DICK MALOTT E LA MADRE EBREA

Malott Richard - Psych[1]Sarò divulgativo al massimo, come lo è stato Dick Malott al congresso AARBA 2012.

Chi è Dick Malott? Nientemeno che il presidente di ABA INTERNATIONAL, una delle più importanti associazioni mondiali per la behavior analysis, nonché  Docente di Analisi del Comportamento presso la Western Michigan University, il più prestigioso istituto accademico per lo studio e l’applicazione dell’Organizational Behavior Management (OBM).

L’intervento di Malott è un intervento sulla scienza del comportamento, cioè sulla “filosofia della scienza”. Nulla dunque di pratico ed “applicato”, ma una serie di immagini significative per esemplificare il concetto (comportamentista) della Madre Ebrea.

In un’ottica di divulgazione e di volgarizzazione, che farà storcere il naso agli scienziati del comportamento, prima di tutto descrivo Malott.

Chi cerca Richard Malott (o Dick Malott) sul web e ne trova delle immagini, vedrà un uomo “di fatica”, uno di quelli che “trottano” e che “fanno trottare”. Insomma: Malott è una madre ebrea. E’ evidente.

Eppure a Roma ho visto un signore distinto con capelli e barba bianchi, in rigidissima giacca e cravatta da lordi Accanto a lui, una giovane donna orientale: insomma… Woody Allen barbuto.

Il suo modo di parlare è calmo, pacato. La sua voce calda sembra la voce di un navigato attore americano da soap-opera. Ciò nonostante, il suo pensiero è limpido.
Filosofia, ma limpida.

Il concetto che esprime Malott, nella sua lectio magistralis, è semplice ma efficace: solo chi ha avuto una madre asfissiante, rompipalle, non approvante, avrà successo nella vita.

La “madre ebrea” prende il suo nome dal libro di Philip Roth Lamento di Portnoy. Ma, al di fuori del libro, non è per forza una madre e non è per forza una donna. Può essere una madre, un padre, una donna, un uomo, un parente… o chiunque altro.

La madre ebrea è quella persona che ti fa sentire talmente “una schifezza” e talmente inadeguato che – per avere la sua approvazione – sarai sempre il migliore (e lei non ti approverà).

Malott conclude dicendo: “Io non ho avuto una madre ebrea: ho avuto una madre irlandese. Quindi, per aver successo nella vita, ho dovuto crearmela”.

COME CREARE LA PROPRIA MADRE EBREA?

Malott racconta che ha un dipendente incaricato di prendergli 20 dollari ogni volta che non porta a termine un impegno entro la deadline (una linea di confine, una scadenza).

Insomma: la madre ebrea è – per estensione – il rinforzo negativo.

Secondo Malott, è possibile autoregolamentarsi ed ottenere il massimo da sé stessi se si ha una madre ebrea (o si incarica qualcuno di interpretarla) e se si è fissata una deadline.

In questo modo, Malott non ha mai mancato una scadenza. Da anni.

p.s. Alla fine della lectio magistralis di Malott si è alzata una persona che commenta spesso su autismoincazziamoci con il nick “Mammam” e ha chiesto:

“Ho letto il libro di Roth. E’ vero che la madre ebrea fino a un certo punto è uno stimolo, ma Portnoy alla fine la manda al diavolo e fa tutto il contrario di quello che voleva lei. Insomma: per lui non ha funzionato per niente la madre ebrea”.

Malott tace. Arrossisce. Biascica: “La linea di confine tra l’efficacia del rinforzo negativo e l’avversività è molto sottile”. Ha la solita voce calda e pacata…

…ma la risposta non è convincente: ha vinto mammam.

GIANNI PAPA

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24 commenti

  1. Enzac

     /  19 giugno 2012

    Per ” evitare” un compito e’ necessario avere almeno una parziale consapevolezza del compito stesso e mettere in atto una modalità’ per non compierlo , e tutto cio’ un morto non lo sa fare.

