ANGSA LOMBARDIA: LA SOCIETA’ IN…CIVILE

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Ho meditato a lungo se pubblicare o no questo post, ma poi ho pensato che autismoincazziamoci è nato soprattutto per denunciare chi si comporta in modo scorretto, da qualunque “parte della barricata” si trovi. Inoltre, il comportamento di ANGSA LOMBARDIA è evidentemente una “punizione” per aver sempre scritto quello che pensavo, anche su di loro, e un mio silenzio in proposito li rinforzerebbe e avrebbe come effetto il reiterarsi di comportamenti sbagliati come quello che qui descrivo (G.P.)

Ho sempre rifiutato di pensare che le associazioni, espressione teoricamente democratica della società civile, potessero avere proprietari di fatto, consigli direttivi inamovibili e sempre uguali: le grandi associazioni (quelle famose e già strutturate) dovrebbero essere aperte al “vento dell’innovazione” e a gente nuova portatrice di idee nuove, che non dovrebbe essere costretta a fondare nuove ONLUS ma dovrebbe avere la possibilità di collaborare per far funzionare al massimo quelle già esistenti.

“Le situazioni si cambiano dall’interno non dall’esterno” mi ha detto un giorno una mia amica invitandomi ad associarmi ad Angsa Lombardia e a presentare la mia candidatura nel direttivo le cui cariche sono scadute a fine novembre.

Così ho pagato l’iscrizione , 80 euro… ma perchè una quota così alta?

Me l’ha spiegato la mia amica : una parte degli 80 euro (credo il 30%) viene corrisposta ad Angsa Nazionale. Faccio due conti e scopro che se tutte le affiliate Angsa pagano lo stesso importo su una base di cento soci ciascuna L’ Associazione Nazionale incassa circa 60.000 euro all’anno.

Ma torniamo alla mia iscrizione : mi viene comunicato via email da una persona che per altro non fa parte del direttivo che io non posso candidarmi. Viene fatto riferimento a un articolo dello statuto di ANGSA Lombardia (articolo 4)  che impedisce ai nuovi iscritti di votare prima di 90 giorni dall’iscrizione. Peccato però che nulla viene detto riguardo al divieto di candidarsi.

Ho risposto: “Lo statuto dice che non posso votare: non che non posso candidarmi. Confermo la mia candidatura”.

A quel punto sono stato investito da un assordante “silenzio mediatico”, durato un’eternità.

Ho riaperto la questione e ho inviato loro un’altra email, specificando che la legge 266 del volontariato impedisce di fare distinzioni tra i soci e dunque l’articolo 4 andava comunque cambiato soprattutto se l’Associazione è iscritta ai vari albi. Ma come ha fatto Angsa ad ottenere l’iscrizione al registro ONLUS con uno statuto del genere mi chiedo?

La mia amica, quella che mi aveva consigliato di iscrivermi, in quanto socia ha chiesto spiegazioni sulla mia posizione e le è stato risposto che non avevano ricevuto la mia quota.

Quando poi ho inviato loro la ricevuta del bonifico (che avevo già mandato in sede di prima iscrizione) hanno detto che la banca ha comunicato loro il bonifico (dopo oltre un mese? hanno usato i piccioni viaggiatori?)… e quindi hanno deciso “improvvisamente” di non accettare la mia candidatura a socio “all’unanimità”(scarica la lettera di ANGSA LOMBARDIA). e senza addurre motivazioni di alcun tipo (altro modo di fare scorrettissimo).

Lascio a voi qualunque commento. Possiedo tutte le email che ho inviato alla segreteria di ANGSA Lombardia e che mi sono state inviate e posso dimostrare la veridicità di quanto “riassunto” in queste righe.

Concludo specificando – se mai ce ne fosse bisogno – che non conosco personalmente nessuno di coloro che hanno “bocciato” la mia candidatura a socio e se mi avessero dato la possibilità di incontrarmi per spiegare come per altro avevo chiesto forse ora per loro sarei una risorsa e non uno scarto.

Aggiungo solo che se questo modo pregiudiziale di agire di Angsa Lombardia è quello che la rappresenta nella sua battaglia contro i luoghi comuni sull’autismo, si tratta di una battaglia persa perchè si fonda su un modo di fare che andrebbe combattuto e non sostenuto: quello del pregiudizio e  del sentito dire.

Invito dunque – pubblicamente e senza alcun desiderio più di far parte dell’associazione – il direttivo al completo di ANGSA Lombardia a un incontro di persona, così che guardandomi negli occhi e guardandosi l’uno con l’altro possano vergognarsi di quello che sono e di quello che NON fanno.

p.s. Non ho ancora avuto indietro gli 80 euro: sbrigatevi perché mi servono.

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19 commenti

  1. e mi sa che non segue molto il mio sito dove racconto la storia di mio figlio, anzi è arrivato il momento degli aggiornamenti estivi !

