Il convegno dell’Associazione ADDA a Caraffa del Bianco

Riceviamo e pubblichiamo. Una sola osservazione: gli educatori professionali nel nostro ordinamento possono essere scelti “in base ai curricula, di concerto con l’Istituto Comprensivo e l’unità multidisciplinare dell’ASP“. In altre parole, la legislazione vigente consentirebbe già di avere una figura professionalmente adeguata accanto ai nostri bambini.

Guardare all’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili a scuola, sotto una luce nuova. E’ stato questo il senso della manifestazione che ha avuto luogo Sabato 10 Maggio nel pomeriggio a Caraffa del Bianco, nella splendida cornice di Piazza Municipio e dedicata proprio a questo importante argomento.
Promosso dell’associazione A.D.D.A. (Diritti Diversamente Abili) e patrocinato dal comune di Caraffa rappresentato al tavolo dei relatori dal sindaco Stefano Umberto Marrapodi, il convegno ha visto la partecipazione di un folto pubblico, attento nell’ascolto dei numerosi relatori che si sono avvicendati negli interventi.
Dopo i saluti di Marrapodi si è entrati nel vivo della tematica attraverso un’analisi attenta delle modalità che hanno consentito al comune di Caraffa di garantire da ben quattro anni l’assistenza socio educativa ai due bambini disabili del Comune. In tempi in cui il patto di stabilità impone difficoltà oggettive a chi è chiamato ad amministrare, si riescono ancora a vedere esempi di buona amministrazione. La destinazione delle risorse, per quanto esigue rimane in primo luogo un problema, non solo di capacità progettuale ma soprattutto di volontà politica. Lo dimostra il caso di Caraffa del Bianco, la cui amministrazione, guidata dal sindaco Stefano Umberto Marrapodi, ha trovato il modo, non solo di garantire i diritti all’assistenza educativa dei due bambini diversamente abili cittadini di Caraffa, ma di assicurare la continuità del servizio mediante la stipula di contratti a tempo determinato (per tutta la durata dell’anno scolastico) con educatori professionali scelti, in base ai curricula, di concerto con l’Istituto Comprensivo e l’unità multidisciplinare dell’ASP. Una formula che consente, peraltro, di evitare reiterati avvicendamenti, non certo proficui sotto il profilo psicologico e didattico.

Puntuale e precisa la disamina del responsabile dell’area amministrativa e servizi sociali Michele Germanò che, curando gli aspetti puramente tecnici, ha chiarito l’iter burocratico che vige dietro l’erogazione del servizio. Collaborazione, sinergia d’intenti e azioni programmatiche consentono al comune di Caraffa di proseguire in questo percorso. Collaborazione che spesso manca in moltissimi comuni della provincia, e non solo, e che provoca inefficienze e mancanza di servizi.
Da questo punto di vista, è stato assai puntuale e prezioso il contributo offerto dal presidente della III commissione politiche sociali Alessandra Polimeno attraverso un’analisi degli strumenti normativi messi a disposizione dalla Provincia che interagisce con gli istituti scolastici e coi Comuni anche quando questi ultimi, come denunciato proprio dall’Adda, non producono la documentazione sufficiente a sfruttare appieno i fondi e le opportunità che la legge mette a sostegno degli alunni diversabili.

Ma la dottoressa non è stata l’unica rappresentante istituzionale presente al tavolo dei relatori, prezioso anche il contributo del consigliere regionale Tilde Minasi che, forte anche della sua esperienza politica come assessore alle politiche sociali del comune di Reggio Calabria, ha ricordato come sia importante poter contare su docenti preparati e motivati.
Importanti anche i contributi di Ilenia Voce, educatrice professionale e delle rappresentanti dell’associazione “Per Mano” di Reggio Calabria, nonché dell’insegnante Caterina La Torre. Un esempio di coraggio, di forza è quello che quotidianamente l’associazione Onlus “Per mano” di Reggio Calabria ci offre dal 2002 con un sostegno concreto alle famiglie che affrontano il disagio della distrofia muscolare. L’esempio di “Per mano” è la dimostrazione che la diversità non è emarginazione ma arricchimento.

Vito Crea, fondatore e leader dell’associazione ADDA parte da questa constatazione e chiarisce davanti al pubblico di Caraffa da dove parte l’impegno dell’Adda che, come primo atto, ha inviato a tutti i dirigenti scolastici della Provincia la modulistica per la richiesta ai comuni del materiale didattico specialistico, giusta la circolare della Provincia di Reggio Calabria del 06.02.2014 relativa alla legge regionale 27/1985.
Tra le ultime iniziative promosse dall’associazione la raccolta firme per il sostegno alla campagna “Cresco Attivo”, che trae spunto dalla proposta di legge dell’atleta e parlamentare Laura Coccia per insegnare l’educazione fisica e sportiva nella scuola primaria. Realizzare quel connubio tra attività, partecipazione e pathos in grado di sollecitare la collettività al rispetto dei propri doveri con l’obiettivo che ogni comune, ogni istituzione si faccia carico delle proprie responsabilità. Bisogna partire da un semplice principio: dietro la diversità c’è una persona che ha gli stessi diritti degli altri, è questo l’impegno dell’Adda che non si ferma a Caraffa, ma prosegue il suo viaggio e la sua lotta, per dare voce a chi voce non ha.
Il responsabile del nostro sito, Domenico Distilo, nel suo intervento si è soffermato sulle difficoltà delle famiglie a far valere e a far rispettare i diritti dei figli disabili, diritti spesso calpestati da dirigenti scolastici dalla forma mentis ottusamente burocratica e da amministratori che ritengono non sia elettoralmente remunerativo puntare sulla disabilità.

In conclusione: una tappa importante nel percorso che l’ADDA ha disegnato. La prossima sarà la battaglia per l’attribuzione alle scuole della provincia di Reggio Calabria di un numero adeguato di posti di sostegno, visto che i numeri comparsi nell’organico di diritto pubblicato da qualche giorno sul sito dell’ATP di Reggio Calabria sono assolutamente insufficienti.

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