai bimbi della sua età ma nell’area cognitiva, ci viene riferito, il bambino è capace di eseguire le attività proposte dalle educatrici del nido con grande concentrazione ed in maniera sempre appropriata, spesso mostrando attitudini più spiccate dei bambini “normodotati”. Tutto fa ben sperare ma io continuo ad essere angosciata dal fatto che il bambino presenta ciclicamente un riacutizzarsi del problema e quindi, periodicamente, lo vedo più chiuso, urla anche senza un motivo apparente, da botte in maniera compulsiva a chiunque…e tutto questo si accompagna ad un ripresentarsi delle famose smorfie-tic. Ogni volta che mio figlio attraversa queste fasi io temo sempre che non ne venga più fuori. Invece poi, puntualmente, il periodaccio passa e lui ne esce sempre un po’ meglio di prima, quasi come se queste “crisi” in qualche modo segnassero le tappe della sua ripresa. Vorrei chiedere ai genitori dei bimbi a cui Zappella ha diagnosticato la stessa sindrome di mio figlio, se anche ai loro piccoli accadeva ciò che accade al mio, se anche loro hanno notato una certa ciclicità del fenomeno. Vorrei conoscere meglio i tempi ed i modi della ripresa dei loro bimbi. Vorrei confrontarmi con questi genitori, penso che questo mi potrebbe aiutare a rasserenarmi ed a sperare sempre ed ancora in una totale ripresa di mio figlio, il mio grande amore. P.S. il Prof. Zappella suggerì in um primo momento la terapia logopedica ma poi mi consigliò di sospenderla giacchè il 90% dei progressi di mio figlio erano attribuibili all’educatrice del nido. Da settembre cominceremo la Terapia Multisistemica in Acqua e la Musicoterapia e il bambino inizierà la scuola materna con una insegnante di sostegno. Il tutto nel puro intento di sollecitare ed accelerare i tempi di ripresa. Aspetto una vostra risposta. Grazie.

vittoria (non registrato): ciao, sono Vittoria. Vorrei innanzitutto ringraziarti per la testimonianza data… non è vero che su internet trovi solo tesi strampalate, leggendo la tua storia mi sono tranquillizzata parecchio. La mia storia, o meglio quella di mio figlio Nicola, è identica a quella di tuo figlio: stessi tempi, stesse circostanze famigliari, stessa diagnosi, stesso specialista e, mi auguro tanto, stessa evoluzione. Nicola ha compiuto 2 anni qualche giorno fa; abbiamo iniziato un po’ di terapia con metodo teacch, ma in realtà il lavoro è fatto a casa da me e mio marito. A fine mese incontreremo Zappella per la seconda volta: certamente noterà miglioramenti …..ma aspetto di incontrarlo. Grazie infinite.

BESTIA (non registrato): Racconto brevemente la storia di mio figlio: A due anni atteso che non parlava (più precisamente non parlava più, aveva perso quelle due paroline mamma e papa che già intorno ai 12 mesi pronunciava)e mostrava qualche atteggiamento strano decido di sottoporlo a visita privata dal primario di npi del besta di milano(per la vicinanza) e la diagnosi è stata autismo con ricovero per alcuni giorni per gli esami di rito. Ho ridotto al minimo i giorni di degenza (tre) perché quell’ospedale è un mattatoio e gli esami come al solito non evidenziano nulla (come ovvio che sia). Diagnosi alla dimissione disturbo multisistemico dello sviluppo e psicomotricità; Avevo già pensato di effettuare due visite da specialisti diversi e la mia prima scelta è caduta su Zappella che ha visitato mio figlio dopo il besta solo per ovvi motivi di lontananza; La diagnosi è stata: tratti autistici secondo lui regressivi con logopedia e metodo portage a casa e scuola; Recatomi alla UONPIA del mio distretto, come ovvio che fosse, disatteso il parere di Zappella credito a quello del Besta e pscimotricità; Ho iniziato le 2 sedute di pscicomotricità alla settimana, ma nel frattempo a pagamento ho fatto fare a mio figlio sedute di logopedia (ma se uno non parla come si fa a prescindere dalla logopedia?) ed applicato il metodo portage; Dopo neanche tre mesi la psichiatra della UONPIA, dal definire mio figlio con problemi molto seri arriva a dire che è nettamente migliorato (tenete conto che tra malattie di mio figlio, quelle della terapista e le ferie mio figlio avrà sostenuto una decina di sedute soltanto), ma che noi genitori siamo molto esigenti e non dobbiamo paragonare il nostro bambino con quelli “normali” della sua età sennò sminuiamo i suoi miglioramenti e che la guarigione completa sarebbe un miracolo (che io spero avvenga per mio filgio ma anche per poi andare a chiedere come sia potuto succedere questo miracolo); Dopo 6 mesi dalla prima visita, visita di controllo da Zappella che nota netti miglioramenti su tutti i fronti tali da permettere a mio figlio di essre a pari della sua età in tutti i campi tranne che nel linguaggio (dove a incominciato a ripronunciare mamma, qualche vocale e sillaba). Terapia consigliata: continuare col portage anche con l’insegnante di sostegno alla materna che a settembre s’inizierà e logopedia una volta alla settimana e ci ha detto che tutti i miglioramenti di nostro figlio sono dovuti a me e mia moglie (ed è vero); Questo per dire cosa, fidatevi di Zappella e seguite i soui consigli, adesso i casi di autismo si sono moltiplicati anche perché qualsiasi bambino che non parli o abbia certi atteggiamenti è autistico e poi fanno certe diagnosi senza usare i test diagnostici DSMIV, ABC, etc..(cosa che invece Zappella fa almeno nella prima visita). Un saluto a tutti e che dio benedica il Prof. Zappella.

