SEGNALA GLI ULTRAPSICODINAMICI!

Ci sono pediatri che dicono “diagnosi del genere non si fanno a 3 anni, ce ne vogliono almeno 7″…

Ci sono neuropsichiatri che sfornano diagnosi come “disturbo dell’affettività con tratti autistici!!!”

Ci sono psicoterapeuti che ancora propagandano le teorie di Bettelheim e soci…

FAI UNA AZIONE BUONA: SEGNALA GLI ULTRAPSICODINAMICI!!!
ESPONILI AL PUBBLICO LUDIBRIO!!!

Basta solo lasciare un commento con la segnalazione…

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76 commenti

  1. Davide

     /  9 settembre 2016

    Non ho ancora avuto alcuna diagnosi e non so se andrò a vedere qualcuno nonostante mi riveda in parte nella sindroem di Asperger. Un neurologo e una psicologa mi hanno tenuto , privatamente, per 10 anni con le loro cure dicendomi che soffrivo di distimia e secondo la psicologa mio padre mia aveva inquinato (glielo ha anche detto direttamente più volte). Ho concluso le “terapie” quando la psicologa è finita sul giornale per aver accoltellato suo marito…. Spero che voi altri riusciate a trovare gente più competente.

  2. stefania

     /  11 novembre 2012

    Praticamente a Reggio fanno una terapia dove includono un pò tutte cioè un sistema curante con un modello integrato di trattamento, ma si tratta di 2 e dico 2 ore settimanali, il parent training di 6 incontri totali ogni 15 giorni e stop. Le dimenticanze sono dipese sicuramente dalla persona che lo segue “burocraticamente” cioè la psicologa, che tra l’altro è stata cambiata da poco, ma questo non giustifica le dimenticanze…insomma ci si può scordare di fare una fattura, ci si può scordare di fare la spesa, ma non ci si può scordare dei bambini di cui ti occupi…io dico che se questo è il loro lavoro, devono svolgerlo al meglio, insomma, per la tua dimenticanza, potresti fare del “male” a qualche bambino (il mio ha perso 2 ore a sett., moltiplicatelo x 4 settimane cioè un mese, e poi moltiplicate fino a dicembre sono oltre 20 ore di sostegno perse, che non sono proprio una fischiatina…. Non ci hanno MAI parlato di questa dott.ssa Visconti, nè l’abbiamo mai incontrata, ma hanno sentito il parere di un certo dott.re Alvarez direttamente dalla Spagna. Poi diciamo che anche la psicologa dell’Asl di reggio subentrata all’inizio, quando eravamo ancora in controllo con il Maggiore, non ne aveva capito nulla neacnhe lei, anzi, una volta ci disse che probabilmente poteva arrivare mio figlio a mangiare i cavi o i fili del telefono……!! pensava fosse una Tourette…..mahhhh!!!!!

  3. vanessa

     /  11 novembre 2012

    Veramente allucinante, io considererei, eccome, l’ipotesi di una denuncia alla struttura ospedaliera. Peccato che sia andata così considerando che al Maggiore, a pochi metri da dove il bimbo è stato visitato e diagnosticato dalle due citate dottoresse, ci fosse una delle migliori specialiste italiane in autismo, che evidentemente non è stata interpellata!?! Anche sui servizi di Reggio Emilia sono rimasta sorpresa, perchè so che è un territorio all’avanguardia, dove addirittura un’associazione anni fa ha ottenuto finanziamenti per aba a casa e a scuola. E non per la psicomotricità….

