SONO SOLO PROBLEMI COMPORTAMENTALI!

Riceviamo e pubblichiamo (G.P.)

Il 31 gennaio 2012 è scaduto il pass disabili (Comune di Milano) di mio figlio di sei anni, unico “privilegio” di cui gode visto che non ha diritto ad altro poichè ha un reddito di ben € 1’000 circa eccedente la soglia di € 4’000,00 che determina l’accompagnamento (reddito dato dalla pensione di reversibilità del suo papà che è mancato quando aveva solo tre anni).

E’ ovvio che il pass mi è molto utile perchè ci sono momenti in cui è davvero difficile, anche aiutata da una seconda persona, accompagnarlo se decide che non ha voglia di fare neanche un metro.
Precisando che la precedente visita che ne ha riconosciuto l’invalità al 100% scadrà a febbraio 2013, il 9 febbraio scorso ha dovuto fare una nuova visita presso l’ASSL di VIa Perini, distretto 2 di Milano.

Il medico di turno in modo molto scostante e dopo un breve ascolto ha affermato “Il bambino ha solo problemi comportamentali!”, salvo poi riprendermi/ci per due volte perchè lo stesso bambino toccava in modo ossessivo e disordinato (nonostante i miei tentativi di fermarlo) le sue carte sulla scrivania. 

Per il responso, non anticipabile, avrei dovuto aspettare quindici giorni circa.

L’ho ricevuto il 19 marzo successivo (un mese e dieci giorni dopo), con esito negativo e possibilità di richiesta di riesame.

Desidero denunciare un “dottore” che si sente di definire l’autismo come “SOLO dei problemi comportamentali”.
Non lo accetto, qualunque genitore di un autistico si sentirebbe preso in giro, che altro vuole che diventi?

E riguardo alla “NON deambulazione sensibilmente ridotta”, è vero, a tal punto che a volte mi scappa via così veloce che non riesco a raggiungerlo fin quando non si ferma lui, magari in mezzo al traffico così come è già successo più volte per una minima distrazione.

Mi scuso per lo sfogo ma penso che anche cavarmela da sola, senza alcun aiuto nè privato nè statale (dopo che il danno l’ha fatto proprio una ASSL iniettandogli un vaccino trivalente contenente un prolungatore di scadenza a base di piombo e mercurio già fuori legge ma con proroga per esaurimento scorte) sia più che sufficiente ma… “in fondo non ci sono le prove, sono solo problemi comportamentali”.

E.M.
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5 commenti

  1. c’è poco da dire,,, mettete il nome del medico asl che se l’incontro gli sputo in faccia direttamente

  2. giolale

     /  26 settembre 2012

    Oggi ho affrontato con il mio bambino affetto da Asperger la visita medica presso l’ASL per il rilascio contrassegno. Negato. Il medico, ironico: “Dov’è il problema del bambino a camminare?” E intanto io ho accumulato la terza multa (ciascuna da € 102,00) pr sosta vietata in prossimità dell’ospedale presso cui lui è in terapia. Il punto è che il mio bambino ha codice di invalidità 07, dunque nulla, per lui è previsto tanto cammino fino alla terapia, una miriade di capelli strappati e urla fino al paese accanto.

  3. eva maggiorelli

     /  23 marzo 2012

    ma l’accompagnamento non è indipendente dal reddito??!!

    la questione della “sensibilmente ridotta capacità di deambulazione” è nota e discussa da tempo.
    Le riduzione è solo fisica o può essere causata da disabilità intellettive che comportano problemi comportamentali?
    C’è stata pure una interorgazione e parlamentare come al solito non risolutiva.
    In realtà è la norma che dovrebbe essere cambiata perchè così come è è una forzatura ricomprenderci alcune patologie e ogni asl finsice per interpretarla come crede

    Io avevo scelto di non chiedere il tagliando visto che n. è molto tranquillo e gestibile e un ottimo camminatore (e pure pedalatore)
    avendolo però iscritto in prima media in pieno centro storico ho dovuto farmi coraggio e provare
    Ho litigato con il medico, al quale ho fatto una filippica su cosa sia l’autismo e cosa comporti..alla fine ho dichiarato semplicemente che lui non avrebbe potuto andare in autobus a scuola in centro da solo con i suoi compagni e mi hanno rilasciato
    questo benedetto certificato.

    alla fine però alla facciaccia sua non ci serve perchè lascio n. al volo nella piazza vicina e poi lui si fa gli ultimi 100 mt da solo attraversando pure disciplinatamente una strada davanti al vigile….