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18 commenti

  1. Daniele

     /  28 marzo 2016

    Z

  2. Daniela

     /  18 febbraio 2016

    Sono la mamma di un meraviglioso ragazzo autistico di 23 anni,dopo 20 anni di cure ininterrotte,senza mai scoraggiarmi,sono riuscita a portarlo ad un grado di indipendenza notevole.esce da solo con il cane,telefona agli amici e va al cinema,a teatro o in pizzeria con loro.ancora lo faccio studiare (ha completato gli studi superiori con il sostegno):gli dedico un paio di ore al giorno per lavorare sul linguaggio,la comprensione del testo e gli stati emotivi,lati deboli di tutti gli autistici.ho trovato parecchio materiale alla erickson e mi faccio supervisionare da una brava insegnante di sostegno privatamente.ancora ha diversi problemi,parla in modo un po’ strano e veloce,scarsa valutazione del denaro e difficoltà nel percepire determinati pericoli(non la strada),ma sono felice di come lui e’.ho girato mezza italia ma per me il punto di riferimento ,dal 98,e’sempre stato il reparto di neuropsichiatria infantile di siena ,dove ho trovato professionalita’ e solidarieta’,nonché’ lo stimolo a combattere sempre.la storia di mio figlio assomiglia molto a quella di Roberta 77,ha fatto tante attività’ ma la terapia più riuscita,negli anni difficili dell’adolescenza,e’stata quella di avergli affiancato un educatore/psicologo.resto a disposizione con consigli e suggerimenti per chi ne avesse bisogno .

  3. Autismo Incazziamoci

     /  19 marzo 2011

    se mi mandi tutto il tuo lungo commento in una email (o lo metti in un file di word allegato) te lo pubblico su autismoincazziamoci.org

  4. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    e infine:
    In effetti qualcuno deve assumersi regolarmente il compito di spiegare loro le conseguenze sociali delle loro azioni, perchè spontaneamente non ci arrivano.
    Se lo fa un insegnante è una gran fortuna perchè insegnare è il suo mestiere. Se lo fa un genitore è più difficile; diventerà matto, a meno che riesca a salvarsi con l’umorismo.
    Un Asperger infatti affronta le relazioni con le persone con lo stesso stile con cui noi ci rivolgiamo alle cose: si tratta in sostanza di imparare a conoscerle e usarle per il verso giusto e per ciò che ci interessa.
    Nessuno si pone il problema di cosa pensa l’asciugamano con cui si strofina la faccia, o che effetto faranno allo spazzolino i nostri denti.
    Lo stesso fa l’Asperger con le persone, nella più assoluta innocenza.
    Qualcuno ha scritto in quest sito che il figlio sembra Mister Bean : esatto! Solo che gli effetti non sono sempre così esilaranti.
    Questo è ciò che Federica può provare ad osservare in suo figlio: forse non è nè pigro nè distratto, ma pensa che le persone funzionino come le cose, perchè la parte sociale del suo cervello è immatura e va stimolata per evolvere. Imparare le trame dei film o le procedure dei videogiochi può anche essere un allenamento alla realtà sociale, meglio allora scegliere film che trattino più di relazioni e sentimenti che di fatti e azioni…ma non sarà facile.
    Donna Williams dice che gli Asperger funzionano con due cervelli sinistri (logica, sistemi, controllo esteso il più possibile) e che bisogna aiutarli a fare emergere quell’Io così fragile e così poco logico che si nasconde dentro di loro. Attività creative (senza regole fisse e senza Giusto o Sbagliato), possono aiutare, specie se scelte in sintonia con le attitudini del ragazzo.
    Gunilla Gerland (che è un’Asperger) dice che è importante spiegare a questi ragazzi come stanno le cose prima dell’adolescenza, dando loro un’idea di ciò per cui valgono, ma anche di ciò che non sanno ancora ben maneggiare e capire, e su cui dovranno allenarsi molto per raggiungere la sufficienza (Studi Sociali, per dirla con il linguaggio della Scuola)
    Altri più protettivi e meno Svedesi non sono d’accordo. Io credo che abbia ragione lei e che proprio questo potrebbe fare, sapendolo fare, il famoso psicologo.
    Probabilmente la separazione dal marito di Federica non c’entra molto con la situazione di Alberto
    Ma è anche vero che dal momento che ci si separa proprio per motivi “relazionali”, la cosa sarà particolarmente ostica da capire per lui.
    Sarà importante dunque aiutarlo, possibilmente presentandogli la cosa nello stesso modo da tutt’e due le parti (so quant’è difficile!) e ripetendogliela ogni volta che fosse necessario, con pazienza.
    E anche possibile/probabile che un pò di “vena” Asperger ci fosse in qualcuno dei due genitori e questo è spesso un buon motivo per separarsi.
    Ritrovare quelle caratteristiche che ci hanno già fatto soffrire all’interno della coppia anche nell’amato figlio è una cosa difficile da accettare.
    Evitare allora al massimo i disastrosi:” Sei tale e quale a tuo padre(madre)!!”, anche perchè si rischierebbe di sentirsi rispondere seraficamente: “E’ ovvio”…
    Tentare invece di ricordarsi che un figlio non sceglie mai nè suo padre nè sua madre, perciò tutte le responsabilità sono comunque nostre, anche quando essere genitori è più difficile.