  4. stefania

     /  11 novembre 2012

    Ciao a tutti, io vorrei soltanto sfogare la mia rabbia, per troppo tenuta stretta, mio figlio ha quasi 8 anni e da poco abbiamo avuto la diagnosi di Aspeger. Quando aveva 3 anni lo abbiamo portato all’ospedale Maggiore di Bologna (e qui faccio anke nomi e cognomi!!!!) dove una certa dott.ssa Pini e Giannotta, dopo aver diagnosticato tic,poi ansia, poi distonia-discinesia, farmaci vari quali antiepilettici (presi per piu di due anni),antiskizoidi (orap),ecc mi dissero che il problema erano questi movimenti stereotipati, dati dall’ansia che gli trasmettevo sicuramente io, perchè loro avevano notato che io ero una mamma ansiosa(che io dico…quale mamma nn sarebbe ansiosa con il proprio figlio pieno di fili in un ospedale..??…mahh). Ci hanno dimesso con un consiglio: iscrivere il bambino a ginnastica ritmica, in modo da poter coordinare i suoi movimenti e la goffaggine, il bambino er aintelligente ai test cognitivi, quindi per loro era tutto ok….!!!! poi andando a Milano al Besta, FINALMENTE, DOPO 3 ANNI d’inferno, tra esami, farmaci e ginnastiche varie,ci indicarono la forte possibilità di una forma dello spettro autistico, che poi tramite i test che noi tutti conosciamo (PEP,ecc…)escludendo tutte le altre varie patologie, gli hanno diagnosticato l’Asperger, dopo quasi 4 anni dall’inizio di tutto. Quando dicevo che c’era qualcosa che non andava, i medici mi prendevano per ansiosa,matta,visionaria, beh ora vorrei fare un applauso a quei “bravissimi” medici che ci hanno fatto perdere tempo prezioso,riempiendo il mio bimbo di aghi,farmaci,visite e ricoveri….complimenti, e da quello che sò, lavorano ancora presso il Maggiore, probabilmente questa è una cosa che denunzieremo,io e la mia famiglia stiamo valutando e sinceramente non sappiamo a chi rivolgerci, anche perchè, volendo essere onesta, adesso è stato preso in carico dalla asl di competenza,noi attualmente facciamo il parent training,lui fa 2 ore a settimana presso una struttura del centro per l’autismo di reggio emilia, fà logopedia una volta ogni quanto serve, psicomotricità l’ha terminata,non xkè non ne avesse bisogno,ma xkè ci sono molti bimbi,, quindi il tutto se si vuole si fa a pagamento,insomma, pur essendoci tanti bei discorsi da parte negli neuropsichiatri, e tante “iniziative” a parole, di fatti ne vediamo ben pochi. Già si sono scordati la nuova certificazione per il sostegno, così mio figlio ha perso 2 ore rispetto all’anno scorso, con la scusa che sono fatte il 22 novemnbre….(era scaduto a giugno)….si sono scordati di convocare a riunione le insegnanti, da noi fanno gli incontri,o perlomeno dovrebbero fareli 2 volte all’anno, il team che segue il bambino e i maestri, ma si sono scordati anche questo, insomma, noi ci sentiamo lasciati a noi stessi e fin’ora ho lottato come una tigre e graffiato come una pantera per poter saltarci fuori, ma adesso siamo veramente stanchi!! come si può pretendere ds uns famiglia di essere genitori,psicologi,dottori,segretari,di occuparci delle parti burocratiche degli appuntamenti tra di loro e stare continuamente in angoscia per paura di essere scordati……..!!!!!!

  5. mirjana

     /  8 novembre 2012

    Sto pensando in quanti siamo. E pure noi questa settimana dobiamo fare la guerra con il comune per metere a nostro figlio un educatrice aba a posto del educatrice esistente che non ha nessuna formazione. Tutto questo perche nostro figlio comincia a fare un percorso intensivo aba. Sembra un missione impossibile con la scuola, anche se abiamo trovato la eduacatrice e anche se una parte la paghiamo noi.

  6. Paperinik

     /  29 maggio 2012

    Antonio scrive:
    //Una causa ci deve essere che porta all’autismo. Ricercate quella, non adagiatevi nelle terapie riabilitive//

    Anche trovando la causa, in che modo ci aiuterebbe, mica è detto sia reversibile (specie se è neurologica e non psicodinamica), quindi credo che il lavoro riabilitativo oòtre che necessario e utile, non possa essere considerato un ripiego di nessun genere, ma è una scelta prioritaria.

  7. Rileggete bene i due miei articoli, specialilmente l’ultimo, Autismo, 10 anni dopo. E leggetevi anche i lbri di Oliver Sacks.
    Una causa ci deve essere che porta all’autismo. Ricercate quella, non adagiatevi nelle terapie riabilitive.
    Cordiali saluti a tutti.
    P.S. Ancora una volta, non voglio esere asasociato ai nazisti.

