L’AUTISMO IN UN PAESE CIVILE

Autismcanadalogosmall Una nostra amica italiana che vive in Canada (e che ha un figlio autistico) ci ha aggiornato sulla sua esperienza oltreoceano e… ci ha fatto vergognare ancor più di quanto già ci vergognassimo (G.P.)

Facciamo l’ABA e non ci costa nulla, neanche un centesimo. Lo stato ci ha messo a disposizione $200 al giorno per far fare ABA e noi abbiamo deciso di affidarci a un centro – “Bethesda” – a cui vanno direttamente i soldi. E loro gestiscono tutto con grande professionalità.

Saltuariamente una psicologa controlla la situazione di J. perché, in caso non ci fossero miglioramenti, la terapia dovrebbe essere sospesa per dare modo di cominciare ad altri bambini che sono in lista di attesa. Per fortuna J. è uno di quei bambini con un grande potenziale: così lo terranno fino a quando non riusciranno a sfruttare al massimo le sue capacità.

E’ possibile che resti in terapia ancora per un altro anno.

Abbiamo solo messo a disposizione un stanza della casa dove i tutors vengono per 2 volte la settimana. Il resto delle ore le fa tra il centro e una chiesa.

Ci hanno chiesto anche di iscriverlo agli scout, dove le terapiste possono stare con lui e aiutarlo a socializzare meglio con i suoi coetanei.

Mi dispiace davvero che in Italia non sia così: posso comprendere quanto possa essere duro per le famiglie non essere aiutate.

Pensate che – solo perché ho due figli, non lavoro e non abbiamo un reddito alto –  prendiamo un assegno familiare di $1.000 al mese. A questo si aggiungono  $400 per la disabilità di J

E per il momento non siamo neanche cittadini Canadesi.

Ogni mattina mi alzo e guardo mio figlio che mi sorride felice. Lo porto all’asilo e le maestre mi dicono che lo adorano e che è un bambino formidabile. E’ triste, ma io penso GRAZIE CANADA.

E’ tanto triste perché il mio paese, quello in cui sono nata e che avrebbe dovuto provvedere a me e ai miei figli, invece non fa nulla.

E’ triste essere felice di essermene andata.

P.S. Abbiamo fatto un estensione alla casa e non solo per ricavare una stanza per la terapia, ma anche per altre nostre esigenze. Su questa estensione avremmo dovuto pagare le tasse ma invece, quando è venuto l’ispettore e ha visto che questo ambiente lo sta usando J. per la terapia, ci ha detto che non dobbiamo pagare nulla fino a quando restiamo in questa casa, perché J. è disabile e questa stanza la sta usando lui. Anzi, se l’avessimo costruita dopo che J. avesse compiuto 18 anni e fosse stata destinata a lui per viverci, ci avrebbero dato anche i soldi per costruirla.

ROSA FUMAI

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6 commenti

  1. carla marta

     /  31 marzo 2014

    non e’ chiara una cosa: se un bambino non ha un alto potenziale (e non sono pochi quelli cosi’) e non risponde alla terapia, cosa succede, dopo che viene messo in terapia chi viene dopo nella lista di attesa? dove va a finire il bambino a basso funzionamento?

  2. Luigia

     /  28 dicembre 2011

    Non ho parole ma non essendo cattiva o invidiosa sono sinceramente felice per la nostra amica che vive in CaNADA. ALMENO CERCHIAMO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA per cercare di smuovere qualcosa in questo nostro povero paese allo sbando.

  3. flavio

     /  25 dicembre 2011

    Noi pensiamo che le aspettative per i nostri figli nel prossimo futuro devono e possono migliorare.

    Siamo convinti che dare ai nostri figli una prospettiva di vita migliore, meriti qualsiasi sacrificio e a tutti i costi.

    Siamo altresì convinti che frequentare centri di riabilitazione con sedute settimanali di logopedia e psicomotricità, partecipare ad attività ludopediche e occupazionali, con corsi di musicoterapia, ippoterapia, acquaterapia, ecc. non dovrebbe comportare nessun onere a nostro carico.

    Ma purtroppo quasi tutte le associazioni hanno costi di sostenibilità più o meno alti.

    Noi comprendiamo che le associazione abbiano dei costi di gestione e siamo riconoscenti a tutte le associazioni che operano a favore di bambini con difficoltà.

    Ma questi costi relativamente alle opportunità offerte non sono comunque compatibili.

    Ma siamo anche convinti che I nostri figli non hanno solo bisogno di logopedia e psicomotricità attività educativa, ma anche estremo bisogno di attività sportive, attività occupazionali, attività mirate all’attenuazione delle steriotipie oltre che a progetti per la pianificazione del loro e del nostri futuro.

    Siamo convinti che ad ogni bambino con difficoltà, dovrebbero essere date senza costi per le famiglie, queste opportunità.

  4. eva maggiorelli

     /  20 ottobre 2011

    già sarebbe un sogno l’assegno familaire di 1000 dollari.
    io ho tre figli di cui uno disabili e non prendo di assegni nemmeno 1 euro!

  5. manuela fanni

     /  18 ottobre 2011

    sono davvero felice per te. la nostra situazione è disastrosa , in italia , che ormai è risaputo non è un paese civile, non abbiamo speranze che per i nostri bambini ci sia la consapevolezza che sono una risorsa per tutti e che per lo stato un investimento fatto quando sono in tenera età può significare un risparmio per quando sono in età adulta

  6. capristo claudia

     /  18 ottobre 2011

    finalmente ….il diritto alla cura…e stato attuato….io devo pagare aba .e terapiste …altro che agevolazioni ..i normali diritti ….li fanno passare come agevolazioni….e’ una vergogna ..hai fatto bene a trasferirti…haime…..dispiace ma bisogna dirlo….

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