  2. Gianni Papa

     /  23 agosto 2012

    sì me li hanno ridati, ma non una parola di spiegazione. Perfetto stile dittatoriale…
    Riguardo alla Cornacchia se pubblichi le sue email le riprendo… E comunque forse è meglio se le scrivi via email: se ha appreso solo ora dell’esistenza del tuo commento, mi sa che non segue molto autismoincazziamoci.

  3. Gianni Papa ma te li hanno ridati indietro gli 80 euro alla fine ?

  4. Scusi Signora Cornacchia, mi permette cortesemente di pubblicare uno scambio di email tra me e lei integrale ? Cosi’ definiamo un attimo delle imprecisioni e delle cose che ha scritto che non sono esatte ? Il nostro scambio di email ha avuto luogo in un arco di tempo che va dall’ 11 ottobre 2011 al 17 novembre 2011 e in quel periodo non solo l’ho chiamata per aggiornarla dopo quella riunione ma le ho anche scritto , e lei mi ha risposto liquidandomi cosi’ “Se vuole , mi tenga informata. Le auguro ogni bene.”
    Mi aveva anche chiesto se potevo trovare delle famiglie nella Provincia di Forli’-Cesena per allargare Angsa dalle mie parti si ricorda ? E io le ho anche risposto in merito a questo.
    Mi scusi se le ho fatto spendere dei soldi per le telefonate che lei ha fatto dal suo telefono personale, ma quel numero fisso corrisponde anche a quello della Vostra Associazione e se non sbaglio mi sembra lo stesso che c’e’ sul vostro sito (oppure si puo’ pernettere due lineee telefoniche ?) Lei stessa mi ha anche detto che mi trovavo nella sede dell’ANGSA di Ravenna che era anche casa sua, (ma non mi dovevo far abbagliare dal fatto che fosse una villa) . E invece sul fatto che ” visto la signora se la sta prendendo anche con altre associazioni” volevo dirle che ho le mie buone e valide ragioni quiindi resto a disposzione per eventuali chiarimenti nel caso qualche presidente volesse intervenire.

  5. Gianni Papa

     /  23 agosto 2012

    Replica pubblicata: anzi io la pubblicherei in home come nuovo intervento perché mi pare appropriato per questo sito e può “suscitare” nuovi commenti aggiornati, se Noemi me lo permette.

  6. Leggo solo adistanza di mesi il commento lasciato da mondoaspie su angsa Ravenna e, essendone la rappresentante, chiedo mi venga concessa la replica.
    La Signora, residente fuori dalla mia Provincia, con presa in carico sanitaria in altra AUSL, è stata da me accolta dopo una telefonata in cui mi segnalava le sue difficoltà, a cAsa mia. Ho cercato di offrirle un’ospitalità gentile, ed ho fatto per lei molte telefonate agli specialisti coinvolti per suo figlio.
    Eravamo rimamste d’accordo che mi avrebbe telefonato dopo la riunione programmata con i Servizi per dirmi come era andata. La signora non era iscritta, non le è stato chiesto di iscriversi, e le telefonate sono state fatte con il mio telefono, quindi se lei ci ha rimesso la benzina, come dice, per parlare di cose che la riguardano direttamente, angsa Ravenna ha fatto la sua parte per una persona sconosciuta a cui ha dato DA SUBITO fiducia ed accoglienza.
    Mi spiace che le sia sembrato tanto riprovevole accatastare il Bollettino di angsa in garage ( STIPATI NELLE SCATOLE DELLA TIPOGRAFIA, PERALTRO ) .Forse nel suo sfogare la rabbia contro tutti sta ignorando che siamo anche noi genitori, non pagati per tutto il tempo ( e lo spazio, anche se in garage )che dedichiamo, e non possiamo permetterci l’ufficio o la sede. Privilegi ed oscuri interessi ( infatti per mio figlio pago l’intervento di tasca mia ) fanno parte del bagaglio di dicerie che gente come lei va spargendo in giro, ma mi sento in buona compagnia, visto che la signora se la sta prendendo anche con altre associazioni, ed invito ad essere attenti nel giudicare. Neppure avere un figlio autistico giustifica dall’avere un comportamento scorretto, soprattutto verso persone che ci hanno dato tempo e disponibilità per il nostro problema, senza chiedere in cambio nulla. In compenso, questa cattiva pubblicità fa facile presa…Quindi, facile sparare a zero.
    Grazie a Gianni Papa se crederà opportuno pubblicare la mia replica. Cordiali saluti

    Noemi Cornacchia

  7. Per Eva Maggiorelli

    Cosa è l’attività motoria compensativa mi chiedi.

    Scusa per il ritardo con cui ti rispondo ma non ho ricevuto notifiche da questio post e quindi solo oggi rivisitando il sito ho trovato la tua richiesta.

