SONO INCAZZATA

riceviamo e pubblichiamo

 

 Buongiorno
parto subito con le mie incazzature.
Sono arrabbiata perché ho un figlio autistico e non so il perché.
Sono arrabbiata perché aveva solo nove mesi quando mi sono accorta che qualcosa non andava e mi hanno dato tutti della pazza.
Sono arrabbiata perché quando l’hanno scoperto gli altri e io ho dovuto combattere col mio dolore mi hanno dato della pazza.
Sono arrabbiata perché la gente associa l’autismo alla demenza mentre mio figlio è brillante e furbo e quando lo dico agli altri mi guardano con fare pietoso.
Sono arrabbiata perché in tv strumentalizzano questi bambini senza pietà.
Sono arrabbiata per tutte le sciocchezze he si dicono sulle cause dell’autismo.
Sono arrabbiata perché sono in attesa del mio secondo figlio e non c’è modo di sapere se sarà autistico anche lui.
Ma sono incazzata perché quando a mio figlio è stata fatta la diagnosi di autismo frequentava una scuola materna religiosa che senza troppi complimenti ci ha detto che dovevamo cambiare scuola perché non avevano fondi per il sostegno e quando mi sono offerta di pagare io il sostegno mi hanno detto che non potevano comunque tenerlo lì e hanno ignorato per tutto l’anno i consigli della terapista che a fatica siamo riusciti a introdurre nella scuola che tanto sarebbero serviti a mio figlio per interagire con loro.
E sono incazzata perché quando ho denunciato la cosa alle varie associazioni per la difesa dei bambini con disabilità tutti anno fatto spallucce dicendomi che è la politica delle scuole religiose e che avrei fatto bene a iscriverlo a una scuola pubblica. Alla faccia della difesa dei diritti dei bambini con disabilità.

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MOM POWER!

Arrivato attraverso il nostro form

recupero%20online.png[1]Sono una mamma di un ragazzo di 18 anni, assolutamente recuperato (brutto questo termine).

Mio figlio suona benissimo il pianoforte, studia canto lirico, frequenta un liceo musicale.
Ai tempi non c’ era l’ aba, ci volevano secoli prima di trovare qualcuno che ti dicesse cosa fare, non ti spiegavano nulla.

Io ho saputo della diagnosi dal dentista quando sono andata per far curare un dentino cariato al mio bambino di 7 anni… mi sono sentita dire … “ma cosa pretende signora, che glielo curiamo senza anestesia generale???”

E – sventolandomi sotto il naso il tesserino sanitario – mi ha detto, la gentile dentista di cui ho rimosso volto e luogo di lavoro: signora , suo figlio E’ AUTISTICO!!!
Comunque dall’ eta’ di quattro anni mio figlio ha fatto psicomotricita e poi ho lavorato ogni secondo con lui.

Ho PRETESO il contatto fisico passando pomeriggi a fare il cavalluccio con lui sulla schiena, per poi finire a rotolarmi sul tappeto con lui fingendo di essere il personaggio di non ricordo quale cartone animato.

Mio marito è durato poco ancora con me, non trovava la cena pronta!!

Ah, dimenticavo di dirvi che avevo anche una bimba di 7 anni piu grande che ogni sera andava a cercare le lenzuola del letto in giro per casa (perche suo fratello disfava i letti) e si faceva ogni sera il letto prima di andare a dormire.

Far dormire suo fratello era un operazione che durava sin dopo la mezzanotte. Questo non un giorno, anni!!

Ah, dimenticavo, HO PRETESO anche da mio figlio il contatto oculare ed ogni volta che dovevo parlargli me lo mettevo sulle ginocchia e lo obbligavo a guardarmi!

Un operazione semplice come allacciarsi le scarpe ha richiesto suppergiu un anno di lavoro e di estenuanti attese prima di uscire. Col tempo mio figlio cucinava, insieme a me, usando anche il coltello tagliente, sbucciava le patate col pelapatate, si vestiva da solo, si faceva la doccia da solo, si preparava la cartella da solo.

Ora c’ e’ di moda il metodo aba che sara efficacissimo, non metto in dubbio, ma perche’NON SI INSEGNA ALLE MAMME QUESTO METODO???