  8. da aggiungere alla lista di Paperinik : non accettano le diagnosi e i consigli di professionisti competenti piu’ bravi di loro

  9. farfallina

     /  26 maggio 2012

    purtroppo devo confermare tutte le cause della “rabbia” elencate da Paperinik…
    così è… l’ikea fornisce più informazioni e consigli pratici per montarti i mobili di quanta ne diano loro per aiutare bambini e famiglie…esperienza diretta e personale

  10. Niente di personale signor Antonio, però vorrei fare alcune precisazioni.

    lei scrive:
    //Oggi tutti fanno psicoterapia cognitivo-comportamentale.//

    Falso, solo una minoranza e solo privatamente, visto che il SSN,nonostante le LG 21,continua a passare interventi psicodinamici, veri palliativi. Forse siamo una minoranza rumorosa, perché vedendo dei risultati, siamo fra quelli che cerchiamo di promuovere qualcosa di utile.

    Mai parlato di guarigione io. Casomai si può parlare di recupero e vi sono alcuni casi che recuperano,ma non sono un numero sufficiente per fornirci indicazioni certe sul da farsi.
    Quello che vorrei precisare è che non si cerca la “guarigione” dall’essere autistici,ma si lavora si tutte le carenze per fornire loro gli strumenti cognitivi,emotivi,comunicativi,di automonitoraggio,di autocontrollo per cavarsela in “questo” mondo nel modo più autonomo e sereno possibile.
    La guarigione come termine intende un tornare ad uno stato iniziale (prima della malattia) che nell’autismo nemmeno ci è dato sapere quale sarebbe stato.
    Io sono fra quelli che pensa vi sia (in molti casi,non sempre) un danno neurologico, ma se non possiamo cambiare quello, dobbiamo arginarlo nel miglior modo possibile.
    Cercare traumi psicologici è un esercizio inutile, se non dannoso.

    Vede a me della guerra di “religione” fra cognitivismo,comportamentismo e psicodinamica non interessa molto a livello filosofico,casomai io ne valuto le applicazioni.
    Io di psicologia non so niente,anche se mantengo una forte antipatia per Freud dai tempi del liceo, perché ho sempre trovato offensiva la sua descrizione dell’uomo.
    Per questo mi meraviglio spesso, che gli psicodinamici abbiano poi il coraggio di trovare offensivo il comportamentismo.

    Infine, non se la prenda, ma ci sono molti motivi per il quale i genitori sono arrabbiati con gli psicodinamici in genere (siano npi o psicologi),gliene elenco alcuni in ordine sparso:

    – Colpevolizzano i genitori.
    – Fanno diagnosi fantasiose o comunque non fanno diagnosi precoci e precise.
    – Cercano il trauma familiare a tutti i costi.
    – Non offrono vere terapie e quando lo fanno sono i primi a non credere nella vera utilità di quest’ultime, tanto che offrono interventi blandi ,poco intensivi e rimandano l’intervento nel tempo, dicendo che è troppo presto.
    – Non informano sulle altre terapie.
    -Non offrono nessun consiglio pratico.
    – Vogliono far elaborare il “lutto” del bambino sano.
    – Sono presi da salvare il proprio lavoro ed i propri anni passati a studiare Freud e Lacan ,che si dimenticano del diritto alla vita ed al benessere dei bambini che hanno davanti.

    Per questo apprezzo tanto il passo indietro che ha fatto Laura.

  11. Paperin,

    Mi scusi. La mia era una considerazione generale. Oggi tutti fanno psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ma quelli che l’approfondiscono sono soltanto pochi. In America, dove è sorta, qualcuno ha voluto terapizzarci delle bulimiche con risultati del tutto inadeguati, se non passivi.
    Ma se sua figlia ha ottenuto dei risultati soddisfacenti, lei deve proseguire su questa strada. Non faccio filosofia sui malanni degli altri, e a me poco importa difendere questa o quella terapia psicologica. Non è questo il problema.
    Ma me piacerebbe arrivare alla radice del male.
    Che poi la cognitivo riesca a fare bene, beh! sono contento della scoperta e la tecnica usata dovrebbe essere messa a conoscenza di tutti.