  2. Francesco Lo Spinoso

     /  19 giugno 2012

    @ mimmo
    Il preambolo era questo mimmo : //Premetto che il nick ha il solo intento di dare ironica autorevolezza al mio commento, dal momento che da anni mi occupo di ABA. //

    Ironica autorevolezza mimmo… ho capito che scherzavi, tu hai capito che scherzavo anch’io rispondendo alla saccenza di un altro “commentatore professionista” che non sei tu e che sono anch’io un genitore di un bambino con un handicap grave? Non per questo merito una medaglia e detesto la retorica.

    Ma pare che c’e’ chi si prende molto sul serio… e continua a salire in cattedra a dare le pagelle ribadendo senza mai dubbi i propri errori, mi sta bene… quindi cambio: per me e’ un rinfozione pogativo… ho deciso. La accendiamo.. poi fate come vi pare.

    Nella vita sono un normalissimo number zero… un banalissimo terapista e non ho ne’ manie di protagonismo ne’ la sindrome della primadonna, ma mi sembrava gentile risponderti dal momento che mi hai chiamato in causa. notte..

  3. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    E’ vero. Mi sto impaperinikkèndo.

  4. Paperinik

     /  18 giugno 2012

    //Papa per definizione dice eresie//

    Questa era una battuta di Mimmo legata al tuo cognome, almeno le battute vedi di capirle. 🙂

  5. Mimmo l'ignorante

     /  18 giugno 2012

    Kakkio Gianni, ma ti stai prendendo troppo sul serio, ma fatti un concerto di chitarra!

  6. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    @Mimmo:/Papa per definizione dice eresie/…

    Veramente sono l’unico che ha parlato di rinforzo negativo. Siete voi che avete parlato di punizione.

  7. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    Un morto può evitare un compito? Sì. Prova a dare un compito a un morto.

  8. paperinik

     /  18 giugno 2012

    La discussione sta diventando noiosa,però mi sembra che solo Enza abbia centrato il problema.

    1) Miselli quando fa l’esempio del morto per definire un comportamento (quello che può fare un morto non lo è) ,sta parlando di “definizione” del comportamento da analizzare.
    In realtà evitare un compito è un comportamento ,ma va descritto (definito) in termini più precisi (invece di lavorare si gingilla,va al mare, si mangia un gelato,fa gli areoplanini di carta con i fogli A4)

    2) Se una conseguenza al comportamento sia un rinforzo od una punizione,lo vediamo solo a posteriori,analizzando se il comportamento cresce o si mantiene (rinforzo) ,se decresce si tratta di punizione.

    3) Il rinforzo o la punizione riguardano il comportamento liberamente emesso.
    Nel caso in questione quando Dick dovesse non portare a termine il compito per fare altro , il comportamento a cui diamo la conseguenza (togliere i 20 dollari) è l’aver fatto altro, non l’aver svolto il compito.
    Se togliere 20 dollari a Dick farà si che in futuro NON salti più una scadenza
    (evitando il compito), si sarà trattato di una punizione negativa, che ha fatto decrescere
    rapidamente un comportamento non desiderato.

    “se non fai i compiti ,niente tv” è lavorare sotto la minaccia di una punizione negativa.
    “se fai i compiti hai accesso alla tv”
    lavorare per un rinfozo positivo, differito nel tempo.

    Tutto questo detto con la massima ignoranza che mi contraddistingue.

  9. mimmo

     /  18 giugno 2012

    francescoSarebbe come se la “madre ebrea” continuasse mentalmente a dire a Mallot : “se non lavori arriva la multa… se non lavori arriva la multa.. lo sai che arriva la multa” e forse sarebbe meglio dire che Mallott lavora sotto rinforzo negativo, cosi’ come farebbe un bambino con cui funzionasse il ricatto “se non fai i compiti niente TV”

    Quindi in definitiva approvi al mia affrermazione del 17/6 ore 22 “…. il rinforzo negativo è il classico esempio: ti alzi dal tavolino solo quando finisci il tuo compito….” ovvero che la madre ebrea ti fa lavorare sotto rinforzo negativo.
    L’esempio di Papa e la chitarrina era solo una battuta per ridere anche se in effetti la tua analisi è giustissima