  5. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    così han risposto:
    Il risperdal(risperidone)e’ sul mercato internazionale dai 1993. Esso e’ stato usato prima come antipsicotico per curare schizofrenia ed il dusturbo bipolare nell’adulto.
    Nei bambini questo farmaco e’ stato studiato oltre che nelle suddette malattie anche per curare disturbi comportamentali.pervasivo dello sviluppo(Autismo e PDD.N.O.S.), tics e ossessivo compulsivo.
    Gli effetti collaterali sono quelli degli antipsicotici, cioe’: aumento di peso,di prolattina,rigidita’.tremore,akinesia ed a volte anche tics.
    Comunque dai 6 ai 12 anni il dosaggio piu’ usato oscilla da 0.25 ad 1mg.al giorno.
    Esistono altre decine di effetti collaterali che non riguardano questo caso.
    Il paradosso e’ che i tics possono essere curati o provocati da questo farmaco.
    Ho un figlio di quasi 12 anni. Sembra che viva staccato dalla realtà. Finora abbiamo interpretato la cosa come conseguenza del fatto che sono separata dal padre che comunque vede con continuità e con cui ha un buon rapporto.
    I comportamenti peculiari di Alberto sono:
    pigrizia;
    scarsa iniziativa nel coltivare relazioni sociali (socializza facilmente ma non ha nessun amico);
    nessun interesse per attività fisiche e sportive;
    conoscenza nei dettagli di trame di film o di giochi del game boy o della playstation;
    disattenzione profonda riguardo alla realtà quotidiana, ai luoghi che vengono visitati in viaggio;
    non esegue probabilmente perchè non “sente” le prescrizioni degli adulti (es prepara lo zaino, cambiati le mutande, non andare a letto vestito…).
    Dimostra buona intelligenza ma rendimento scolastico molto discontinuo. E’ stato visto negli anni scorsi da neurologo, logopedista, e da più psicologi.
    Con uno è attualmente in terapia per un sostegno 2 volte alla settimana da circa un anno e mezzo.
    Nessuno finora ha ipotizzato problemi non limitati al comportamento, ma vedendo il vostro sito mi è venuto il dubbio….la risposta:
    Può sembrare un po’ banale dirlo, ma nella lettera di Federica ci sono troppo pochi elementi per poter esprimere un parere affidabile alle sue domande. Vale la pena di approfondire? direi proprio di sì, ma scegliendo bene lo specialista.
    Farei però io una domanda: cosa fa Alberto con lo Psicologo?
    (1 anno e mezzo a due volte alla settimana è piuttosto lungo). Cosa ne ha ricavato?…..
    Federica è in grado di dirlo, con una certa sicurezza?
    Voglio dire… ragionando con la sua testa, non ripetendo ciò che gli altri le hanno detto.
    Di solito gli Asperger che vanno dallo psicologo diventano delle “FOTOCOPIE DI LUI”, potrebbero aprire uno studio in proprio perchè imparano bene le regole del Sistema teorico di riferimento del loro terapeuta, ma raramente realizzano che la questione della psicoterapia LI riguarda. Rischiano insomma di convincersi che bisogna comportarsi “come se” si fosse normali, e che questo è ciò che fanno tutti.
    Se però questo Psicologo, che ormai dovrebbe conoscere bene Alberto, riesce a dare alla mamma (e al padre) dei consigli utili (cioè che funzionano) su come aiutarlo a crescere e a migliorarsi……allora O.K!
    La più grande chance di questi bambini, nella mia esperienza, sono gli insegnanti, che devono lasciarsi un po’ affascinare dalle buone capacità cognitive dei loro alunni…ma non farsi mettere nel sacco…

  6. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    e poi:
    Risperdal puo’ essere causa di tics?

    Dopo la diagnosi di sindrome di Asperger, sia uno psichiatra privato che il piu’ importante ospedale pediatrico di Genova (la ns città) ci hanno prescritto il Risperdal. Il bambino dopo un mese di cura lamentava tachicardia e aveva svariati tic facciali,da qui la decisione mia e di mio marito di interrompere tale cura anche in vista di nuovi test che avrebbe ai quali avrebbe dovuto sottoporsi per indagini più approfondite. Era il mese di giugno: i tic sono scomparsi 10 gg fa !!! Avevo temuto fossero irreversibili, mentre i dottori dicevano che non erano effetti indesiderati del farmaco. Io e mio marito non ne siamo cosi’ sicuri!
    Ora gli psichiatri dell’ospedale ci hanno nuovamente riproposto il Risperdal da associare a sedute con la psicopedagogista. Vorrei saperne di più su questo farmaco.

