LA FIGURA OBSOLETA DEL CONSULENTE ABA

UNA NUOVA CANZONE DIRETTAMENTE DAL FUTURO: UN CAPOLAVORO CHE SARA’.
Di Analista Comportamentale Radicale.

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60 commenti

  1. Gianni Papa

     /  28 marzo 2016

    L’ha ribloggato su autismo incazziamoci.

  2. vanessa

     /  20 febbraio 2013

    Non è criticabile perchè non ha quel modello superfigo, ma perchè (se è vero ciò che mi hanno riferito) può consigliare come terapia la psicomotricità due quarti d’orina la settimana

  3. Non è questione di vecchiaia ma di intelligenza, secondo me. L’ABA va benissimo ma su internet negli ultimi anni (io c’ero fin da genitoricontroautismo) è stato smerciato un modello assurdo che ha impoverito molte famiglie trasformando molti bambini in soldatini. L’ABA va benissimo, è una delle cose che ci fanno dire grazie al signore, ma in mano a molti diventa davvero (come dicono i denigratori) una fabbrica di soldatini che non andranno mai oltre le prime basi del linguaggio…

    Ma non volevo criticare ABA, volevo sottolineare che Enrico Micheli era un grande (ma l’avete visto quel filmato bellissimo in cui parlava di scuola?) e criticare la sua compagna perché non ha quel modello supervààààisor senior tiùtorrrrrrrrrrrrr e compagnia cantando è surreale e autopunitivo.

    Viva Enrico Micheli e viva questa canzone!!!

  4. eva maggiorelli

     /  19 febbraio 2013

    o forse stai invecchiando Gianni!

  5. Gianni Papa

     /  13 febbraio 2013

    Perché non sono talebano! Avere la Xaiz sotto casa piuttosto che Carbone a New York… è molto meglio!!!

  6. jhonny s.

     /  13 febbraio 2013

    appunto, e allora perchè dici che la consiglieresti?

  7. Gianni Papa

     /  12 febbraio 2013

    la Xaiz era la compagna di Enrico Micheli e quello che consiglia è il classico “psicoeducativo all’italiana”, la “cassetta degli attrezzi” e bla bla bla

  8. jhonny s.

     /  12 febbraio 2013

    Gianni, ma Cesarina Xaiz non consiglia la psicomotricità? Anzi, i più blasonati sul mercato sono i neuropsicomotricisti. Che bel nome lungo, difficile, fa sembrare proprio di fare una cosa utile e importante.

  9. Sono d’accordo Mammam.
    Il tuo racconto ci fa capire che non è l’aba il problema, ma alcune figure che si dicono professionisti dell’aba. Cosa, che come ho già scritto, sta peggiorando dopo le LG 21 , visto che ai problemi già esistenti si aggiungono quelli dovuti ai professionisti che si riciclano all’aba in 4e4’otto.
    Sono d’accordo che il genitore deve informarsi e formarsi.
    Non sono d’accordo con il messaggio di George, che distrugge senza proporre.

  10. Loredana

     /  9 febbraio 2013

    Ecco, in Italia è difficile che i professionisti (e i formatori !) pubblichino cose simili:

    http://www.coastaba.ca/whos-ready-to-be-toilet-trained/

    perchè?

  11. mammam

     /  9 febbraio 2013

    Cito una frase di George: “spara cannonate per poi contare i sopravvissuti e poi ri-spara cannonate per poi ri-contare i sopravvissuti (tramite un eccellente metodo scientifico)”.
    E’ esattamente quello che non si deve fare in nessun metodo. Se ne possono trovare mille di questi esempi e sono dovuti all’ignoranza di chi applica il metodo. Se applichi delle procedure aba dovresti fare esattamente il contrario ma anche se applichi il metodo x.
    Un esempio: il bambino fa la pipì addosso (lasciamo stare il perchè).
    Soluzioni tentate dalla consulente:
    1) Fate l’analisi funzionale. A cosa serve? Non mi è chiaro, ma mi affido, la professionista è lei. Dopo 2 mesi di analisi funzionale, in cui il bambino fa la pipì dovunque e in qualunque situazione, non se ne viene fuori, nel senso che non si capisce il perchè del comportamento
    2) Portate il bambino al bagno più spesso. Credo sia stato un tentativo di lavorare sull’antecedente. Ogni ora e mezza
    3) Portate il bambino al bagno più spesso. Ogni ora.
    4) Portate il bambino al bagno più spesso. Ogni mezz’ora.
    5) Rifate l’analisi funzionale… ma mi si fa capire tra le righe che potrebbero esserci dei deficit cognitivi che gli impediscono di imparare ad usare il bagno.
    Allora mi nasce una rabbia che riesco a controllare perchè ho ricevuto un’educazione abbastanza rigida. Non ha senso prendersela con le persone, bisogna trovare la situazione. Una delle consulenti che ho contattato mi da una procedura tratta dalla lettertura scientifica che funziona in poco più di un mese. Il bambino diventa completamente autonomo in bagno.
    Come mai invece di innescare il loop che ho descritto non si va a consultare la letteratura? Uno può anche fare la procedura da solo, ma questa deve comprendere la gestione del comportamento attraverso la conseguenza e/o l’antecedente in modo logico e misurabile, il test su più bambini attenendosi ai principi scientifici della materia ed eventualmente la pubblicazione. Ma per lavorare così devi essere molto molto bravo… In Italia aba si fa così e da quando ci sono dentro ho visto solo peggiorare l’approccio di chi la propone alle famiglie.
    Ho provato a cambiare, ancora non posso dire di aver trovato di meglio. Ma questo non significa non fate aba, no.
    Significa che dobbiamo stare molto attenti e conoscere la materia per controllare si può.
    Non ci sono altri modi per difendersi.