    “…..Questa vostra discussione e’ comunque la dimostrazione che non bastano due nozioni incerte per “imparare l’ABA” e che forse qualche libro bisogna aprirlo prima di correggere gli errori altrui con tanta sicurezza. ”
    Premetto che non sono un tecnico e ben me ne guardo da proclamarmi tale, ma quanta tracotanza e che atteggiamento! se lavori nell’ambito dell’aba per cortesia vola basso! Non basta aver aperto dei libri per sentirsi il number one, e te lo dice uno che per fare il proprio mestiere ha aperto libri per 15 anni (laurea, specializzazione e phd!) e che quando arriva la gente che per alleviare il male alle emorroidi si applica l’aglio (ho visto pure questo), sicuramente non fa loro una lectio magistralis sul plesso emorroidario e non li tratta con sufficienza. In fondo qui ci sono dei genitori si incontrano per cercare di capire qualcosa, poi è scontato che Papa per definizione dice eresie ……:)

  10. Enzac

     /  18 giugno 2012

    “Non portare a termine la consegna ” equivale a dire “evitare la consegna” cioe’ il compito,e l’evitamento del compito e’ senza dubbio un comportamento.

  11. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    @Enzac: “non portare a termine un impegno” non è un comportamento: anche un morto “non porta a termine gli impegni”.

  12. Paperinik

     /  18 giugno 2012

    Ti ringrazio Enza di aver compreso perfettamente.

  13. Enzac

     /  18 giugno 2012

    Il comportamento e’ ” non portare a termine la consegna entro la scadenza”,e siccome tale comportamento decresce, vuol dire che e’ in atto una punizione,in questo caso negativa perche’ toglie qualcosa che prima c’era( i soldi).

  14. Paperinik

     /  18 giugno 2012

    //tutto ciò che un morto può fare (un morto “non” lavora) non è un comportamento.//

    Ciò serve a definire un comportamento per analizzarlo.
    Però l’evitamento è un comportamento, un morto non può evitarti.

  15. Francesco Lo Spinoso

     /  18 giugno 2012

    Premetto che il nick ha il solo intento di dare ironica autorevolezza al mio commento, dal momento che da anni mi occupo di ABA.

    Sbagliate entrambi (Gianni Papa e Paperinikmicanoccioline), il primo nel non definire quale effettivamente sia il rinforzo negativo del comportamento LAVORARE PER RISPETTARE LA SCADENZA e il secondo nel fornire una spiegazione semplice e corretta che spesso si da (il riferimento alla matematica e il rifiuto della connotazione morale) contornata pero’ da una serie di errori teorici madornali dalla prima all’ultima riga.

    Quella che ha descritto Mimmo e’ invece, banalizzando, una procedura d’estinzione mal riuscita in cui si rinforza lo scoppio da estinzione.

    Senza complicarmi la vita a spiegarvi i dettagli, certo che Mallott non beve grappa mentre parla di rinforzo negativo (a ragion veduta), vi diro’ semplicemente che rispettando la scadenza si sottrae (quindi evita/toglie/meno) una punizione negativa certa del comportamento SALTO LA SCADENZA.

    Il suo lavoro intenso e puntuale (incompatibile con il saltare la scadenza) e’ negativamente rinforzato (secondo quanto afferma) dall’evitare la “multa” che si e’ autopromesso.

    Sarebbe come se la “madre ebrea” continuasse mentalmente a dire a Mallot : “se non lavori arriva la multa… se non lavori arriva la multa.. lo sai che arriva la multa” e forse sarebbe meglio dire che Mallott lavora sotto rinforzo negativo, cosi’ come farebbe un bambino con cui funzionasse il ricatto “se non fai i compiti niente TV”.

    Che si tratti di un rinforzo negativo e’ evidente se si pensa che in realta’ non c’e’ nessuna punizione… perche’ il comportamento “Mallott salta la scadenza” non si e’ mai verificato.

    Questa vostra discussione e’ comunque la dimostrazione che non bastano due nozioni incerte per “imparare l’ABA” e che forse qualche libro bisogna aprirlo prima di correggere gli errori altrui con tanta sicurezza.