  7. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    ultima tranche- lo metto a pezzi se no non va

    In questo lavoro di ricerca azione i primi soggetti sono i genitori. Il genitore conosce meglio
    e più di tutti il proprio figlio. Ed ha il diritto-dovere di decidere la strada che ritiene migliore
    per lui in ogni momento. Mi riferisco , anche all’uso di farmaci: certo, sarebbe compito doveroso che i medici informassero correttamente, onestamente, esaustivamente, circa i
    benefici ed i possibili effetti collaterali dei farmaci che prescrivono, così che la scelta – con
    le sue conseguenze – diventi il più consapevole e partecipata possibile. Secondo noi il
    farmaco è una buona cosa nella misura in cui serve al bambino; non si tratta di schierarsi pro
    o contro in assoluto. E credo non ci sia sicurezza assoluta per promuovere o bocciare in
    assoluto il Ritalin. Ripeto: il genitore dovrebbe avere il diritto di provare questo come altri
    farmaci, perchè è nella logica della speranza – propria del genitore – non abbandonare a
    priori nessuna strada possibile che possa portare beneficio al figlio. Un genitore non potrà
    mai accontentarsi di una posizione ideologica: ha il problema sulla pelle!
    3) E’ importante che il genitore si senta accolto con rispetto almeno da medici e psicologi,
    perchè possa innanzitutto rinfrancarsi anche in vista del sostegno scolastico di cui il figlio ha
    bisogno (oltre ai suoiinsegnanti di solito poco informati quando anche non prevenuti).

  8. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    continua –
    Nostro figlio rimane un bambino col “morbin” interno: gli rimane molto difficile mantenere l’attenzione in classe, e non sempre gli riesce, soprattutto se l’insegnante si dilunga; per lui scrivere è un vero
    tormento (che comincia ad ovviare un po’ facendo qualche compito per casa col computer);
    ricopiare è per lui la cosa in assoluto più difficile; tende a lasciare tutto in disordine e prepararsi la cartella è il compito più sgradevole per lui; appena si annoia le mani cominciano a roteare oggetti e oggettini; mantiene il bisogno di muoversi di tanto in tanto; sa ancora arrabbiarsi molto, ma ………sono piccolissime spine rispetto all’angoscia che abbiamo vissuto in passato! E finalmente cominciamo a vivere un immaginario positivo del suo futuro. Colgo l’occasione per esprimere alcune riflessioni che forse potranno servire quanto meno alla discussione.
    1) La diagnosi rappresenta un importante punto di arrivo e di partenza nello stesso tempo. E’
    come una porta che si chiude http://www.miomedix.it/ (dunque è vero che c’è qualcosa che non va in mio figlio), ma anche come un portone che si apre (finalmente so da che parte orientare le mie energie per stare meglio e per ottenere i miglioramenti auspicati; finalmente ho in mano qualcosa che mi
    permette di difendere mio figlio a scuola, perchè venga innanzitutto compreso, ecc.). – Forse
    nel campo dei comportamenti “un po’ fuori norma” non è facile arrivare ad una diagnosi
    chiara ed inequivocabile; il deficit di attenzione e iperattività non per tutti è uguale; per
    questo credo che i professionisti dovrebbero essere anche umili ed aperti a soluzioni diverse
    da quelle proposte da loro: in definitiva ogni bambino è oggetto di una continua ricercaazione che porta a rettifiche continue.