    Considerato poi il comportamentismo e i condizionamento tramite associazioni e rinforzi (la prima tecnica è di tipo pavloviano e la seconda skinneriano) , a me, e mi farebbe una cortesia di dirlo al coordinatore del sito, mi fa male essere associato a Hitler. C’è chi ci pagherebbe di suo. Non sono io quello.

    Purtroppo la ricerca va a rilento sul piano neurologico. Si legga il libro di Sacks che trova nella mia bibliografia sull’articolo ultimo sull’autismo “Ripensare l’autismo”.

    Per quanto riguarda casi sporadici di guarigioni, si guardi quello riportato nel mio primo articolo di 10 anni fa sull’autismo. E ci credo che esistano, queste guarigioni straordinarie. Ma non siamo arrivati alle cause vere della genesi della patologia autistica.

    Cordiali saluti e molti auguri per sua figlia. Con un padre come lei ce la farà a guadagnare anche più sicure mete di guarigione e a percorrere stadi sempre più importanti di salute mentale e fisica. Mi creda, glielo auguro di cuore. In tutta questa diatriba non volevo nemmeno entrarci, perché penso di capire, da psicoterapeuta, quanta sofferenza deve avere una persona, un padre, che ha una figlia autistica, e quanta trepidazione lo assale per ogni minimo miglioramento. Non siate arrabbiati con gli psicologi di altre scuole. Tutti combattiamo per entrare nei meandri oscuri di questa patologia e per sconfiggerla. Senza prendersela con la mamme.

    Saluti ed auguri.

    Psicovita

  12. Brava Laura, quello che scrivi ti fa onore, spero che i genitori leggano le tue parole.

    Anto’, mi scusi,ma lei scrive:

    //Se la cognitivo comportamentale non funziona con la bulimia, stento a credere che riesca a fare qualcosa con l’autismo. Propendo allora per i cenni che dà il neurologo Oliver Sacks. L’a. potrebbe essere un problema non compreso di carattere neurologico.//

    Fa bene ad usare il condizionale, quello però che non vuol capire è che la cognitivo comportamentale è di grande aiuto lo dicono gli studi di controllo fatti.
    Anche io credo che il problema nasca a livello neurologico,ma è evidente che mentre la psicomotricità psicodinamica o la psicanalisi non hanno mai prodotto risultati,le terapie cognitivo comportamentali si ,mia figlia ne è uno sei tantissimi esempi.
    Non dimentichi che la diagnosi di autismo si fa sui sintomi, sui comportamenti.

    Arroccarsi dietro posizioni filosofiche solo per salvare i propri studi credo sia quanto di più nocivo per tutti i soggetti autistici.

  13. Da Psicologia contemporanea, anno 1990, n. 97, pag.55, art. di Andreina Sebellico dal titolo I DISORDINI ALIMENTARI

    La psicologa Andreina Sebellico che lavora con Farnè, Università di Bologna dice:

    Le psicoterapie.

    Nella bulimia …….””alcuni autori (Agras e Kirkley, 1986; Logue, 1986) hanno adottato dei trattamenti di tipo cognitivo – comportamentale (comprendenti forma di educazione alimentare e tecniche di rilassamento) nel tentativo di normalizzare le abitudini errate di individui bulimici; i risultati ottenuti non sono stati, però, significativi, così che la cura sembra essere basata su un’indagine psicologica più profonda e sistematica””

    Se la cognitivo comportamentale non funziona con la bulimia, stento a credere che riesca a fare qualcosa con l’autismo. Propendo allora per i cenni che dà il neurologo Oliver Sacks. L’a. potrebbe essere un problema non compreso di carattere neurologico.
    Ma non parliamo dei mini condizionamenti della terapia cognitivo-comportamentale contro una patologia così grande e complessa.

    Antonio V.

    P.S. Non voglio essere associato ad Hitler, per favore. Io sono di sinistra.

  14. Laura

     /  23 maggio 2012

    Sono una psicodinamica che lavora con bambini diversamente abili. Ho appreso moltissimo da una collega che adotta il metodo ABA. Sono giunta alla conclusione che il metodo cognivo-comportamentale, almeno in questi casi, è il trattamento d’elezione. TUTTO IL RESTO, credetemi, NON FUNZIONA. Credo stia anche in questo l’intelligenza di un serio professionista :capire ed accettare, specialmente di fronte all’evidenza EMPIRICA, i limiti del proprio approccio.

