Oggi educare i bambini con autismo è possibile. Non farlo è una responsabilità.


Guardiamo avanti. Volevo scrivere anch’io la mia testimonianza, ma sarebbe stata troppo simile alle altre. La maggior parte di chi ci legge sa già cosa trova un genitore quando esce dall’ospedale o dal centro che ha fatto la diagnosi.

Vorrei solo dire che l’autismo è una disabilità dura da vivere ma che lascia uno spazio ampio per essere combattuta. Dall’ autismo non si guarisce, ma si può convivere con l’autismo, imparare nonostante l’autismo. Quando si diagnostica un bambino, non è possibile dire mai. Non sappiamo cosa sarà in grado di fare e per questo bisogna accettare la sfida. Un bambino con autismo può darvi grandi soddisfazioni, anche se dovrà combattere sempre con la sua disabilità.

Nel titolo ho riportato le parole di Enrico Micheli, sono del 2008. Non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma ieri ho letto il documento linkato su AI e ho capito di non avere grandi cose da aggiungere, perchè come fare si sa, ci sono esperti che non avrebbero difficoltà a dire come portare ABA, o qualsiasi altro tipo di insegnamento scientificamente validato, nella scuola italiana. Ciò che in questi anni ha impedito di farlo è altro. Ci si è dati sempre altre priorità, mentre per lo sviluppo di tutti gli esseri umani l’istruzione è la prima delle necessità.

Una riforma a costo zero potrebbe permettere di dare ai bambini autistici l’istruzione a cui hanno diritto.

Questo lo dico non solo agli altri genitori, ma agli insegnanti, ai pediatri, ai neuropsichiatri, agli psicologi, a chi sta nelle istituzioni e anche a chi con l’autismo non c’entra niente. E’ una questione unicamente di civiltà.

Ho potuto continuare a lavorare e occuparmi di mio figlio solo grazie alla solidarietà di chi condivideva il lavoro con me da “prima”, di chi ha dimostrato di essere un vero amico o una vera amica, di chi mi ha dato le informazioni per trovare le persone giuste, per questo so che l’Italia è un paese che ha sensibilità ed è un paese civile abbastanza per sentire questa responsabilità. Una riforma a costo zero potrebbe permettere di dare ai bambini autistici l’istruzione a cui hanno diritto.

Riporto i punti principali del pensiero di Micheli:

    • Per insegnare ai bambini autistici ci vuole mestiere e un’organizzazione. “Non illudersi che senza un mestiere e senza una organizzazione si possa svolgere un compito di questo livello. Il risultato medio sarà comunque un fallimento”. Gli insegnanti oggi, nonostante la legge sull’integrazione, non hanno gli strumenti per lavorare con un bambino autistico.
    • Servono dei “Luoghi esperti e intelligenti”, nella sanità e nella scuola. Questi luoghi sono “”Centri autismo” con innovazioni organizzative in grado di offrire diretto intervento e competente consulenza psicoeducativa” e “Scuole pilota con organizzazioni in grado di non sprecare nemmeno un minuto del tempo del bambino”.

Questo è il link al documento
http://www.specialeautismo.it/upload/autismo/gestionedocumentale/Micheli_784_2069.pdf

Spero che chi si occupa di autismo voglia intervenire e dire la propria opinione, e auspico che questo tema venga discusso in modo adeguato da chi in questo momento si sta occupando a livello istituzionale di autismo.

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