  9. Lorenzo Radi

     /  18 marzo 2011

    La storia di un figlio:
    Nostro figlio fin da piccolo ci faceva impazzire: per irrequietezza, disobbedienza,
    provocazione. Rapporti sociali quasi 0 alla scuola materna. Primi anni scuola elementare
    caratterizzati da buon profitto, scarsi rapporti con gli altri, periodi con manifestazioni asociali. In
    casa mai fermo (salti continui sul divano), ripetitività ossessiva nell’uso dell’altalena e nel girare in
    bicicletta attorno a casa (solo dentro recinto perchè fuori doveva stare attento e così non poteva
    fantasticare).
    Dimenticanze di oggetti scolastici e non: all’esasperazione. Dall’ultimo anno di materna alla quarta
    elementare compresa, nel periodo di inizio primavera si è sempre evidenziato un momento critico di
    particolare irrequietezza ecc., anche con notevoli ribassi scolastici. Presenza inoltre di tic, che
    variano periodicamente la sede: occhi, spalle, gambe, tocco delle orecchie, dei genitali, ecc. E tanta,
    tanta esasperante stupidità che certo non l’ha aiutato nè con gli adulti, nè con i coetanei. Qualche
    flash che indicava una sensibilità ed acutezza intellettiva un po’ speciali. Febbraio di 3a elementare:
    gli diagnosticano “deficit di attenzione e iperattività”; ci dà nno una serie di
    indicazioni educative per casa e per scuola, sconsiglia farmaci perchè vede il bambino molto
    intelligente e, tutto sommato, in grado di controllarsi sufficientemente.
    Febbraio di 4a elementare: nonostante la messa in campo delle varie strategie psico educative
    consigliate anche da psicologi dell’associazione AIDAI, Nostro figlio “salta”. Successivamente
    ci invitano a provare un farmaco per ridurre i tic, con azione anche sul tono dell’umore onde
    favorire i rapporti sociali. Il farmaco però si rivela un fallimento: Nostro figlio
    ancor più elettrizzato (giugno). Settembre inizio 5a elementare: day hospital a S. Donà di Piave.
    Viene diagnosticato un disturbo d’ansia, mentre i test non rilevano un vero e proprio deficit di
    attenzione. Viene prescritto un farmaco (Risperdal) che nonostante le bassissime dosi porta Nostro figlio a
    inedite scenate violente e perfino ad atti di autolesionismo. Abbandoniamo il farmaco, e piano piano
    rientrano i comportamenti più brutti. Dicembre di 5 elementare: la disperazione ci porta all’ultima
    spiaggia e ci rivolgiamo ad una pediatra omeopata, che collabora con alcuni NPI.
    FINALMENTE NOSTRO FIGLIO SI LIBERA DEI TIC E PER LA PRIMA VOLTA PASSA
    SERENAMENTE IL PERIODO CRITICO DI INIZIO PRIMAVERA. L’azione del suo rimedio
    omeopatico “Stramonium” lo mette inoltre nelle condizioni di beneficiare in pieno del sostegno
    psicologico cui sporadicamente si appoggia al bisogno (una decina di sedute sparse nell’anno) per
    “vuotare il sacco”. Nostro figlio progressivamente si apre, parla (non raccontava mai niente di quanto
    viveva a scuola o negli altri ambienti fuori casa!), e parlando può venire ulteriormente aiutato acostruirsi la propria sicurezza, sdrammatizzando quando serve, e proponendosi lui i cambiamenti da
    attuare, quando capisce che è opportuno. Finalmente cresce un buon rapporto di fiducia con noi
    genitori, con gli insegnanti, con gli scout, a catechismo. Abbandona quasi senza accorgersi i
    comportamenti “sciocchi”, e comincia a manifestare la gratitudine con tutti per quanto è
    consapevole di ricevere. Discorrere con lui è un vero piacere per tutti, anche perchè emergono
    intelligenza e sensibilità superiori alla sua età. Quest’anno che sta per finire – prima media – è
    perfino arrivato a studiare con piacere ed a vivere con gioia la scuola (!). Vive per la prima volta
    importanti riconoscimenti amicali, come l’invito al compleanno di qualche compagno.

  10. Giuseppe Mariotti

     /  14 marzo 2011

    PER IL SIG. tutt.peppe (del post qui sopra) : non sono di Bari posso fare poco per aiutarla direttamente. Ma mi avevano parlato della cooperatìva Aquarìus, loro non credo possano darle una mano direttamente, non sono un ente di assistenza, fanno dei corsi di formazione, ma sono in contatto con tanta gente, magari le possono dare qualche consiglio;; dei loro riferimenti sono questi:
    per posta elettronica aba@Aquarius.it oppure per tel. contattare il 080-5543413
    magari la aiutano a indirizzarsi.

    Per chi interessa copio qua la loro pagina sul workshop ora in corso con la DE GLI ESPINOSA:

