QUELLO CHE SAPPIAMO

Un genitore pugliese esprima la propria lucida opinione. Anche se farete un po’ fatica a seguire la sua prosa involuta, resistete perché ne vale la pena. E’ un po’ come leggere Joyce. (G.P.)

autism600[1]Tutto ciò che noi sappiamo di autismo – in senso ABA e non – viene dai paesi anglosassoni. Loro, come ben sapete, si approcciano all’autismo in modalità molto differente da noi (per la presenza di centri e di scuole differenziali o di percorsi protetti nella scuola pubblica, dove l’intervento home è quasi assente oppure complementare agli altri interventi ed indirizzato spesso solo all’insegnamento in ambiente naturale – come è più logico che sia)….
I confronti, quindi, in ogni caso non reggono e non hanno senso, per l’estrema differenza sostanziale con l’approccio arrangiato all’italiana.
Al momento l’ABA home based è il solo possibile, per i per i pochi fortunati che possono farlo…. se riescono ad evitare i tanti ciarlatani e truffatori che girano in quel ricco mondo della riabilitazione e se hanno il denaro per farlo.
Lo stesso vale per i centri…. solo pochi fortunati ne hanno uno e – ammesso che ce l’abbiano – devono pure poterselo permettere economicamente.

Non dimentichiamo che esistono anche i centri pubblici o convenzionati che offrivano psicomotricità: ora dicono di essere passati al cognitivo-comportamentale, ma non sanno di che parlano; la loro cultura degli operatori si spinge a qualche workshop di poche ore e la loro supervisione è fatta sempre dagli stessi psicologi psicodinamici che facevano i programmi della psicomotricità.

Millantatori ovunque, che ingannano soprattutto le famiglie nuove al problema, che – diversamente – potrebbero non perdere tempo in interventi inutili e concentrarsi in un buon intervento precoce, ad una età in cui si hanno le migliori possibilità di recupero.

Io penso che – se ci fosse la volontà politica – il nostro sistema italiano (che prospetta una scuola teoricamente inclusiva, ma che poi ci fornisce una scuola – nei fatti – impreparata ad eseguire) che, tutto sommato, ha già delle buone basi normative e legislative, anche senza spendere nemmeno tanti soldi in più, potrebbe “modernizzare” e rendere efficienti (con un sistema di formazione, consulenza ed aggiornamento) delle risorse esistenti ed evolvere in un qualcosa di nuovo che sia possibile e disponibile per tutti…..

Oltre ad essere la soluzione giusta ed equalitaria, potrebbe essere anche la più economica, perché integrerebbe in se anche le funzioni di un centro di riabilitazione.

MICHELE SCIROCCO

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13 commenti

  1. Luisa

     /  21 gennaio 2013

    Grazie a tutti per i vostri commenti,io ci sto provando a cambiare qualcosa offrendo nel centro di Napoli presso il quale lavoro un intervento gratuito basato sui principi dell’Applied Behavior Analysis, avendo conseguito Master I livello Iescum e proseguendo studi per diventere Assistent di un Consulente,combatto ogni giorno per avere un Analista del Comportamento certificato BCBA presso la struttura e sto per ottenerla, stiamo inoltre cercando insieme ad una collega mio pari livello di offrire un servizio precoce e intensivo, tartassando NPI delle ASL allo scopo di ottenere diagnosi precoci e più ore di trattamento e il nostro datore di lavoro per metterci nelle condizioni di attuarle e infine “perseguitiamo” le insegnanti dei nostri bimbi affinché si formino.Bisogna fare,fare,fare con tenacia e caparbietà e non smettere mai di credere che le cose cambieranno,devono cambiare!!!

  2. Daniela

     /  21 gennaio 2013

    Dubliners e L’Ulisse sono un’altra cosa.Michele è stato sintetico chiaro ed efficace.Siamo stanchi di Santoni pieni di prosopopea.

  3. vanessa

     /  21 gennaio 2013

    Dal momento che si è citato il libro di gabrielli, chiedevo se si sa niente del secondo volume che era già annunciato tre anni fa

  4. Sono d’accordissimo con te, Michele, ma per mettere in pratica i tuoi suggerimenti, credo si debba ripartire dalla base, ovvero dalla formazione universitari. Dobbiamo cambiare la cultura e la formazione degli NPI e degli insegnanti, soprattutto sul sostegno. Dobbiamo creare corsi universitari per gli analisti del comportamento e dobbiamo creare le giuste figure professionali ,riconosciute dallo stato, che garantiscano la qualità dell’intervento. Purtroppo è una strada lunga e non è ancora stata imboccata.

  5. Paperinik

     /  21 gennaio 2013

    Franco hai ragione sul giro di soldi, ma dubito che tu sappia mettere in pratica tutti i metodi di cui parli in modo efficace e nel modo giusto, dato che ancora non hai imparato nemmeno come si scrivono. Il teacch non è un metodo , ma un programma, quindi quello che si fa in Italia è copiarne alcune tecniche, così come c’è chi copiando alcune tecniche dell’aba pensa di conoscerla. L’aba, o meglio l’intervento fatto sui principi dell’aba ,funziona proprio perché non sono delle tecniche, ma si usa l’analisi del comp. per modificare i comportamenti e non solo per abilità cognitive.
    Non prendertela Franco, ma prima di giudicare i metodi cognitivo comportamentali ,credo tu debba approfondire la tua conoscenza.

