NOI, TUTOR ABA, NON ESISTIAMO!

Pesco tra i commenti di facebook e copioincollo (con il permesso dell’autore). G.P.

Ad oggi esistono delle banche dati con riferimenti che hanno scelto specifici percorsi formativi o siti dove famiglie e operatori pubblicano curriculum e annunci, ma non essendo un profilo professionale riconosciuto dallo Stato italiano praticamente non esistiamo.

I pareri sono contrastanti: fattura o non fattura? Semi-volontariato o libera professione? Iperesperti o inesperti da formare in proprio? All’estero esistono siti in cui genitori e operatori sono molto meno divisi e queste banche dati previa registrazione con dati personali separata tra famiglie e operatori permette di scegliere e offrirsi, ma temo che siamo ancora molto lontani da questo. Chi ci ha provato finora ha fallito.

C’è ancora troppo disaccordo e l’ABA sta diventando una realtà, un miraggio, un’occasione di business o di polemiche selvagge che non credo favoriscano un discorso simile. Senza stare a sottolineare o personalizzare troppo il discorso vorrei farvi notare l’iniquità di un sistema che permette che un intervento richiesto dalle famiglie e con solide basi scientifiche gravi interamente sulle spalle delle famiglie e degli operatori di base molto spesso pagati quanto una domestica , ma a cui vengono richieste competenze e professionalità di alto livello.

Forse non ci crederete mai, ma molti di noi non arrivano a percepire 1000 euro al mese da cui sottrarre le spese per la formazione e quelle per gli spostamenti, senza malattia, tredicesima, ferie pagate o alcun tipo di previdenza sociale.

Eh si, siamo proprio una casta di privilegiati.

Forse si fa troppa confusione o forse si vuole la “botte piena e la moglie ubriaca”. E’ un discorso complesso, ma forse sarebbe giusto un dialogo piu costruttivo e meno “sporcato” da interessi non palesati che impediscono un’informazione piu’ corretta sul “pianeta ABA”.

Non aiutano mai le generalizzazioni e nemmeno l’ipocrisia del sistema che permette a persone poco oneste di arricchirsi e di far percepire un “popolo di precari” come il nemico pubblico numero uno.

La vera casta siede altrove e il potere sappiamo in molti chi lo detiene e anche perchè certi discorsi siano piu’ evidenti ad alcuni e meno ad altri. I conti in tasca cominciamo a farli allo Stato e a chi scende a compromessi piuttosto che continuare questa guerra tra poveri in cui convivono squali e onesti senza distinzioni di sorta.

In questo clima, molti volenterosi mollano e si continua a percepire l’ABA come un privilegio per ricchi inattuabile nel nostro paese.

P.S. Come altri avrei potuto scendere a patti con la mia coscienza e arricchirmi alle spalle dei genitori. Non l’ho fatto, ma trovo altrettanto iniquo che si continui a pensare che 8 euro l’ora sia una tariffa equa per lavorare con un bambino autistico quando le cooperative che forniscono assistenza di base o specialistica ne percepiscono circa il triplo. Chiediamoci a chi giova lo stato di cose attuali e se è umano e giusto mantenerlo.

TUTORABAVB

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5 commenti

  1. lucia baldassarre

     /  27 marzo 2012

    Sono la mamma di un ragazzo di 15 anni con sindrome di down e ritardo medio grave .Cerco terapista per seguirlo a casa. Abito a Limbiate, prov. Monza e Brianza.

  2. maurizio66

     /  22 gennaio 2012

    Personalmente non ho mai trovato nessun tutor aba a 8 euro , se offrissi quella cifra probabilmente non ne troverei neanche una ……

  3. mammam

     /  20 gennaio 2012

    Enza, non le assumere. Il prezzo è troppo alto… in tutti i mestieri ci sono quelli che lavorano per soldi e quelli che lavorano per passione.
    Soprattutto perchè il costo non è sostenibile per te nel lungo periodo, non perchè quelle persone non li meritino. Ci sono ragazze neolaureate, che hanno 25 anni e sono brave, vogliono specializzarsi sul comportamentismo e in cambio di un’adeguata formazione accettano di lavorare per la metà dei soldi. Bisogna mettere l’annuncio e fare i colloqui.

  4. Veramente tutte le tutor ABA che conosco io, non chiedono 8 ma 20euro l’ora e, considerato che ogni bambino deve fare 20-25 ore alla settimana, mi sembra che la quota complessiva sia abbastanza alta.

  5. mammam

     /  12 gennaio 2012

    Mai pensato queste cose. Se c’è qualcuno che ha problemi etici è chi fa business su questo tipo di lavoro, ma non certo le ragazze che fanno le tutor.
    Quelle che ho conosciuto io fanno un lavoro difficilissimo per pochi soldi, un lavoro che io, nelle stesse condizioni, non avrei mai fatto. Sono sincera.

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