    Autismo: Tecniche ABA. Bari, corso multilevel 2010-2011
    AUTISMO: da dicembre, a Bari, partono i nuovi corsi di formazione sulle tecniche ABA. Corsi rivolti a genitori, parenti, docenti, assistenti sociali, psicologi e terapisti.
    Relatore dei corsi: Francesca Degli Espìnosa – Ricercatrice ed analista comportamentale BCABA.
    I costi: per i quattro workshop, e800,00 iva inclusa. Workshop 1 e180,00 , mentre per gli altri tre corsi e300,00 iva inclusa per ciascun workshop. Sconto del 10% sia sul singolo corso che sul pacchetto completo SOLO per chi ha già effettuato i WS organizzati dall’Aquarìus con la dott.ssa Degli Espìnosa.
    Applicare i principi scientifici per migliorare i comportamenti socialmente significativi di individui che, come le persone affette da autismo, necessitano un cambiamento, significa parlare di ABA. L’efficacia di interventi basati sull’ABA, ovvero sull’Analisi del Comportamento Applicata (Applied Behaviour Analysis) nel trattamento di soggetti autistici è documentata da oltre cinquant’anni di ricerca scientifica. Un trattamento non invasivo che necessita di un coinvolgimento vero e motivato di tutti coloro che affiancano l’individuo che presenta disturbi comportamentali.
    La Cooperativa Aquarìus affianca genitori, terapisti e insegnanti di persone autistiche, fornendo loro un percorso di formazione continua e coordinata già dal 2006, quando come prima realtà in Puglia, inizia ad organizzare le prime Tavole Rotonde sul tema dell’autismo al fine di coinvolgere e interessare le istituzione e le scuole. Iniziano i primi progetti personalizzati per minori in età scolare che assicurano all’interno della scuola la figura del terapista Aba, così da poter seguire il programma di riabilitazione anche e soprattutto a scuola. Diversi i Workshop organizzati tra il 2007 ed il 2008 come Introduzione ai Principi e alle tecniche di base dell’Analisi del Comportamento Applicata e del Comportamento Verbale, alcuni in collaborazione con la Dott.ssa Francesca Degli Espìnosa dell’Università di Southampton , altri con la Dott.ssa Holly Kibbe fondatrice della Establishing Operations. Ma nel 2008 nasce l’esigenza di concentrarsi sulle reali esigenze dei genitori, terapisti, insegnanti, amici conosciuti in questi anni. Per migliorare realmente alcuni aspetti della vita sociale del bambino affetto da autismo non basta “parlare” di Analisi Comportamentale, “guardare” video di realtà lontane da noi nello spazio e nel tempo, è importante “Sperimentare” qui e subito, mettersi alla prova “Sbagliare per Imparare”. Nasce così l’idea di un percorso di Workshop teorico – pratici che suddiviso in vari livelli propone tutti gli aspetti di un curriculum comprensivo che sviluppi abilità adattive. Un’idea che la Cooperativa Aquarìus realizza tra dicembre 2008 e ottobre 2009 e l’ultimo da dicembre 2009 a giugno 2010 (attualmente in atto) grazie alla collaborazione della Dott.ssa Francesca degli Espìnosa, italiana di nascita, che ben conosce la realtà sociale e l’ambiente scolastico in cui i nostri bambini sviluppano le loro abilità comunicative. Il numero dei partecipanti del ciclo di Workshops Aba Multilevel è volutamente esiguo, massimo 50 per garantire una supervisione di qualità da parte della Dott.ssa degli Espìnosa e delle sue collaboratrici, alle coppie di partecipanti che, in aula, tra strumenti ludico- educativi di vario genere, simulano le strategie. Gli esercizi proposti dalla docente tengono anche conto delle problematiche esposte dai partecipanti, riuscendo così a realizzare un percorso formativo quanto più vicino alle esigenze dei partecipanti. Il successo di questa esperienza è stato tale da voler riprorre un nuovo ciclo di Workshop Aba Multilevel che partirà a dicembre 2010 e si concluderà a giugno 2011 comprendendo un Primo Workshop di Introduzione all’ Analisi Comportamentale aperto ad un massimo di 60 persone e a seguire i tre Workshop teorico-pratici ciascuno di due giorni con un numero più ristretto di partecipanti per un massimo di 50.
    Per maggiori informazioni contattare: aba@Aquarìus .it o contattare il 080-5543413 o visitare il sito: http://livuntain.com
    Scarica la locandina dei corsi
    Scarica il modulo di iscrizione
    WORKSHOP I
    Curriculum Base: introduzione all’analisi applicata di comportamento, insegnamento alla comunicazione e gestione dei comportamenti problema. Rivolto a 60 partecipanti. Si terrà a Dicembre 2010
    PROGRAMMA: Introduzione, Principi di Base, Le fasi d’intervento, Catturare la motivazione, Insegnamento alla comunicazione, Training in Ambiente Naturale (NET) ed insegnamento strutturato, Gestione dei comportamenti problema, Comportamenti con funzione di attenzione, con funzione di Fuga, con funzione di Rinforzo Automatico, Strategie Proattive e Reattive, Discussione finale.
    Questo Workshop introduttivo illustrerà attraverso un ampio uso di immagini, come i principi dell’ Applied Behavior Analysis (ABA) che sottolineano l’insegnamento del comportamento verbale (VB), siano efficacemente applicati in classe inserendoli nel linguaggio dell’insegnamento e altre importanti abilità per i bambini con disordini dello sviluppo. In particolare, ai partecipanti verranno presentati i fondamentali principi scientifici, le procedure e le raccomandazioni istruzionali per aiutare gli insegnanti a:
    • Costruire un rapporto con lo studente
    • Promuovere l’interazione tra pari
    • Sviluppare un PEI con finalità adeguate allo sviluppo di ogni studente
    • Insegnare le abilità della comunicazione funzionale agli studenti verbali e non-verbali
    • Catturare e pianificare la motivazione e quindi usarla per espandere il repertorio linguistico
    • Selezionare le attività di gruppo che promuovono la comunicazione funzionale e l’interazione tra pari
    • Far passare gli studenti dall’insegnamento ambientale naturale (NET) all’insegnamento strutturato (ITT)
    • Stabilire e mantenere un livello elevato (preciso e veloce) della risposta dello studente durante l’insegnamento strutturato
    • Insegnare le abilità accademiche (lettura, matematica …) usando i curricula basati sulla ricerca scientifica
    • Gestire i comportamenti problema
    WORKSHOP II
    Curriculum Iniziale: come insegnare le prime abilità, dall’imitazione alla denominazione.
    Rivolto a 50 partecipanti. Si terrà a Febbraio 2011.
    PROGRAMMA: Insegnamento delle richieste, l’imitazione vocale, La denominazione, Primi obiettivi di comprensione del linguaggio, Il gioco funzionale, L’imitazione e L’attenzione congiunta.
    Tale esperienza pratica si focalizzerà sullo sviluppo dei repertori necessari per insegnare le abilità di comunicazione funzionale sia per gli studenti verbali che quelli non verbali nell’ambiente naturale della scuola pubblica.
    In particolare, ai partecipanti saranno date informazioni e spiegazioni su come:
    • Utilizzare una varietà di strategie per identificare i rinforzi dello studente
    • Preparare in modo efficace lo staff, i compagni, l’ambiente, e gli oggetti/attività con i rinforzi
    • Catturare e costruire la motivazione
    • Distinguere le funzioni basiche del linguaggio di B.F. Skinner
    • Insegnare le abilità di comunicazione funzionale (richieste/domande)
    • Identificare potenziali candidati per utilizzare un sistema di comunicazione aumentativa e selezionare i target iniziali
    • Sviluppare un programma giornaliero della classe che incorpori numerose attività rinforzanti (individuali e di gruppo) e che pertanto massimizzi le opportunità per la comunicazione funzionale
    • Scrivere ed implementare lezioni pianificate d’insegnamento in ambiente naturale (NET)
    WORKSHOP III
    Curriculum Intermedio: dal gioco imitativo alla costruzione della frase. Rivolto a 50 partecipanti. Si terrà ad Aprile 2011. http://eegg.nng.com/ PROGRAMMA: Le richieste con frasi, Le descrizioni con frasi, La comprensione di due o più informazioni, il gioco simbolico e con turno, il gioco indipendente, i commenti spontanei e la reciprocazione. Il corso è indirizzato ad analisti comportamentali (BCBA, BCaBA), insegnanti di sostegno, patologi del linguaggio, psicologi, educatori e tutti coloro che lavorano con bambini con disabilità, autismo incluso.
    A seguito degli ultimi 25 anni di studi nel campo dell’analisi comportamentale applicata è stata sviluppata una tecnica molto efficace per la riduzione dei comportamenti problematici. La letteratura riguardante la valutazione funzionale ha fornito a genitori ed insegnanti degli approcci efficaci, basati sul rinforzo, per ridurre i comportamenti problema una volta che è stata determinata la funzione, ovvero la finalità, di questi comportamenti.
    Questo Workshop si è concentrato sulla valutazione e sul trattamento dei comportamenti problema che hanno luogo a causa delle due funzioni più comuni, ossia il rinforzo negativo mediato socialmente (le richieste per evitare qualcosa) e il rinforzo positivo mediato socialmente (le richieste per ottenere qualcosa).