  12. Loredana

     /  9 febbraio 2013

    Questo tono. Buona giornata.

  13. Ma quale tono?
    Sai Loredana che non si risponde con una domanda ad una domanda?
    E’ solo evitamento. Ricordo poi che non consigliare niente è comunque una scelta, perché lasci il genitore nella giungla ed è comunque una tua responsabilità. Chi fa rischia di sbagliare, sta nell’ordine delle cose, l’importante è non essere dicotomici.

  14. Loredana

     /  9 febbraio 2013

    Paperinik, ma perchè questi toni? Non sto mettendo in discussione l’ABA.
    La domanda che ho postato è semplicemente il quesito numero 8 delle linee guida e Gianni Papa ha sintetizzato la risposta.

    Personalmente non sono abituata a consigliare niente a nessuno, tu chi o cosa proporresti ?

  15. Gianni Papa

     /  9 febbraio 2013

    Zio Paperino, chiaramente si consiglia il “meno peggio”. Così a una famiglia di Brescia consiglierei la D’Amato. A una di Piacenza il centro TICE. A una di Lodi la D’Amato, a una di Reggio Emilia il centro TICE etc etc… ma in caso di posti dove non ci siano centri all’altezza… consiglierei prima di tutto “state attenti a…” e quindi… il meno peggio.

    Per stare fuori dall’ABA, a una di Valle Agordina consiglierei Cesarina Xaiz, per esempio (così non dite che sono integralista). A uno di Roma direi “stai attento ai Lacaniani di CastelLacaniano”. A uno di Caserta direi: “Fujetenne!”

  16. Paperinik

     /  9 febbraio 2013

    L’ABA non è un modello di fornitura servizi.
    Che vi siano realtà in Italia che non offrono interventi ABA di provata efficacia e di qualità è palese. Ma questo non sminuisce l’aba, ma chi fornisce interventi non all’altezza.
    Però la domanda resta e si allarga pure a Gianni, cosa consigliate a dei genitori con un bambino autistico,magari freschi di diagnosi?
    Attendo le risposte di George,Gianni e Loredana.

  17. Gianni Papa

     /  8 febbraio 2013

    HA ragione Loredana. L’ABA è sicuramente consigliata, ma un “particolare modello di fornitura di servizi” non è consigliato… e non ci sono prove in proposito. Il modello smerciato in Italia è quello del consulente ABA di cui si parla in questa canzone… ma le linee guida non parlano di quel modello.

  18. Paperinik

     /  8 febbraio 2013

    Allo stato attuale , le LG 21 consigliano l’aba.
    Tu è George invece ,cosa consigliate?

  19. Loredana

     /  8 febbraio 2013

    Infatti bisogna leggerle bene.

    Esistono prove che un particolare modello di fornitura di servizi sia più efficace
    di altri nel migliorare gli esiti in bambini e adolescenti con disturbi dello spettro
    autistico?

  20. Paperinik

     /  8 febbraio 2013

    I dubbi casomai sono su “quanto” funziona e non sul “se” funziona, se si legge davvero le LG . Ma tralasciando perdere le LG, se si consiglia pubblicamente,come ha fatto George, di interrompere un intervento ABA. O di non iniziarlo nemmeno, sulla base della sua esperienza spiacevole, sarebbe opportuno ci dicesse come intervenire efficacemente ,senza la solfa che basta accettare, troppe volte raccontataci dagli NPI psicodinamici di turno, io da George voglio sapere come intervenire per educare ed abilitare un bambino autistico ? O pensiamo che non ne abbiano diritto ?

  21. Loredana

     /  8 febbraio 2013

    Veramente no, dicevo proprio il contrario: cioè che leggendo bene (o rileggendo meglio) le linee guida, emergono aree di incertezza un pochino più complesse e non si può ridurre il tutto a: mi dispiace per voi che non avete trovato veri consulenti.
    Compito dei ricercatori sarebbe ampliare le ricerche che determinano queste variabili, se poi vogliamo accontentarci del ritornello che ci propinano i consulenti più o meno sponsorizzati va bene, ma la scienza non funziona così. Dire l’ABA è efficace perchè lo dicono le LG 21 (oppure “lo dicono oltre 500 studi”) è una semplificazione rischiosa, soprattutto per i genitori, in particolare per i genitori italiani, questa semplificazione poteva andare bene qualche anno fa, ora non più.