  15. lauser

     /  9 febbraio 2012

    ” Forse se Lei avesse frequentato le nostre scuole di specializzazione non direbbe tante corbellerie in una sola volta.”
    Buongiorno dottor Vita,non era nel mio intento offendere nessuno,in un forum democratico non accetto una risposta di questo genere. io non ho ASSOLUTAMENTE detto che le sue erano corbellerie, quello che invece lei ha detto nei miei confronti che neanche mi conosce e per mia fortuna io non conosco lei. Non giudico il lavoro e l’operato di nessuno, soprattutto di chi non conosco. Per me è interessante leggere i tanti punti di vista e non ho la PRESUNZIONE di dare giudizi o fare commenti disdicevoli.

  16. Senta, prof.ssa, lei come insegnante non ha nulla da dirmi a tal proposito. Cioè non ha nulla da insegnarmi.
    Antonio VITA, unitamente alla sua attività di psicoterapeuta, svolgeva, come attività primaria quella di direttore didattico, per 25 anni, e nella qualità, tra le altre cose, ha diretto anche un Istituto Medico-Psico-Pedagogico con 120 alunni, uno dei più grandi dell’ Italia centrale dal 1970 al 1977. Ha insegnato in scuole di formazione di insegnanti di sostegno. Forse se Lei avesse frequentato le nostre scuole di specializzazione non direbbe tante corbellerie in una sola volta.
    I nostri insegnanti di sotegno che formammo negli anni ’80, si fecero fama di ottimi docenti e di grandi operatori scolastici.
    A sua disposizione per mettere sul tavolo i propri curricula, con titoli, pubblicazioni, insegnamento ed attività pedagogiche.
    Quando lei vuole.
    Lei non parla come gli altri che stanno qui a farsi, giustamente, un mazzo. E ad urlare perché si prenda in mano la situazione e si dia luogo ad indagini approfondite di tipo medico-genetico e neuroligico per capire qualcosa di più sull’autismo.
    Questi studiosi e genitori che stanno qui e che si incazzano anche contro gli psicodinamici, li rispetto, e li capisco, gli altri, quelli che parlano senza conoscere con chi hanno a che fare, “fanno incazzare me”.
    Chiaro il discorso?

  17. lauser

     /  7 febbraio 2012

    A proposito del dottor Vita, parlare oggi di curare l’autismo non ha senso , impegnarsi sì da molto onore, ma trattare bambini affetti da autismo è differente dal trattare soggetti affetti da patologie psichiche o neurologiche. Gli psicologi “ultrapsicodinamici” sono…oserei dire eterei! Io sono un’insegnante di sostegno e di educazione fisica e dopo tanti anni posso sostenere che l’approccio verso l’autismo deve essere di tipo PRATICO, gli psicologi sono utilissimi ma i ragazzi affetti da autismo hanno bisogno di raggiungere obiettivi “utili” che servano per la vita di tutti i giorni ed i genitori anno invece bisogno di essere sostenuti da persone non troppo eteree…

  18. A Carla Marta

    Se arrivò a 16 anni e più con quella sindrome lo si deve al personale psichiatrico e psicologico dell’Istituto, non a me.
    Io seppi tutto dopo.
    Se fossi stato io avrei agito prima.

    Saluti.

  19. Credo che Tu abbia ragione.
    Rimaniamo in attesa di riscontri che possano portare benefici ai vostri figli.
    Con i migliori e sinceri auguri.

    Antonio V.

  20. carla marta

     /  3 febbraio 2012

    Antonio Vita scrive:
    .
    Tuttavia, in “Autismo – linguagtgi e misteri”, quell’articolo di 10 anni fa, alla fine dell’articolo, metto il caso di una ragazza di 15/16 anni e di una giovane signora bionda, semplicemente un’insegnante che stava cercando di far pratica anche con soggetti difficili. http://www.medicitalia.it/minforma/Psicoterapia/356/Autismo-linguaggi-e-misteri
    La chiamai: guarigione straiordinaria, mia pare. Caso che avvenne, che ancora non mi spiego. Qualcuno, non di voi, mi disse, allora, che forse non si trattava di autismo. Eppure la ragazza presentava quasi tutti i sintomi dell’autismo