    La finalità del corso è consistita nel rendere in grado i partecipanti di:
    • identificare le quattro variabili di controllo responsabili del perdurare di comportamenti autolesionistici, aggressivi, stereotipici e distruttivi
    • descrivere il concetto di “abilitazione” riguardante il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità dell’apprendimento e di chi li assiste
    • descrivere in che modo scelte curricolari errate e procedure di insegnamento inappropriate possano portare a una cattiva gestione del comportamento
    • descrivere l’analisi comportamentale di una Operazione Motivante (MO) e la sua relazione con l’insegnamento dei mand a bambini con ritardo del linguaggio, inclusi i bambini con autismo
    • descrivere l’analisi comportamentale di una Operazione Motivante riflessiva (CMO-R) e la sua relazione con i comportamenti dovuti all’evitamento di richieste di attività
    • descrivere il fine di una valutazione comportamentale dei comportamenti problema
    • identificare le caratteristiche principali dei vari approcci di analisi (indiretta, descrittiva e funzionale) della valutazione del comportamento
    • descrivere i vantaggi e le limitazioni di ciascun approccio alla valutazione
    • identificare tre modalità con cui gli interventi basati sul rinforzo riescono a ridurre la frequenza dei comportamenti problema
    • sviluppare una strategia di trattamento per rimpiazzare le richieste (mand) maladattive con richieste alternative ed appropriate
    • sviluppare una strategia di trattamento per rimpiazzare la disobbedienza con l’obbedienza
    • sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad attendere
    • sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad accettare il “no”
    • sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad accettare la separazione dagli oggetti e dalle attività preferiti.
    WORKSHOP IV
    Curriculum Avanzato: dal gioco immaginario alla conversazione. Rivolto a 50 partecipanti. Si terrà a Giugno 2011 http://www.sugiu.it/ PROGRAMMA: Le richieste per informazione (fare domande), mantenere una conversazione, commenti spontanei, richiamare eventi passati, risoluzione dei problemi ed interferenze, il gioco immaginario e di ruolo, la teoria della mente. Il corso svilupperà numerosi argomenti teorici, tecnici, metodologici e applicativi. Ampio spazio verrà dedicato alla visione di filmati e alla trattazione di casi specifici. Verranno fornite indicazioni pratiche per l’attività; le interazioni sociali e la gestione comportamentale. Per quanto riguarda la parte teorica, il corso tratterà, tra gli altri, i seguenti argomenti:
    • Comportamenti Aggressivi e Stereotipie: Come individuare la funzione dei comportamenti problema per poter intervenire in modo efficace. (Principi trattati: Rinforzo Positivo e Negativo, Rinforzo Differenziale, Estinzione, Generalizzazione, Controllo dell’Istruzione, Motivazione,EO).
    • Comunicazione verbale e non verbale: Gli operanti verbali che sottendono agli scambi comunicativi. Gli errori più comuni, imparare a riconoscerli per poterli evitare. (La motivazione, Mand, Tact, Intraverbale, Comunicazione per segni, Comunicazione per Immagini).
    • Selettività alimentare e problemi di sonno: panoramica dei casi più comuni legati a queste problematiche. Disanima della letteratura scientifica a riguardo per evidenziare gli interventi più efficaci.
    • Il gioco e la socializzazione: quali gli obiettivi più sensati e attuabili con bambini con diagnosi dello spettro autistico e come proporli/insegnarli.
    • Strumenti di valutazione e programmazione: Programmare un intervento didattico efficace dopo un’attenta osservazione e una valutazione delle abilità già presenti e delle aree deficitarie. Presentazione di strumenti di valutazione e di intervento
    • Gestione Comportamentale: La valutazione funzionale e l’Intervento. Come individuare la funzione di un comportamento problema e programmare un adeguato intervento comportamentale
    • Strategie Didattiche: L’utilizzo del Rinforzo e degli Aiuti: L’utilizzo di strategie didattiche per favorire l’apprendimento e la performance: come ridurre la frustrazione e incrementare la motivazione
    • Strumenti visivi e Storie Sociali: Facilitare la comprensione della situazione, della richiesta: l’organizzazione temporale e la gestione delle transizioni.
    Workshop Intensivo: Insegnare il linguaggio a soggetti con autismo e disabilità correlate
    Usciamo dal silenzio … Con un pizzico di **magia**.
    IoParlo – il “comunicatore” gratuito per iPod, iPad ed iPhone
    Inclusione dei bambini autistici nella scuola attraverso l’applicazione dei principi e delle tecniche comportamentali dell’ABA