Perchè mamme che ce l’ hanno fatta, come me, che hanno anni di esperienza sull’autismo sono disoccupate e fior di psicologi, educatori ed insegnanti lavorano al recupero di questi ragazzi, magari solo dopo aver fatto un corso on line?

E con quali risultati… Io non ho applicato l’ aba ma il buon senso: ho lavorato per obiettivi risolvendone uno alla volta.

Ed ha funzionato.

Perciò, mamme, non arrendetevi e PRETENDETE di essere aiutate in famiglia (io ho lasciato il mio lavoro) e di essere istruite per utilizzare vostre risorse 24 ore su 24.

Vostro figlio ha bisogno della vostra competenza, non solo di terapisti che lo vedono poche ore la settimana o al giorno.

Con l’ augurio di poter stupire anche voi un domani prossimo per il grado di sicurezza ed indipendenza raggiunti da vostro figlio!

CLAUDIA

“LA MIA ESPERIENZA CON IL METODO ABA”

Abe[1] PROMUOVIAMO AL RANGO DI POST UN COMMENTO A UN VECCHIO ARTICOLO 

 

vi spiego la mia esperienza con il metodo ABA senza voler sceditare o valorizzare nessuno, sarete voi a giudicare, fermo restando ke ogni esperienza e’ personale e ogni bambino e’ unico e nn puo’ essere generalizzato.
mia figlia affetta da disturbo pervasivo dello sviluppo e della comunicazione ha cominciato la classica terapia di psicomotricita’ all’eta’ di 22 mesi, poi sotto consiglio della neuropsichiatra infantile dell’ASL ho cominciato verso i 4 anni il metodo ABA dove ero “costretta” a vedere la terapia di mia figlia tramite uno schermo posto al di fuori della stanza.

si cominciava la mattina alle 9 per finire alle 15.30 durante queste ore le terapiste si alternanvano da bambino a bambino per svolgere le diverse terapie.

ho visto mettere mia figlia in un angolo faccia a muro finke’ nn si calmava, si contava fino a dieci se la bambina fino a quel momento nn urlava piu’ ritornava al suo posto se invece prima dei dieci secondi piangeva o urlava si ricontava d’accapo oppure gli veniva passato l’unghial (una sostanza amarostica ke viene usata dalle persone ke hanno la tendenza a mangiarsi le unghie) sulle labbra. poi mi avevano kiesto di portare una crema per il corpo perke gli avrebbero dovuto fare dei massaggi (mai fatti) ma durante una seduta poike mia figlia strillava, visto ke l’unghial era finito la terapista penso’ bene di passargli la crema sulla bocca e il risultato fu ke a mia figlia piacesse il sapore e pensarono di usarla come rinforzo, (cosa a cui nn acconsenti’ assolutamente) per nn parlare del tentativo di toglierle il pannolino, mi fecero comprare un cronometro, appena arrivati mia figlia andava in bagno poi se nn faceva la pipi si impostava il cronometro ad intervalli di dieci minuti e rimaneva seduta per circa due tre minuti sul water, provammo per 15 giorni poi mi dissero ke mia figlia il pannolino nn lo avrebbe tolto e di nn tentare piu’.

sara’ pure ke sono testarda ma a casa ho riprovato e mia figlia in una settimana si e’ tolta il pannolino di giorno e dopo 10 giorni anke di notte.

nel frattempo mia figlia era diventata una bambina violenta soprattutto nei miei confronti ed anke senza un motivo, sono scappata a gambe levate e quando ho kiesto conferme (se il mio nn fosse stato un passo troppo affrettato e dettato solo dal “cuore di mamma”) con i piu’ illustri nomi della neuropsikiatria infantile dove ho portato mia figlia mi hanno rassicurata e addirittura elogiata.

ora rimando a voi la decisione di cio ke il metodo ABA possa essere o nn essere tenendo ben presente la premessa sopra fatta.

Anche le mozzarelle partecipano al 2 aprile

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verso “l’esterno” la giornata del 2 aprile va benissimo, accendiamo tutto, sensibilizziamo, etc, vanno bene pure le mozzarelle alla diossina…”all’interno” però cerchiamo di non usarla come giornata del “tutto va bene” e di non farla usare a tanti come giornata del condono rispetto a gravi e pesanti responsabilità