    Su scienza e democrazia (e indirettamente sulle proposte di George, la cui esperienza è rispettabilissima indipendentemente dal fatto che io non sia d’accordo) invece consiglio questa lettura (solo l’inizio) per capire come la penso:
    http://www.scienceanddemocracy.it/2012/02/la-scienza-in-una-societa-democratica/

  22. Paperinik

     /  8 febbraio 2013

    Loredana, avevo già letto le LG 21, so che si basano su studi Ucla, visto che le pubblicazioni sono quasi tutte loro. E se già quelli Ucla parlano di efficacia, immagino che eventuali studi basati su modelli più moderni e rispettosi sarebbero ancora più efficaci. Sono LG politiche e mi sembra abbiano preso una posizione chiara. Consigliano di monitorare il singolo intervento. Giusto!
    Mi dite che in Italia ci sono i mistificatori di ABA ? Vero.
    Mancano leggi adeguate, manca formazione e il riconoscimento delle figure preposte a fare aba. Ci sono molti problemi da affrontare nel mondo dell’aba e l’uscita delle LG 21 ,forse ha pure esasperato il problema, in quanto molti professionisti si stanno riciclando all’aba,ma non in modo serio, quanto semplicemente copiandone qualche tecnica e spacciandosi per esperti.
    Sono il primo a sollevare il problema,
    George però ha consigliato di smettere di fare ABA per vedere dei miglioramenti.
    Non ha condannato il mondo che gira intorno all’aba, ma l’utilità di un intervento ABA.

    Lui ha scritto :
    //Nulla ha a che fare con l’ABA, in quanto mirano a fornirci gli strumenti per capire davvero i nostri figli, per aiutarli, non per aiutare i genitori a sentirsi compiaciuti dei nuovi comportamenti, socialmente accettati, dei propri figli. E’ importante entrare nell’intimo del proprio bambino fino a comprenderne le motivazioni che lo spingono a certi comportamenti. Non c’è niente da rinforzare né da punire, non ci sono timer né token economy che condizionano a migliorare o ad estinguere i comportamenti problema, ma l’empatia profonda che raccoglie le percezioni che determinano i comportamenti, e quindi si deduce che non si possono punire o rinforzare le percezioni sensoriali. Se un rumore o un suono scatenano davvero una reazione dolorosa nei nostri figli, non possiamo punirli perché non percepiscono i rumori e i suoni come noi. Il loro disfunzionamento, anche sensoriale, li porta ad una conoscenza errata del mondo e non possiamo pensare che un ovetto Kinder attutisca un sibilo sconvolgente. C’è un profondo rispetto per la persona che funziona in modo diverso. L’ABA non rispetta la persona, non cerca di capirla per aiutarla, ma cerca di adattarla, col condizionamento, al nostro mondo.//

    Ciò non solo condanna in toto l’aba,ma a me sorge il dubbio che non abbia mai trovato un vero analista del comportamento.
    Nessuno punisce una reazione ad un suono “doloroso”, sempre che sia doloroso e non condizionato tale,ma casomai si lavora sulla desensibilizzazione, per ricondizionare il comportamento, in caso sia vero dolore, si trovano altre strategie funzionali e si insegnano comportamenti più adeguati rispetto all’urlare o allo spaccare tutto, magari si insegna loro ad usare delle cuffie.

    Ma poi ancora non ho capito: George cosa consiglia ad una famiglia che ha un bambino autistico?

  23. Loredana

     /  8 febbraio 2013

    Premettendo che sono favorevolissima a una maggiore diffusione di un pensiero scientifico comportamentale , resto perplessa su cosa sia la vera ABA e chi siano i veri consulenti, soprattutto leggendo per intero le 116 pagine delle linee guida ISS (che trattano gli interventi intensivi comportamentali da pag. 43 a pag. 55).
    http://www.iss.it/auti/serv/cont.php?id=437&lang=1&tipo=5

    Cito due passaggi, ma sarebbero da leggere tutte almeno queste pagine :

    cit.: “L’obiettivo primario è l’intervento precoce rivolto
    a bambini di età prescolare, solitamente mediato dai genitori, con il supporto di professionisti
    specializzati.
    La ricerca condotta negli ultimi anni ha approfondito due aspetti della questione: la
    valutazione dell’efficacia degli interventi intensivi comportamentali e l’individuazione
    delle eventuali variabili (legate ai soggetti e all’intervento) che modificano l’effetto ottenuto.
    La prima questione è stata affrontata da numerose revisioni sistematiche, con
    e senza metanalisi, mentre solo una minoranza degli studi disponibili indaga anche la
    seconda questione.”