    Vai a questo link

    http://www.acffadir.org/index.php?option=com_contact&view=contact&id=2%3Avice-presidente&catid=12%3Acontacts&Itemid=15

    Formula espressamente la domanda al mio Vice Presidente il quale ti risponderà sicuramente e se vorrai approfondire potrai anche contattarlo telefonicamente.

    Il Prof A. Luigi Sangalli per ha pubblicato per la Trentouno edizioni il volume “L’attività motoria compensativa”.Pedagogista con formazione sugli aspetti neuropsicologici dell’apprendimento e dell’handicap. Opera come pedagogista, consulente e formatore. Collabora a vario titolo con le Università di Verona, Padova e Venezia, in attività di ricerca, docenza e tutoraggio. Da anni si dedica alla preparazione degli insegnanti di sostegno ed è stato Direttore Pedagogico presso l’Anffas di Trento. E’ consulente scientifico di Acffadir Onlus.

  8. Gianni Papa

     /  24 febbraio 2012

    Cicciuzzone, ANGSA Lombardia è più nobile di ANGSA Puglia

  9. Cicciuzzone

     /  24 febbraio 2012

    Come mai €80. Anch’io sono associato ma la quota è €60…

  10. Gianni Papa

     /  23 febbraio 2012

    In realtà la Baroni se n’è lavata le mani. Però in compenso gli 80 euro mi sono arrivati 🙂

    p.s. Controlla la tua email

  11. Marcella

     /  23 febbraio 2012

    Gianni! mi era sfuggito questo intervento. Robe da non credere! Forse sarebbe il caso di pubblicizzare questa cattiva prassi in maniera più ampia, per esempio scrivendo ad angsa nazionale. Per denuncia. O no? Sono senza parole!

  12. eva maggiorelli

     /  21 febbraio 2012

    una curiosità per Carlo: che cosa è l’attività motoria compensativa?

  13. Caro Gianni come ti accennavo in una mail a me non piace molto discorrere di argomenti seri solo per messaggio scritto.
    Anche noi abbiamo avuto trascorsi, e tentati approcci, con Angsa sia Lombardia che Campania. Manco a dirlo un disastro. Poi ci dobbiamo sorbire le linee guida (scopiazzate da quelle inglesi) che ovviamente rispondono alle solite regole dell’interesse di altri e non di chi le deve subire, alla cui stesura però ha collaborato il Gota di alcune sesquipedali Associazioni che ormai hanno solo interesse ad essere autoreferenziali, altro che supportare le persone e le famiglie.
    Per fortuna che sono note di indirizzo e possiamo rifiutarci di applicarle ai nostri familiari, ma anche se così non fosse io non le applicherei lo stesso.
    Ma bando alle chiacchiere rispondo volentieri a quella mamma che non ha trovato risposte in associazioni nella capitale.
    Io vivevo una vita tranquilla e riuscivo, grazie alla grande caparbietà che mi accompagna, ad avere ovviamente sempre ragione delle storture e dei disservizi della pubblica amministrazione. Insomma, tutto quello di cui mio figlio aveva diritto, ed ha diritto, doveva essergli concesso. Non faccio una disquisizione su quello che è interesse soggettivo ed interesse legittimo ma, la sostanza, è che per quanto riguarda la tutela delle persone disabili quello che prevale è l’interesse soggettivo e quindi, pur se fatto valere per il tramite del tribunale, quando una cosa ti spetta, ti spetta a prescindere.
    Chiaramente il mondo assai complesso ed articolato, quale quello della disabilità e delle famiglie che ruotano intorno a familiari in difficoltà, ti mette in contatto con tantissime realtà.
    Ovviamente quando si rivolgeva qualcuno a me (lo fanno ancora oggi) io cercavo di prodigarmi per loro fornendo le giuste informative e le dritte previste dalla normativa per ottenere quanto occorreva ai loro familiari. Ma non sempre si riusciva a sortire l’effetto desiderato perché dietro c’erano solo famiglie e quindi genitori e per molti, i genitori si devono fidare ed affidare cioè devono stare al loro posto.
    Ma quale è il loro posto?
    E’ quello di ottenere le migliori attese di vita per i propri figli e quindi non possono stare al posto, dove taluni vorrebbero che fossero. Qui entra in gioco mia moglie che mi chiede di costituire un’associazione. Io le ho subito spiegato che sarebbe stato qualcosa che ci avrebbe sottratto ulteriore tempo e che, comunque, io non avevo bisogno di un’associazione, me la cavavo benissimo senza.
    Ma lei poi mi ha significato che moltissime famiglie ci chiedevano costantemente aiuto e non era più possibile gestire questo, senza avere la forza che può avere un’associazione.
    Alla fine del 2008 partono gli incontri per costituire quella che poi diventerà Acffadir Onlus.
    Quante difficoltà con l’Agenzia delle Entrate per essere inseriti nell’Albo delle Onlus, quante difficoltà per ricevere finanziamenti, quante difficoltà insomma.
    Dopo quella partenza però sono accadute una serie di cose che, oltre a far crescere in maniera esponenziale i servizi offerti alle famiglie, mi fanno finalmente dire, fatta qualche eccezione, che l’associazionismo, se fatto nel modo giusto, serve.
    Si avvalgono dei servizi offerti dall’associazione molte famiglie di soci ma anche di non soci. Il bacino di utenza è quello della regione Campania ma offriamo consulenza anche a famiglie di altre regioni. Abbiamo formato, secondo quello che è il nostro intendere la riabilitazione e quindi: “attività motoria compensativa” e Pedagogia speciale, i genitori, gli operatori e i docenti.
    Tutte le famiglie che ne fanno richiesta sono supportate a domicilio con Operatori, anche assegnati dalla ASL, ma che seguono i programmi specifici per ogni ragazzo. Lo stesso tipo di supporto viene fornito anche a scuola. Successivamente sono partiti il progetto Estate di Sollievo (Vedi brochure ancora scaricabile dal sito) ed oggi 8 ragazzi seguono un percorso di nuoto e probabilmente alcuni di loro potranno partecipare alle gare organizzate dal CIP (comitato italiano paralimpico).Con alcune famiglie si sono organizzate vacanze condivise allo scopo di migliorare la qualità della vita sia dei ragazzi che delle famiglie. Insomma i genitori al servizio dei genitori. Dimenticavo che il mio motto è: “Nella peggiore delle ipotesi risolviamo il problema”.
    Gianni ora torno a te
    Mi ha segnalato, quello che ti è occorso, il mio vicepresidente che di esperienza ne ha da vendere di associazionismo e non solo, ma se lo desidera sarà lui a raccontarti. Mi ha anche suggerito di convocare con urgenza un Consiglio Direttivo della nostra Associazione con all’O.d.G. il conferimento della qualifica di Socio Onorario a Gianni Papa.
    Le motivazioni poi le leggerai nella lettera che convaliderà il tuo ingresso in Acffadir Onlus.
    Ti invito, se accetti, a compilare il modulo di iscrizione che troverai nel sito http://www.acffadir.org e di inviarmelo in formato pdf. Non preoccuparti per il versamento della quota: nella nostra associazione vige l’uso che chi propone un socio onorario poi si assume il versamento della quota (simbolica) anno dopo anno.