    Nel decreto semplificazioni è contenuta una novità sul punto, è la commisisone che riconosce handicap, invalidità etc che deve anche indicare se si ha diritto o meno anche al tagliando
    questo spero serva almeno a dare un minino di uniformità all’interpretazione della legge, anche se in realtà i requisiti sono rimasti gli stessi

  4. L’art. 381 del Regolamento di attuazione del Codice della strada prevede nei commi 2 e 3:

    Comma 2. Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario. L’autorizzazione è resa nota mediante l’apposito “contrassegno invalidi” di cui alla figura V.4. Il contrassegno è strettamente personale, non è vincolato ad uno specifico veicolo ed ha valore su tutto il territorio nazionale. L’indicazione delle strutture di cui al comma I deve essere resa nota mediante il segnale “simbolo di accessibilità”.

    Comma 3. Per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2, l’interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, nella quale, oltre a dichiarare sotto la propria responsabilità i dati personali e gli elementi oggettivi che giustificano la richiesta, deve presentare la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Unità sanitaria locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. L’autorizzazione ha validità 5 anni. Il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio. Conservano la loro validità le autorizzazioni e i corrispondenti “contrassegni invalidi” già rilasciati. All’atto del rinnovo, il contrassegno dovrà essere adeguato alle presenti norme. Come si evince dalla lettera della norma (basti considerare le parti in grassetto), il rilascio del contrassegno è riservato alle “persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta” (a cui sono stati aggiunti i non vedenti). Purtroppo, molti Comuni, dando seguito ad una interpretazione restrittiva della norma, rilasciano il contrassegno solo a chi presenti una disabilità fisica che incida direttamente sul piano bio-meccanico o neurologico della deambulazione. Anffas, sin dai primi mesi del 2005, ha espresso forti dissensi in merito ad una tale lettura della norma, facendo presente che, in alcuni casi, certe patologie intellettive e/o psichiche potrebbero determinare, nella persona che ne è affetto, una grossa difficoltà di sottoporsi alle normali regole che governano la circolazione stradale. Per es. una persona affetta da autismo potrebbe non essere in grado di tollerare i tempi lunghi che potrebbe comportare la ricerca di un parcheggio nelle zone ad alta densità di traffico. Del resto, anche a livello istituzionale, si registrano i primi orientamenti propensi alla posizione appena citata la regione Lombardia, già dal 2001, con Circolare n. 64/SAN, non solo ha previsto che il contrassegno potesse essere rilasciato alle persone con disabilità psichica titolari di indennità di accompagnamento, ma, addirittura, che, per gli stessi, la procedura del rilascio del contrassegno fosse semplificata. Recentemente anche nella Regione Piemonte è stata accolta la tesi suddetta. Infatti, il Responsabile del settore Programmazione Sanitaria della Regione Piemonte, con nota prot. n.. 12575 dell’11/10/2006, ha reso noto che nelle tipologia di disabilità previste dalla D.G.R. n. 30-13684 per il rilascio del contrassegno “possono essere inclusi anche sintomi di natura psichica che riducono o rendono nulle le capacità autonome di deambulazione e che richiedono l’ausilio di un accompagnatore”. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota datata 23/11/2005, aveva sostenuto che la capacità di deambulazione sensibilmente ridotta potrebbe pur essere “non direttamente riconducibile a patologie che riguardano gli arti inferiori”. Tale ultimo intervento, anche perché di rilievo per l’intero territorio nazionale, dovrebbe configurarsi come dirimente per l’intera questione che ci occupa. Pertanto, nel caso di specie, occorrerebbe far accertare al medico Ufficiale Sanitario che la grave patologia della persona con disabilità in questione, ancorché non direttamente riferita alla disabilità motoria, comporti, comunque, l’incapacità di rispettare le normali regole di comportamento, nonché le norme che regolano la circolazione stradale anche dei pedoni. Si chiarisce ancora che l’unico soggetto competente a valutare l’esistenza, o meno, del suddetto requisito sanitario è il medico. Il Comune deve solo attenersi a dare attuazione a quanto certificato dal medico stesso.
    http://www.anffas.net/Page.asp/id=260/L401=14

  5. Emanuele Fuffa

     /  23 marzo 2012

    della questione ci siamo occupati spesso. La storiella del bambino che cammina, non ha nessun senso. Il contrassegno serve per i disabili che guidano (in questo caso è ovvio che le problematiche debbano essere di tipo motorio) o per coloro che li accompagnano. Il problema del bambino che ha disturbi del comportamento possono determinare (e lo determinano…) gravi problemi proprio nelle questioni dei parcheggi (immaginate le frequenti visite negli ospedali, ecc…). Pertanto va fatto notare al medico legale dell’ASL questo e se si ostina va denunciato. Poi, nel nostro caso, abbiamo rifiutato il permesso per una polemica con il mio comune… e sopratutto per coloro (genitori compresi) che lo utilizzano per non pagare i parcheggi nei centri storici….

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