    E le raccomandazioni finali :

    cit.: “Tra i programmi intensivi comportamentali il modello più studiato è l’analisi comportamentale applicata
    (Applied behaviour intervention, ABA): gli studi sostengono una sua efficacia nel migliorare le
    abilità intellettive (QI), il linguaggio e i comportamenti adattativi nei bambini con disturbi dello spettro
    autistico. Le prove a disposizione, anche se non definitive, consentono di consigliare l’utilizzo del
    modello ABA nel trattamento dei bambini con disturbi dello spettro autistico.
    Dai pochi studi finora disponibili emerge comunque un trend di efficacia a favore anche di altri programmi
    intensivi altrettanto strutturati, che la ricerca dovrebbe approfondire con studi randomizzati
    controllati (RCT) finalizzati ad accertare, attraverso un confronto diretto con il modello ABA, quale
    tra i vari programmi sia il più efficace.
    È presente un’ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti dai programmi intensivi comportamentali
    ABA; è quindi necessario che venga effettuata una valutazione clinica caso-specifica
    per monitorare nel singolo bambino l’efficacia dell’intervento, ossia se e quanto questo produca i risultati
    attesi.”
    ____________________________________________________

    Alla luce di queste considerazioni riesce difficile pensare al passaparola come strumento con efficacia predittiva e a un’ABA vera da opporre a un’ABA mistificata o incompetente, sono più vicina al pensiero di Claudia Celenza ; sulla base del passaparola sono ancora diffuse farneticazioni drasticamente bocciate dalle stesse linee guida e per esperienza posso dire che è molto difficile smontare a livello logico una fede, perchè la fede giustifica tutto con il dogma per rimanere tale.

    A onor del vero George ha solo esasperato e generalizzato un aspetto che esiste (e spero di non essere tacciata di essere una cospiratrice dell’agenzia DIRE o di qualche setta antiABA), anche le LG 21 , nel secondo periodo delle raccomandazioni per gli interventi mediati dai genitori :

    cit.: “Secondo il parere degli esperti, è consigliabile adattare l’ambiente comunicativo, sociale e fisico di
    bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico: le possibilità comprendono fornire suggerimenti
    visivi, ridurre le richieste di interazioni sociali complesse, seguire una routine, un programma
    prevedibile e utilizzare dei suggerimenti, minimizzare le stimolazioni sensoriali disturbanti.”
    _____________________________________________________________

    N.B.: le LG 21 sottolineano anche i limiti della letteratura presa in esame (che riguarda per lo più il modello UCLA/Lovaas) e già in premessa stabiliscono la difficoltà di condurre studi controllati e di buon disegno metodologico su adeguati campioni di popolazione e il fatto che i parametri comportamentali sono
    comunque sempre sottoposti a una spontanea modulazione ambientale.
    _____________________________________________________________

    Conclusioni: anche se i veri consulenti (come si riconoscono?) non mostrano video affascinanti (ws esclusi ) non ci sono solo i disonesti, gli impreparati e i taroccatori abusivi di ABA a vendere un prodotto quando esaltano alcuni aspetti della ricerca e ne tacciono altri (che ignorano?). Questo ce lo dobbiamo dire, se vogliamo crescere in consapevolezza e spirito di condivisione.

    E soprattutto se vogliamo proporre (o almeno immaginare) alternative più abbordabili e che impegnino maggiormente le istituzioni, per me si comincia dalla scuola e dall’assistenza specialistica o da piccoli progetti locali dove le risorse lo permettano.

    L’alternativa mi pare sia avere camionisti famosi di comprovata affidabilità (un ente certificatore dei camionisti?), ricette su internet e una discreta dose di fattore C.

    Buona serata a tutti.

  24. Mi spiace per le vostre brutte esperienze in proposito ,ma non sono certo io a dire che l’aba è efficace, sono gli studi pubblicati,come anche le LG 21 ci spiegano. Inoltre un vero consulente ABA non si permetterebbe mai di usare dei video per illudere. Anzi ,con noi hanno sempre detto che non dovevamo aspettarci “la guarigione”. Quanto al fatto che un medico sappia scegliere un consulente ABA ,vorrei capire perché . Perché forse in medicina si studia il comportamentismo?. Conosco medici con figli autistici che si sono affidati alle terapie occupazionali,tanto per fare un esempio. Le LG 21 parlano pure di CBT,ma solo per i soggetti ad alto funzionamento . Quello che poi non ho capito è cosa propone George, forse di aspettare sulla riva del fiume ?

  25. amirah

     /  7 febbraio 2013

    È assurdo come papirinik e gianni attachino chiunque da’ un parere negativo sull aba!!!! Nn sapete dire semplicemente : ok mi dispiace provate altro? Ma vi pagano ? Conosco un medico papà di un bambino con dsa residente nel fvg, che sta scrivendo un libro su come ha sbagliato somministrare laba a figlio. ( presumo da medico aveva scelto i terapisti aba “giusti “a sua figliolo) quindi se noi genitori diciamo un parere negativo sull aba e xke lo abbiamo provato e che cavolo! Ovvio nn vuol dire che nn funzioni su tutti ma nn vuol dire neanche le solite cazzate (avete usato laba sbagliato).

  26. George

     /  7 febbraio 2013

    Caro Paperinik, tu mi CONDANNI, ed io mi zittisco.
    Ogni lettore poi, ragiona con la propria testa.
    Consentimi di lanciare un sondaggio (poco) scientifico su questo video:

    Infine chiederemo ai camionisti dove vanno a mangiar bene pagando poco.