    Sig, Vita quella ragazza secondo me aveva un autismo ad alto funzionamento
    o una sindrome di Asperger. Ho una figlia con tratti simili…..hanno capacita’ che di solito, non usano. Ma possono decidere di usarle. Nessuna guarigione straordinaria.
    La cosa terribile e tragica e’ che quella ragazza fosse arrivata a 16 anni
    senza che nessuno sia stato capace di tirar fuori il suo potenziale, terribile e tragica
    ma inevitabile, perche’ le figure deputate dal sistema a prendersi cura di questi
    casi sono psicologi come lei, che non hanno la minima di quello che andrebbe
    fatto in questi casi.
    Rimettetevi a studiare per piacere o cambiate mestiere

  21. Paperinik

     /  2 febbraio 2012

    Il fatto che alla fine ammettesse la possibile natura organica dell’autismo, mi aveva messo fuori strada . Per un attimo ho pensato che la prima parte fosse il suo passato.
    Se così è ,allora vale il mio primo commento .

    Noi lavoriamo per i nostri figli,ma senza menate filosofiche.
    L’autismo nel 99,99 % dei casi non è psicosi,ma è una malattia genetica o a predisposizione genetica ,ma con danni ambientali.
    Senza essere degli integralisti del comportamentismo, è l’unica terapia psicoeducativa che può essere utile. Certo è uno strumento da saper usare,ma è anche il momento che la psicodinamica in senso lato si allontani dall’autismo.

  22. Non sono contrario alla psicpdinamica. Sono un terapeuta ad indirizzo alaitico junghiano.
    Con questo non pretendo di curare gli autistici. Ma per sconfiggere l’autismo le vie sono molteplici. Quando la scienza si metterà in mente che l’approccio ad un problema complesso e complicato va fatto da diverse angolazioni possibili, senza “””ASSOLUTIZZARE NESSUNA DISCIPLINA, NESSUNA TEORIA, SENZA ESCLUDERE NESSUN TENTATIVO DI ESSERE UTILE ALLA CAUSA DI SCONFIGGERE QUESTA ED ALTRE MALATTIE O MODI DI ESSERE DI UN SOGGETTO””””, quando si prenderà in considerazione questo modo di pensare, di mettrere in atto un approccio muiltidisciplinare, già saremp su una via percorribile da molti e ci incontreremo al traguardo.
    In quanto a Skinner potete inserire la sua teoria e i suoi esperimenti in luoghi diversi dal recupero di soggetti affetti da patologie e da sindromi sconosciute.
    I suoi metodi erano diversi e se usati male, quelli sì che avrebbero portato verso forme di perversione sociale a danno dei meno dotati o dei malati. Era un genio, ma un genio le cui teorie e gli esperimenti avrebbero potuto cambiare in peggio la faccia del mondo.

  23. Gianni Papa

     /  2 febbraio 2012

    BURGH!

  24. Io sono uno psicoterapeuta ad indirizzo analitico junghiano.

  25. Gianni Papa

     /  2 febbraio 2012

    Paperinik, ma hai letto quello che scrive il dottor Vita? Lo hai scambiato per Skinner? 😀

  26. Paperinik

     /  2 febbraio 2012

    Non vorrei aver frainteso,ma lei è o non è favorevole alla psicodinamica?

  27. Io non voglio curare i vostri figli con i miei metodi. E, purtroppo, non posseggo nemmeno dei metodi.
    Ma vorrei contribuire alla sconfitta di questa patologia, o di questo stato di essere e di vivere da parte di alcuni soggetti.
    Non è pietismo il mio. E’ quello che faccio da sempore con tutti quelli che soffrono di malattie psichiche o neurologiche, senza potermi avvalere di conoscenze e di studi di neurologia che per formazione e per i casi della vita non ho potuto seguire.
    Starò alla larga dai vostri figli. Ma cercherò di capire, per quanto mi sarà possibile, che cosa porta un bambino verso questa patologia.
    Cioè io non ci sto senza fare nulla.