  6. franco

     /  20 gennaio 2013

    certo che e stancante sentire tante cazzate ,tutti ora vogliono il metodo aba,io sono 20 anni che lavoro con l’autismo e secondo la mia umile esperienza,e credo di fare questo lavoro con tantissima passione, non esiste un solo metodo per aiutare i bambini autistici ,ma ogni bambino chiede di essere aiutato con qualsiasi metodo l’importante e dedicarsi pienamente a loro ,e prima di tutto riconoscere nell’altro che è una persona con esigenze diverse dalle tue.queste mode che vengono fuori ogni tanto mi fanno ridere ,anzi mi fanno pena perchè c’è un giro di soldi incredibile.in 20 anni ne ho viste di cotte e di crude .soldi soldi soldi e questo che interessa e basta io conosco benissimo il metodo aba il teach e tanti altri metodi io li metto in pratica tutti a secondo le difficoltà del ragazzo .quarda negli occhi il bambino e osservalo e cerca di capire cosa ti chiede…e dedicati fino a sfinire per
    lui, e allora si che ottieni tutti i risultati che vuoi,altrimenti sarà una sconfitta anche per te,ma accetala e parti da li….tanti auguri a tutti.

  7. silvia arcelli

     /  20 gennaio 2013

    sono Silvia, mamma di Luca, di 4 anni e mezzo, autistico. Condivido in pieno quanto dice Michele. Seguo da tanto questo blog, che ritengo il più “lucido” fra quelli legati alla realtà italiana. Noi siamo abbastanza fortunati, viviamo a Bologna che in quanto a risorse per bambini nello spettro non è proprio un disastro. Ma, devo dire francamente, potrebbe essere molto, molto meglio. Non sono una neuropsichiatra, ho solo una formazione di tipo scientifico, ma come dice Michele tanti discorsi “psicodinamici” = “aria fritta” ne abbiamo sentiti anche noi. A volte mi interrogo se per mio figlio l’unica via possibile potrebbe essere quella seguita dai genitori di Jacopo Gabrielli, la cui esperienza è descritta nel testo “aut-out”, molti di voi l’avranno letto. Un libro un po’ pesante, non facile da leggere, ma con una sostanza che ritengo veramente significativa e condivisibile. Forse il miglior libro che ho letto su questo “argomento”.
    Però, per alcune ragioni, nonostante sia impressionata dai risultati raggiunti da Jacopo e dai suoi genitori, non penso che sia questa l’unica (la migliore) via, e sono convinta che molto potrebbe/dovrebbe fare la scuola. Per ora mio figlio va alla materna, e leggendo le vostre esperienze temo che questo resterà un’utopia.
    un caro saluto a tutti. S.

  8. tiziana

     /  20 gennaio 2013

    BISOGNA LAVORARE CON COSCIENZA E NELLO STESSO TEMPO AMARE IL PROPRIO LAVORO QUANDO I NOSTRI ASSISTITI SONO I BAMBINI DA CUI LA NOSTRA PREPARAZIONE PUò E DEVE FARE LA DIFFERENZA NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA. IO SONO UNA LOGOPEDISTA DI TRAPANI E LAVORO DA VENT’ ANNI CON BAMBINI , CHE HANNO DIVERSE PATOLOGIE.DA DIVERSI ANNI MI OCCUPO QUASI ESCLUSIVAMENTE DI SEGUIRE I BAMBINI CON DIAGNOSI DI AUTISMO .HO SEGUITO DIVERSI WORKSHOP (di Michela Figini, Francesca degli Espinosa, Diane Fraser) ma sono voluta andare avanti nella mia formazione partecipando al Master di 1 livello organizzato da IESCUM dove oltre alle conoscenze teoriche ci saranno le supervisioni che inizieremo a breve.Un grosso ostacolo si riscontra spesso nelle scuole dove l ‘ intervento A.B.A è poco conosciuto e poco applicato , mentre se si riuscisse a formare tutte le figure con cui il piccolo paziente si relaziona l’ intervento potrebbe essere davvero completo

  9. Bravo Michele, sei stato anche troppo buono ! Bisogna intervenire anche nelle Università che sfornano dei veri e propri mostri distruttori di autistici .

  10. Cosìmo

     /  20 gennaio 2013

    La scuola italiana paga insegnanti e assistenti x avere scarsi risultati perche non hanno nemmeno le basi x lavorare con un bambino autistico X poi arrivare all’anno dopo con nuovi assistenti ed insegnanti: bisognerebbe prendere il modello scolastico britannico

  11. Giusy

     /  20 gennaio 2013

    amara realtà….e quando si parla di ciarlatani e truffatori è purtroppo vero….!

  12. mammam

     /  20 gennaio 2013

    Michele ha detto tutto quello che c’è da dire. Non so cosa possiamo fare, i fatti dicono che la scuola è la grande assente nell’applicazione delle linee guida sull’autismo. Quello che i centri possono fare non basterà se non si coinvolge la scuola e la famiglia.

  13. anna

     /  19 gennaio 2013

    condivido pienamente punto di vista espresso!

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