  27. Paperinik

     /  7 febbraio 2013

    I camionisti usano il passaparola e sono quelli che notoriamente conoscono i posti migliori per mangiare bene a prezzi ragionevoli. Poi il fattore C. Non guasta mai.

  28. eva maggiorelli

     /  7 febbraio 2013

    e quando giri in una città che non conosci per non finire spellato nel posto vip, non capitare nella trappola per turisti e non doversi accontentare dl mac donalds e riuscire a trovare la trattoria a slow food che dice Alberto ci vuole anche una buona dose di fattor c! una buona guida delle osterie però un po’ può aiutare
    buonanotte a tutti (o forse dovredi dire buon appettito)

  29. Gianni Papa

     /  7 febbraio 2013

    Condivido l’idea di Loredana.

  30. Paperinik

     /  7 febbraio 2013

    Restando in metafora.
    Fra il ristorante da “gambero rosso” ed un mc donald, ci sono molte possibilità in mezzo. Magari in una buona trattoria di paese,mangi meglio e ti levi pure la fame ,cosa che non capita nei ristoranti di grido. Inoltre puoi andarci molte più volte ,aumentando l’intensità e la frequenza (cose importanti metaforicamente parlando.)

    Ma come ho già scritto, nel caso non si trovi nemmeno una trattoria che cucina bene e che sia alla nostra portata, basta fare un buon corso di cucina e comprarsi qualche libro di ricette (su internet si trova di tutto).

    Le variabili restano diverse ,per una buona cottura, anche il cibo fa la sua parte, a noi genitori il compito di monitorare quelle governabili.

    In quanto alle mense scolastiche, può essere una soluzione sul lungo periodo, perché con la formazione odierna dei cuochi delle mense scolastiche e con le leggi odierne, non è semplice che cucinino secondo le ricette aba.
    Inoltre,va sempre ricordato che i bambini non mangiano solo a scuola.

  31. Loredana

     /  7 febbraio 2013

    Mi avete fatto venire fame. Mi sono venuti due dubbi :
    – chi non ha i mezzi per andare a mangiare al ristorante suggerito dal Gambero Rosso, va a mangiare da Mc Donald, alla mensa della Caritas o è meglio se impara a cucinare ?
    – mettiamo che il consulente ABA sia uno chef di fama mondiale, siamo sicuri che ci basteranno le sue ricette e che non ci siano altri ingredienti variabilissimi a determinare i costi e i risultati della sua arte culinaria?

    Io sarei per insegnare a cucinare nelle mense scolastiche e nelle ditte addette alla preparazione dei pasti, se proprio bisogna parlare per metafore.

  32. Carbonizzi solo se cuoci senza controllo. Ma i genitori cosa ci stanno a fare? Se non controllano……
    Prima di cuocere troppo, devi iniziare a cuocere, ma se nemmeno inizi, avrai carne cruda ed immangiabile, forse potrebbe pure fare male.

    Il punto non è che tu stai criticando l’aba, cosa che si può fare. Tu stai criticando l’aba sulla base della tua esperienza. Non avevi il cuoco esperto. Quindi adesso stai dando la colpa al fuoco e non al cuoco. Questo è il tuo errore. La tua colpa invece è gridare a tutti di NON usare il fuoco. Questo fa si che ,se dovessero ascoltarti ,molti genitori non useranno il fuoco (ABA) per la cottura della formazione(educazione) dei figli, che resteranno crudi (ineducati ed inadeguati).
    Per questo condanno il tuo messaggio. Non è un problema di opinioni,ma di esperienze e di cuochi.

  33. George

     /  6 febbraio 2013

    Sicuramente quando l’uomo delle caverne ha conosciuto il fuoco si è bruciato ma, in quanto homo sapiens sapiens, quando ha tentato di rimaneggiarlo non lo ha toccato sullo stesso punto ma ha cercato di proteggersi in qualche modo. Sicuramente non lo ha spento ma, se la prima volta lo ha afferrato con la mano libera, la seconda volta ha cercato di proteggersi con qualche pelle. Inoltre se ha cominciato a cucinare la carne, per scoprire poi che è molto più digeribile, per un bel po’ di tempo prima l’avrà carbonizzata per errore, ecco, non vorrei che quella carne bruciata fosse mio figlio. Molto semplice. Nel nostro pianeta l’ABA non serve più perché l’abbiamo debellato. Ma qui, sul Pianeta Terra, nessuno vuole spegnere il fuoco, difenderò, da Cavaliere dello Spazio, il diritto di tutti ad avvalersi dell’ABA. Resta valida l’osservazione sui suoi limiti nei confronti della percezione sensoriale dei soggetti, sulla quale, passa sopra come uno schiacciasassi senza quindi rispettarli. Caro Paperinik credo ormai che questo dibattito a due sia un po’ sterile in quanto ognuno resta sulle proprie convinzioni, sicuramente ci accomuna la ricerca del bene dei nostri figli. In bocca al lupo a tutti e non cuocete troppo la carne.