    In ogni caso, penso fosse solo un aneddoto per far riflettere e sicuramente il piu’ bell’intervento lo ha fatto mammam .. e io stesso dubito che sia solo la preoccupazione per la multa a far lavorare Mallott in modo professionale.

    Scusate se mi sono permesso di “filosofare” con voi.

  16. mimmo

     /  18 giugno 2012

    “rinforzo negativo perché il comportamento (lavorare) aumenta. E’ punizione quando un determinato comportamento diminuisce.”

    Visto la tarda ora possiamo essere un pò allusivi…allora gianni secondo la tua definizione se tua moglie non si concede secondo te ti da un rinforzo negativo in quanto il tuo comportamento (chiedere la chiatarrina come diceva Arbore) aumenta….quando si decide e si concede allora ti da una punizione in quanto tu sei soddisfatto ed il tuo comportamento (chiedere lo strumento a 6 corde) diminuisce! 🙂 ma mi sembra strano… molti supervisori non sarebbero fieri di te!

  17. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    ti sbagli, ma so che hai la capa tosta e quindi evito di rispondere 😛

    p.s. tutto ciò che un morto può fare (un morto “non” lavora) non è un comportamento.

  18. Nel caso in questione togli i 20 dollari (punizione) per far decrescere od estinguere il comportamento non desiderato (evitamento) per aumenatre quello desiderato (portare a termine il compito, ma lo stai facendo tramite una punizione.

  19. Gianni Papa

     /  18 giugno 2012

    Se un comportamento è “mantenuto” ci troviamo in presenza di un rinforzo. Una punizione non “mantiene” ma fa decrescere o estingue.

    E’ un concetto tanto semplice. Se vuoi ti faccio un disegnino per spiegartelo 🙂

  20. Spero si sia capito che tu togliendo i 20 dollari punisci l’evitamento al compito,nel tentativo di aumentare e mantenere il compito in futuro.

  21. Mi spiace Gianni, ma ha ragione Mimmo, in questo caso il comportamento da mantenere è quello corretto (rispettare la scadenza) che viene mantenuto dalla punizione (togliere i 20 dollari).
    Il positivo/negativo non è un valore morale od è in base al risultato,ma come dice Mimmo è positivo se si aggiunge, negativo se si toglie.
    Rinforzo e punizione servono comunque a mantenere il comportamento, anche se il rinforzo è più potente della punizione.
    Te lo dico, anche senza aver studiato.
    E’ chiaro che c’è sempre l’altro lato della medaglia, ovvero che quando aumenta il comportamento voluto (lavorare),diminuisce quello che vogliamo estinguere(evitamento),però non fare di questi errori quando sei al Tice.

  22. Gianni Papa

     /  17 giugno 2012

    rinforzo negativo perché il comportamento (lavorare) aumenta. E’ punizione quando un determinato comportamento diminuisce.

  23. mimmo

     /  17 giugno 2012

    Kakkio io ho che ho avuto una madre barese che applicava meglio di qualsiasi comportamentìista la punizione positiva (aggiungeva all’ambiente qualcosa: schiaffoni a mano aperta :)) a quest’ora dovrei essere Barnand in persona!
    Gianni ma quello che descrivi mi sembra più che un rinforzo negativo una punizione negativa (tolgo all’ambiente qualcosa:i 20 euro appunto) in teoria, ma ripeto io i corsi non li ho fatti, il rinforzo negativo è il classico esempio: ti alzi dal tavolino solo quando finisci il tuo compito….ma poi tu sei diventato esperto..illuminami

  24. mammam

     /  16 giugno 2012

    Per lavoro ho conosciuto tanti Malott e mi sono sempre trovata bene. Le persone estremamente intelligenti hanno fascino e sanno far pensare gli altri, come lui ha fatto con me. Poi non se la tirano mai. Io ero lì per altri motivi purtroppo e ho fatto altri studi, però ne avrei voluti di professori come lui. Non mi è capitato. E’ stato un modo di distrarmi per qualche minuto dai miei guai

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