  28. Hai ragione. Non ho terapie da proporre. E’ questa la mia grande rabbia.
    Tuttavia, in “Autismo – linguagtgi e misteri”, quell’articolo di 10 anni fa, alla fine dell’articolo, metto il caso di una ragazza di 15/16 anni e di una giovane signora bionda, semplicemente un’insegnante che stava cercando di far pratica anche con soggetti difficili. http://www.medicitalia.it/minforma/Psicoterapia/356/Autismo-linguaggi-e-misteri
    La chiamai: guarigione straiordinaria, mia pare. Caso che avvenne, che ancora non mi spiego. Qualcuno, non di voi, mi disse, allora, che forse non si trattava di autismo. Eppure la ragazza presentava quasi tutti i sintomi dell’autismo.
    Rileggi quel pezzo.
    Per il resto cerco ovunque spiegazioni che non trovo ancora,. Ricordi quel film che cito sul secondo articolo “Ripensare l’Autismo” ? http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/820/Ripensare-l-autismo
    Quando c’è la scena della mamma di quella bambina che incontrò un gruppo di adolescenti autistici che disposti a croce, come i giocatori di una partiuta a carte, comunicavano fra loro attraverso numeri primi di 4 cifre? Sono sinapsi distorte, alterate? se fosse così dovremmo:
    – 1 – capire la natura di quelle sinapsi;
    – 2 – perché avvengono,
    – 3 – cosa le mette in funzione,
    – 4 – è un fenomeno ripercorribile? cioè in sede di ricerca è possibile riottenere una simile situazione sperimentalmente? e se sì come?
    – 5 – e poi cosa farne di quelle nozioni raccolte? non è con la patologia di una malattia che si possa descrivere il cammino per una guarigione. O forse sì.

    Oggi, dopo tanti anni, la scienza neurologica ha fatto grandi passi, ma non a sufficienza, tant’è che non si sa quasi niente di malattie degerenatrici progressive come il park e l’atlz. . Occorre la ricerca. OCCORRE TANTA RICERCA.
    A presto.
    Antonio V.

  29. Paperinik

     /  2 febbraio 2012

    Devo però ammettere Antonio, che non ho ben capito quale sia le terapie e gli approcci che lei consiglierebbe.

    Mentre sono d’accordo con te che si debba indagare molto seriamente all’autismo come malattia organica,ma ciò non spetta allo psicologo, al quale dovrebbe toccare la riabilitazione.

  30. Paperinik

     /  2 febbraio 2012

    Antonio, se c’è un mondo che fa per te?
    Forse si,ma che sia lontano dai nostri figli.

  31. Sono uno cosiddetto ultra psicodinamico, ma non mordo.
    Volevo avvisare il sig. Guido e tutti gli altri che ho riscritto un pezzo dal titolo “RIPENSARE L’AUTISMO”.

    http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/820/Ripensare-l-autismo

    Sono qui per la torta in faccia. Voi non avete torto, ma io adopero gli strumenti che ho per affrontare un problema così grande e così misterioso.
    Che non si risolva molto della situazione dei soggetti autistici è cosa che fa incazzare anche me.
    Criticate quello che ho riscritto dopo 10 anni.
    Ma non sono un neurologo, non saprei come affrontare diversamente il problema. Leggete questo scritto con spirito critico e non mettete quelle facce buie e grottesche di Hitler ed altri. Io non sono dalla loro parte, anzi sono stato sempre dall’altra parte. Sono stato da sempre il rovescio di quello che rappresenta la vostra copertina. Molti psichiatri mi fustigano, voi mi maltrattate. Ma c’è un mondo che fa per me?

    Cordiali saluti a tutti.

    Antonio Vita

  32. carla marta

     /  26 gennaio 2012

    Segnalo Cancrini

    LINEE GUIDA AUTISMO, I PARERI NEGATIVI DI ESPERTI E FAMIGLIE

    CONFERENZA STAMPA A MONTECITORIO
    SANITA’. LINEE GUIDA AUTISMO, I PARERI NEGATIVI DI ESPERTI E FAMIGLIE

    CONFERENZA STAMPA DOMANI A MONTECITORIO DALLE 11.30 ALLE 12.30.