  34. Paperinik

     /  6 febbraio 2013

    Lavorare per la regolamentazione del sistema è sicuramente giusto. Ma aspettare prima di procedere è criminale. I nostri figli non possono aspettare. Rinunciare solo perché devi “saper scegliere” ,perché devi saper maneggiare il fuoco,mica è molto intelligente. L’uomo delle caverne forse non brillava di acume,ma quando si bruciò al fuoco, mica lo spense ,rinunciando al calore,alla possibilità di tenere lontani gli animali,alla possibilità di lavorare il metallo etc… usò solo maggior attenzione.
    Perché voi volete spengere l’aba ? Attendendo cosa?
    Tocca a noi pretendere un intervento di qualità , se non ci viene offerto ,si può sempre cambiare. Oggi è possibile accorgersene, forse non subito,ma in qualche mese si, visto le informazioni che circolano.
    Un intervento come quello che hai descritto tu George, non è ABA. Almeno non da ciò che racconti. Poi certo che si può fare altro , anche cose che non si chiamano aba ,ma che vanno nel segno del cogn.comp. ,però dipende pure dai bisogni del bambino.
    Infine, se non si trova nessun bravo consulente (anche se ce ne sono pure di bravi) , si può sempre mettersi a studiare .
    Spengere il fuoco, senza che vi sia un incendio, è solo una sconfitta.

  35. George

     /  5 febbraio 2013

    Di conseguenza, piuttosto che buttare migliaia di crediti al mese per avere un risultato incerto è preferibile attendere la regolamentazione (che si traduce in serietà) e poi procedere. Sulla questione della collaborazione con il SSN, in realta, qualcuna lavora per organizzazioni convenzionate e propone la domiciliarità. L’assenza totale dello stato sull’argomento regala spazio a chicchessia e non tutela le famiglie. Ma attenti, fra poco, quando lo stato sarà spinto, dalla pressione delle famiglie opportunamente sedotte, ad adottare ufficialmente l’ABA, imporranno le loro regole ed i loro tariffari. Si tratta di comportamentismo applicato alle famiglie, alle scuole ed allo stato ma questo, è noto, lo sanno fare meglio, a quanto pare, rispetto a quanto non sappiano applicare ai bimbi.

  36. Ma allora è semplicemente l’offerta di una società che vende un pacchetto, senza aver controllato per bene il loro prodotto . Dal fuoco basta stare a distanza, come da chi non è davvero competente, ma la colpa non è vostra è del business, però non si risolve la situazione gettando acqua sul fuoco,ma solo tenendolo sotto controllo . Cosa che oggi in Italia non viene fatta.

  37. George

     /  5 febbraio 2013

    Troppe variabili dunque. L’interrogativo rimane: dov’è il fuoco che scalda senza bruciare? Le principesse bambine sono controllate dalle certificate e se questa è l’offerta disponibile, dove si và a finire? La super principessa viene due volte l’anno sulla Terra e ne segue solo uno. Servono protocolli ed autoregolamentazione vera che porti ad una omogeneità di proposta.

  38. Che si debba stare attenti è vero che se ne debba star lontani, no. Se muori di freddo, mica stai lontano dal fuoco perché c’è il rischio di bruciarsi. Nel vostro caso è forse Gesù che vi ha consigliato Giuda ? Perché dal racconto che ne fai ,la vostra non mi sembrava un intervento ABA. Ed io non sono uno di quelli che dice si debba fare solo ABA, ma i dubbi che abbiate fatto ABA mi restano. Che poi vi siano molti professionisti che sono convinti di farla, ma stanno facendo altro,è un dato di fatto.

  39. George

     /  5 febbraio 2013

    Questo conferma che nell’ABA italiano di oggi vige la più totale anarchia e discrezionalità. Questo rende questa disciplina, così potente, ancora più pericolosa di quanto non lo sia già. Pare più ragionevole starne alla larga.A che serve la certificazione di Gesù se poi ti capita Giuda. In quel caso il rapporto era 1 a 11, e sono stati gli altri undici a fare la storia. Per ora, sul Pianeta Terra siamo Avanti Cristo.

  40. Paperinik

     /  5 febbraio 2013

    Che io sappia non vi sono consulenti nel SSN. Quanto ai discepoli, mi sembra di ricordare che pure Giuda fosse uno dei dodici apostoli…….. Se una fa solo un semplice protocollo e non sta lavorando sui bisogni specifici del soggetto, non sta facendo un intervento ABA, nonostante sia discepola di chiunque, poi è da capire la sua esperienza specifica. In fondo pure per i credenti Giuda non è mica Gesù .

  41. George

     /  5 febbraio 2013

    Inizialmente abbiamo fatto il trattamento ABA proposto da un consulente del servizio pubblico ed in seguito, vista la superficialità e le regressioni del bimbo, ci siamo rivolti ad una discepola diretta della Principessa Italiana dell’ABA. Che dire?
    Se anche la Prinicipessa dell’ABA non fa l’ABA giusto, qual’è il vero ABA? Dove si trova questa chimera? Carneade… chi è costui?