    Cordiali saluti
    Carlo Cotticelli
    Presidente di Acffadir Onlus
    e-mail presidente@acffadir.org
    sito web http://www.acffadir.org.

  14. Raffa

     /  20 febbraio 2012

    Ecco G.P vedi confermi quello che è il mio scetticismo sull’entrare a far parte di una delle moltissime associazioni presenti ad esempio nella capitale…Io credo vengano costitute da gente piene di buona volontà…poi però…..
    G.P continua ad essere una risorsa per noi genitori un po’ imbranati e parecchio confusi, poi quando avrai la smania di crearla tu un’associazione scrivicilo nel sito e decidiamo se farti fare il presidente….io mi occuperò della sezione romana…altre proposte?

  15. Sto mettendo su una associazione che si chiama “” o mangi questa minestra o ti buttiamo dalla finestra””, nata per difendere gli autistici e le loro famiglie dalle associazioni pro autismo…….. se foste interessati scrivete a limbodannatiautisno@gmail.com

    michele scirocco

  16. In termini internettiani bannare vuol dire escludere da qualcosa ( chat, forum, siti ), quindi una non-ammissione è da considerare un esclusione secondo me, comunque terminologia a parte, penso che siamo d’accordo nel gridare all’Angsa VERGOGNA!

  17. Gianni Papa

     /  19 febbraio 2012

    …mai bannato da nessuna associazione: questa è una “non-ammissione”, non un ban.

  18. Ma Gianni, non avevo letto bene ti hanno anche rifiutato come socio, allora non sono l’unica che bannano dalle associazioni….

  19. Ma io mi chiedo queste associazioni che ci stanno a fare? La mia esperienza con Angsa Ravenna è stata pari a zero della serie potevo anche non contattarli che mi risparmiavo soldi e benzina. Questa gente fa finta di darti una mano e cerca di rabbonirti solo per coprire le spalle ai gerarchi dell’autismo in cambio di qualche privilegio e chissà per quali “oscuri interessi” . Una cosa che mi ha colpito, “un must “i bollettini dell’Angsa accatastati in un garage, tra l’altro quelli dell’anno 2011 sono stati stampati con la data del 2010, un attenzione prima della pubblicazione impeccabile.

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