LA DIFFICOLTA’ DI SCEGLIERE UN CONSULENTE ABA

Copio-incollo da Facebook una bellissima e quasi completamente condivisibile nota di Alberto Paperinik, un genitore-ABA molto preparato e molto schietto (G.P.) 

Ho sempre pensato di scrivere una nota a riguardo, ma ho sempre desistito, vista la difficoltà nel farlo.

Purtroppo non è una professione riconosciuta dallo stato italiano, per cui vi è molta anarchia e chiunque finisce per appropriarsi di titoli inesistenti. Lo stesso registro italiano dei consulenti è una garanzia solo parziale e non include molti bravissimi consulenti che operano benissimo sul territorio, magari a cifre più abbordabili.

Allora come fare? Io non ho la ricetta, ma cercherò di mettervi in guardia da chi specula in questo campo.

1) Il costo alto non significa qualità.
Non fate ingannarvi, pagare tanto un consulente non dà garanzie sulla qualità dell’intervento stesso.

2) Controllare il curriculum vitae.
E’ preferibile che il consulente sia laureato in psicologia, o comunque sia un educatore: non è una garanzia sufficiente, ma aiuta.
Nel curriculum dovete pretendere che siano riportati quanti bambini ha seguito e con che qualifica (tutor, senior t., consulente) e sarebbe auspicabile venissero elencati alcuni genitori che sono disponibili a parlare con voi. Cercate informazioni in rete.

3) Cercate di parlare con i genitori che sono stati seguiti da quel consulente
meglio se non sono più seguiti dallo stesso, perché spesso chi è seguito da un consulente finisce per esserne in qualche modo succube , avere le mani legate e non poterne parlare male per paura di perdere la sua opera nei confronti del figlio.

4) Controllate bene che i genitori con cui parlate in rete siano veramente dei genitori e non gli stessi consulenti farlocchi sotto mentite spoglie. Qui su fb, ma anche nei forum, capita frequentemente.

5) Non fidatevi di titoli inventati quali consulente junior praticum, sembra un titolo creato per far credere di essere un consulente anche se non se ne hanno i titoli. La parola consulente può trarre in inganno e non credo sia etico usarla in questo modo. Non esiste la supevisione conto terzi, fatta non direttamente sul bambino. So che alcuni dicono di portare il caso che seguono al consulente famoso, che farà una supervisione sul racconto del consulente (farlocco) e riporterà i consigli ricevuti alla famiglia. Nessun consulente può fare una supervisione senza vedere il bambino.

6) Informatevi e formatevi sull’aba. E’ l’unico modo per sgamare davvero i consulenti non preparati, ma anche quelli che pur avendo esperienza e titoli non sono adatti a questo lavoro o semplicemente non sono quelli giusti per vostro figlio.

7) Controllate che i programmi siano individualizzati. Diffidate di chi vi porta dei programmi “fotocopia”, magari dove talvolta si legge il nome di un altro bambino. All’inizio avrete difficoltà a capirlo, ma poi – se mantenete la giusta lucidità – l’esperienza vi aiuterà a capire se il programma è stato cucito o meno su vostro figlio.

8) Diffidate dal consulente che, allorché il bambino ha problemi nell’apprendere una cosa, insiste con un unico modo di insegnamento e non prova con strategie diverse.

Detto questo, che sicuramente non è tutto, sperate in un colpo di c… fortuna. 

In Italia vi sono bravissimi consulenti non certificati che sono in grado di seguire un intervento, ma non sono facili da trovare e non vi inganneranno mai sui loro titoli.

(ALBERTO PAPERINIK)

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3 commenti

  1. annalisa

     /  3 gennaio 2012

    IO ho fatto un corso aba prima di cominciare la terapia aba di mio figlio così ero abbastanza in grado di capire se la consulente era capace oppure no e mi è andatata bene.
    La cosa più difficile e formare gli operatori che lavorano tutti i giorni con il bambino che io supervisiono mentre lavorano ma che non spetterebbe a me fare questo! io vorrei fare la mamma …..

  2. pippo

     /  18 dicembre 2011

    Molto vero.
    Dopo 4 mesi di ABA (chissà di che tipo) intensivo per 16 ore a settimana fatte tutte in stanzino con rapporto frontale con terapiste alle prime armi, ieri ho incontrato una terapista “fuori circuito” della supervisore e ho capito che è più avanti (come noi genitori) della nostra supervisore. Purtroppo è vero: quando una “supervisore” si appropria di una “piazza” e magari diventa consulente ulss non c’è ne più per nessuno, e bimbi sono in stallo (siamo mucche da mungere?). Come cambiare aria?

  3. carla marta

     /  16 dicembre 2011

    Quanti bambini dovrebbe aver seguito per farsi una buona esperienza?
    come minimo::::::::: quanti?
    e poi bisogna vedere com’erano questi bambini……alto-medio-basso funzionanti?
    puo’ capitare che i consulenti esperti con una fascia di eta’ non siano assolutamente
    in grado di seguire un ragazzo appartenente ad un’altra fascia di eta’—
    gia’ dall’inizio i genitori dovrebbero essere piu’ avanti dello stesso consulente
    per capire subito che quel consulente non e’ adatto al loro caso specifico
    questo e’ improbabile, per cui si procede per tentativi ed errori…..

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