  42. Paperinik

     /  5 febbraio 2013

    George, hai mai pensato che quella che stavate facendo voi fosse semplicemente ABA di scarsissima qualità?

    L’aba non deve normalizzare quanto fornire gli strumenti per cavarsela in “questo” mondo.

    Non vorrei che non vi avessero “venduto” un intervento basato sull’aba ,ma un mero protocollo aba.

    Mia figlia ha imparato a rapportarsi meglio con gli altri grazie all’intervento aba, non smettendo di fare aba, se vi è successo questo,ho grossi dubbi che il vostro fosse un vero intervento, quanto solo un protocollo da seguire.

  43. George

     /  5 febbraio 2013

    Cara amica Eva, ha centrato il bersaglio.

  44. eva maggiorelli

     /  5 febbraio 2013

    quindi semplifcando al massimo:
    – c’è chi ritiene l’aba di per se’ perfetta in quanto SCIENZA per cui tutti gli eventuali difetti o problemini sono da ascrivere alle mancanze dei consulenti più o meno prezzolati
    – c’è chi invece la trova “difettosa” di per se’ perchè mancante di “pezzi importanti” per lo sviluppo del bambino

    ho capito bene?

  45. George

     /  4 febbraio 2013

    Cos’è massoneria? noooooo…
    Semplicemente (parlando in metafora) anziché parlare e scrivere, parlare e scrivere ai nostri figli; noi li ascoltiamo, li osserviamo e ci interroghiamo sui progressi che, smessa l’ABA, che spara cannonate per poi contare i sopravvissuti e poi ri-spara cannonate per poi ri-contare i sopravvissuti (tramite un eccellente metodo scientifico) li lasciamo un po’ stare tranquilli per accorgerci che, smessa l’ABA dicevo, qualcosa emerge da solo. Sempre in metafora (ma non tanto) quando togliamo il tavolino da davanti ai nostri figli loro si accorgono di noi e magari ci vengono incontro. A noi, almeno, è accaduto così. Che ci vuoi fare. Magari è accaduto per caso (secondo noi è solo merito suo). Ma se non avessimo interrotto l’ABA chissà se ce ne saremo accorti in quanto diceva e faceva sempre le stesse cose da sei mesi. Mah…

  46. Gianni Papa

     /  4 febbraio 2013

    George, non abbiamo capito qual è il tuo approccio preferito. Non è che sei dell’agenzia DIRE?

  47. George

     /  4 febbraio 2013

    La critica va dunque oltre ai consulenti bravi o meno bravi, “moderati” o non “moderati”, alle principesse dell’ABA o alle Cenerentole dell’ABA…. Va proprio oltre l’approccio logico numerico. Diciamo che si può avvicinare di più alla scienza medica, che non è una scienza esatta, rispetto all’ingegneria o alla matematica che sono scienze esatte.

  48. George

     /  4 febbraio 2013

    L’autismo, in quanto non “normale” e non “normato” (poiché non risponde a norme ripetibili e sempre uguali nel tempo e nello spazio) si pone al di fuori del metodo scientifico Leonardiano, di conseguenza l’approccio scientifico diventa utile ma non esaustivo.

  49. George

     /  4 febbraio 2013

    Intendevo sostenere proprio ciò che afferma Amirah.
    Sulla Terra l’ABA può essere utile ciò, a mio avviso, non significa affrancare il soggetto autistico, ma semplicemente modificarne il comportamento esteriore.
    Stimo molto il lavoro di Gianni che con il suo blog rompe la barriera del silenzio sull’autismo permettendo opinioni, seppur forti, ma autentiche e stimolanti.

  50. Gianni Papa

     /  4 febbraio 2013

    Appunto: confondi. Tu hai trovato “terapisti comportamentali” (cioè che si ispirano ai principi dell’analisi del comportamento applicata”) bravi e poi hai avuto a che fare con dei terapisti imbroglioni che vogliono spellare soldi…
    Io non ho adorazione per l’ABA. Io penso che può esserci un ingegnere che fa schifo, ma questo non mette in discussione l’ingegneria.

  51. amirah

     /  4 febbraio 2013

    Al supermercato non ho mai sentito parlare di aba. Questo tua adorazione all aba nn vuol dire che debba piacere a tutti. Io nn ce l ho cn sto aba come metodo di approccio x bambini cn dsa ma mi da fastidio sentire dire che è l unico che potrà salvare I nostri bambini, nn è cosi . Possiamo dire che le terapie comportamentale danno risultati questo sì. Che si chiamino ABA o cuscus nn importa. In più io ho avuto a che fare con terapisti aba almeno cosi si difinivano. E la mia conclusione è sempre quella. È presa x il culo ai genitori spellando più soldi possibile. Mio figlio (che nn fa aba) ha fatto progressi impressionante con semplice terapie comportamentale seguendo I suoi ritmi e I suoi interessi

  52. Gianni Papa

     /  4 febbraio 2013

    Amirah, non sull’ABA, ma sulla figura del consulente ABA. L’ABA è la scienza del comportamento applicata: non identificare con ABA anche il supermarket.