  11. tutt.peppe@hotmail.it

     /  1 marzo 2011

    io sto nella vostra situazione anchio ho un figlio autistico sono di bari e qui a mio figlio non l’ho aiuta nessuno apparte la maestra di sostegno non posso fargli fare la logoterapia perche sono disocupato sia io che mia moglie e con l’accompagnamento che prende mio figlio riesco almeno ad assicurarci il tetto.perpiacere aiutateci tel.0805033094

  12. Giuseppe Mariotti

     /  13 dicembre 2010

    O.K. avevo fatto confusione, sono ancora imbranato con internet. Ora ho capito ci sono vari siti a seconda della città, il sito che mi ha dato lei http://anfass2010.jimdo.com rimanda a quello nazionale che è http://www.anffas.net/Page.asp/id=243 li chiamerò
    grazie per le informazioni.

  13. Giuseppe Mariotti

     /  8 dicembre 2010

    Non ho capito come si raggiunge l’ANFASS, nel sito che mi ha detto http://www.bandi.imaa.cnr.it/ non la trovo, pare che non c’entri niente. Mi può dire? Grazie

  14. germana raineri

     /  22 novembre 2010

    gianluca,è un bambino di 4 anni e mezzo affetto da disturbo pervasivo dello sviluppo di tipo autistico siamo della provincia di brescia dopo aver due centri importanti
    ist. Eugenio Medea dott.ssa Mani che aveva escluso completamente il disturbo autistico solo ritardo sul linguaggio.
    la nostra fortuna è stata di entrare nel progetto F.O.B.A.P. ANFASS brescia(gli unici a brescia)consigliandoci di sottoporre GIANLUCA al test ADOS solo 3 specialisti in lombardia ci siamo rivolti alla dott.essa BENEDETTA OLIVARI al dosso verde milano dopo i vari test di livello ha dichiarato disturbo generalizzato di tipo autistico .
    dando un consiglio alle famiglie coinvolte in questa disabilità di non fermarsi al primo neuropsichiatra anche se considerato luminario perchè i genitori vivono costantemente e vedono i comportamenti e disturbi del proprio figlio la diagnosi è il punto di partenza per una buona riabilitazione psico educativa .
    ciao da brescia

  15. luigi

     /  9 novembre 2010

    Ma per essere disgnosticati autistici si sa che bisogna avere almeno sei voci del DSMIV TR di cui almendo 2 di a e 1 di b e 1 di c?

  16. Autismo Incazziamoci

     /  4 novembre 2010

    Risponde la parte sinistra della Redazione: Zappella ha fatto quel tipo di diagnosi a molti autistici (che non sono andati più da Zappella, naturalmente). Purtroppo ci troviamo di fronte a una persona pericolosa, nel vero senso della parola, e il fatto che sia così sponsorizzato dalla Erickson e da Donata Vivanti, e che si facciano dei convegni dove lui espone le sue bislacche “trovate”… e si pubblichi una rivista sull’autismo diretta da lui… è davvero gravissimo.

  17. carla marta

     /  3 novembre 2010

    l’AUTISMO REVERSIBILE sarebbe la sindrome dismaturativa associata a tics …..
    autistici reversibili o affetti da sindrome di Tourette??

  18. minguccio73

     /  3 novembre 2010

    Buon Holding a tutti…..

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