LA MONTAGNA (sempre più grande) E IL TOPOLINO

Nell’indagine sull’autismo del 2011 di Fondazione Serono  (http://www.fondazioneserono.org/disabilita/la-centralita-della-persona/lindagine-sulle-persone-con-autismo-disabilita/introduzione/) potrete trovare, tra i tanti dati, anche i seguenti:

“Hanno seguito una terapia farmacologica nell’ultimo anno, per classe d’età
della persona con autismo (val. %)
7,4% da 3 a 7 anni
14,7% da 8 a 13 anni
49,4% da 14 a 20 anni
57,6% oltre 20 anni”

Nel giro di soli 5 anni, dai 14 anni la % triplica.

Inefficacia a lungo termine degli interventi educativi?
Età e stanchezza dei genitori?
Servizi socio-sanitari scarsi o inesistenti e non mirati al recupero?
Inevitabile prognosi negativa nella transizione all’età adulta?

Nel 2013 (ISTAT) risultano in Italia circa 8,4 milioni di individui tra 0 e 14 anni.

Calcolando anche la sola incidenza stimata di casi gravi (1 su 1000) e considerando una spesa mensile ottimistica tra ASL, Famiglia, Ministero Istruzione (sostegno) di circa 5.000 euro, viene speso circa mezzo miliardo di euro all’anno.

Questa cifra diventerebbe man mano di 5 miliardi all’anno se veramente l’incidenza fosse uno su 100 e tutti (gravi e meno gravi), come auspicabile, accedessero ad una presa in carico globale e intensiva.

Lo sforzo economico è sicuramente anche un indicatore di tutti gli altri immani sforzi che vengono profusi, soprattutto dalle famiglie.

Non so se negli scorsi 15 anni si sia speso l’equivalente mezzo miliardo di euro all’anno, ma i dati dello studio Serono danno a mio avviso un quadro abbastanza fallimentare del risultato prodotto, nonostante l’impegno che immagino appassionato e spasmodico dei singoli genitori, di qualche professionista e ricercatore e delle associazioni. Sarebbe interessante avere i dati storici degli scorsi 15 anni rispetto all’uso di farmaci e alle istituzionalizzazioni per meglio valutare se è in atto un cambiamento, un trend positivo … o per ripensare pesantemente a come generare un futuro migliore..

La montagna non deve partorire il topolino.

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