  53. Gianni Papa

     /  4 febbraio 2013

    George, tu sei fuori. La canzone che commenti parla di una “figura obsoleta” nel senso che guarda al futuro, quando ci sarà un modello etico e dignitoso per tutti di ABA. Se parli di emozioni ed empatia, però, a parte che dovresti dirci “come” ci lavori, sulle emozioni e sull’empatia, se non con la Token economy e il timer… credo proprio che hai sbagliato indirizzo.

  54. amirah

     /  4 febbraio 2013

    Finalmente qualcuno la pensa come me sull aba

  55. George

     /  4 febbraio 2013

    Più Giulio cresce, più ci si accorge, pur nella diversità dei soggetti, di quanto le emozioni che questi questi bimbi suscitano, siano condivise da tutti noi genitori. Nulla ha a che fare con l’ABA, in quanto mirano a fornirci gli strumenti per capire davvero i nostri figli, per aiutarli, non per aiutare i genitori a sentirsi compiaciuti dei nuovi comportamenti, socialmente accettati, dei propri figli. E’ importante entrare nell’intimo del proprio bambino fino a comprenderne le motivazioni che lo spingono a certi comportamenti. Non c’è niente da rinforzare né da punire, non ci sono timer né token economy che condizionano a migliorare o ad estinguere i comportamenti problema, ma l’empatia profonda che raccoglie le percezioni che determinano i comportamenti, e quindi si deduce che non si possono punire o rinforzare le percezioni sensoriali. Se un rumore o un suono scatenano davvero una reazione dolorosa nei nostri figli, non possiamo punirli perché non percepiscono i rumori e i suoni come noi. Il loro disfunzionamento, anche sensoriale, li porta ad una conoscenza errata del mondo e non possiamo pensare che un ovetto Kinder attutisca un sibilo sconvolgente. C’è un profondo rispetto per la persona che funziona in modo diverso. L’ABA non rispetta la persona, non cerca di capirla per aiutarla, ma cerca di adattarla, col condizionamento, al nostro mondo. Siamo noi normali che dobbiamo avere una vita più facile, di conseguenza, obblighiamo i nostri figli, così diversi, ad assomigliarci. Ed invece i deboli, che abbisognano di aiuto sono loro, e proprio del nostro aiuto.

  56. mammam

     /  29 gennaio 2013

    Penso che mi tocchi dire una cosa cattiva questa volta. Nell’ormai non lunghissima ma intensa esperienza di mamma di un bambino autistico, ho conosciuto tanti consulenti. Ne ho sentite dire di tutti i colori, ma la cosa che ho visto fare nel 99% dei casi è confondere la scienza con la tecnica. ABA si basa su una teoria oggi confermata in larga parte da dati empirici e queste evidenze scientifiche sono state tradotte in diverse procedure di insegnamento. Io vedo applicare sempre le stesse e se si abbraccia una corrente di pensiero difficilmente si riesce a vedere il resto. Il mand training non è l’echoic (o cosa per esso) to mand. Non è vero sempre che il bambino è frustrato e allora si fa errorless learning. Questo significa fare ipotesi su cosa prova il bambino… le ipotesi sono sempre supportate dai dati! Non esistono mode nè correnti di pensiero in una comunità scientifica. Gli psicologi italiani non hanno mentalità scientifica. Mettetevi a studiare altrimenti sempre più genitori faranno a meno di voi e non solo per motivi economici. Smettetela di non rispondere al telefono. Io non posso permettermi di non rispondere al telefono quando mi chiama un cliente e credetemi, oggi non lo sapete ancora, ma non potete neanche voi.

  57. Loredana

     /  29 gennaio 2013

    Penso che la canzone si riferisca a un’ipotetica situazione futura e auspichi il superamento della figura del consulente ABA nelle varianti in cui oggi la conosciamo. Divertente e d’avanguardia.

  58. amirah

     /  29 gennaio 2013

    Che brutta la voce del cantante 🙂

  59. Enzac

     /  29 gennaio 2013

    Il punto iniziale ,secondo me , non e’ ” come sta lavorando male” quel tale consulente ABA ma con quali titoli tale persona si “autoproclama” consulente ABA a discapito di chi non sa discriminare tra millantatori e non. Quindi se iniziamo a distinguere tra chi si autoproclama consulente ABA e chi invece ha acquisito questo titolo, all’interno di questa seconda categoria e’ meno probabile trovare persone incompetenti e diventa più semplice saper discriminare. Chiaramente qualcuno dira’ che il titolo di consulente non esiste ,ma io mi riferisco,,nel campo dell’autismo, ad analisti comportamentali certificati.

  60. michele scirocco

     /  29 gennaio 2013

    un capolavoro…. anche se si sente la mancanza dei latrati di Dario B.

    Condivido a pieno i concetti e le denuncie espresse nel testo…..
    NON FATEVI FREGARE I SOLDI ED IL TEMPO …… SOPRATUTTO IL TEMPO GIUSTO PER ABILITARE VOSTRO FIGLIO!!!!!!!!!

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