    Roma, 24 gennaio –

    ‘Luci ed ombre sulle linee guida sull’autismo’. Questo è
    il tema della conferenza stampa, che si terrà domani presso la sala stampa di
    Montecitorio, in via della Missione 6, dalle 11.30 alle 12.30, promossa da un
    gruppo di parlamentari – Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro,
    Nunzio Testa; Pd: Luciana Pedoto; Pdl: Lucio Barani; Api: Donato Mosella,
    Emanuela Baio; Fli: Carmine Patarino – in seguito alle perplessità ed ai netti
    contrasti manifestati da associazioni di famiglia, centri di riabilitazione,
    studiosi e specialisti del settore, che hanno reagito negativamente alle linee
    guida su ‘Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e
    negli adolescenti’.

    Il giudizio negativo è condiviso da diversi docenti universitari, tra cui
    Luigi Cancrini, fondatore nel 1970 del Centro studi di terapia familiare e
    relazionale di Roma, che ha detto: “L’aver escluso dalla linea guida sull’
    autismo gli approcci che non sono cognitivo comportamentale è deontologicamente
    scorretto, poiché fondamentali nel determinarsi degli effetti più gravi del
    disturbo autistico sono le emozioni sconvolte e sbagliate dei genitori”; così
    come pure Gianluigi Monniello, docente presso ‘La Sapienza’, per il quale “la
    linea guida è un compromesso tra dati statistici e risparmio di risorse, non la
    considererei per i problemi più complessi che come tali necessitano di approcci
    diversi”. Le critiche infatti sono tante e molteplici. Sempre dal fronte
    universitario, per Tito Livio Schwarzenberg, professore de ‘La Sapienza’, “è
    assurdo che la linea guida sull’autismo indichi solo l’approccio cognitivo
    comportamentale, mentre noi siamo convinti che quello psicocomportamentale sia più valido”.
    Ha parlato invece di “stessa situazione in tutte le linee guida che riguardano
    interventi a livello psicologico”, Silvia Mazzoni, de ‘La Sapienza’, che ha
    aggiunto: “viene indicato quasi sempre come trattamento valido quello cognitivo
    comportamentale. Questo non dipende dal fatto che sia l’unico valido, ma perché
    questo approccio adotta strumenti di valutazione di efficacia abbastanza
    semplici che consentono facilmente la pubblicazione dei risultati”.

    Francesco Montecchi, presidente e responsabile scientifico di ‘La Cura del
    Girasole-Onlus’, ha sottolineato piuttosto la necessità di “riaccendere il
    dibattito sulla linea guida sull’autismo se effettivamente è limitata al solo
    approccio cognitivo comportamentale, perché considerarlo come il metodo
    dominante è una distorsione scientifica, clinica e culturale”. Mentre per l’
    Unione nazionale pediatri “etichettare il problema autismo solo come cognitivo
    comportamentale è una soluzione troppo semplicistica”.
    A ricordare che “nella scienza non c’è nessun dogma, ma esiste la possibilità
    di mettersi in discussione ascoltando tutte le voci in campo” è stato Tonino
    Cantelmi, presidente dell’Istituto di terapia Cognitivo Interpersonale, che ha
    poi spiegato: “La comunità scientifica può sostenere un approccio più di un
    altro, ma questo non vuol dire bloccare la ricerca o non considerare lavori di
    grande spessore”.

    Anche l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha fatto sentire la sua opinione
    ribadendo che “queste linee guida rappresentano solo uno spicchio della
    conoscenza scientifica, quando invece la comunità di psicologi e psicoterapeuti
    ha molto da dire sia come esperienza clinica che scientifica”. Non poteva
    mancare, infine, il parere del presidente della sezione disabilità
    intellettive e relazionali dell’associazione mondiale di psichiatria, Marco
    Bertelli, secondo il quale “qualunque tipo di intervento e valutazione sui
    bisogni di cura deve fare riferimento ad un approccio basato sulla persona e
    sulla qualità di vita della persona stessa”.

    Ma accanto alle loro voci ce ne sono tante altre ancora da ascoltare domani
    in conferenza stampa, tra cui il presidente ed il segretario generale del Foai,
    Massimo Sala e Renato Bernardini, il presidente regionale dell’Aris Lazio,
    Michele Bellomo, o del direttore del centro romano ‘Opera Don Guanella’, Don
    Fabio Lorenzetti, che hanno concluso: “Ci siamo trovati tutti d’accordo nel non
    condividere l’unicità e l’unilateralità di questo testo”.

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  33. chiara puglisi

     /  15 gennaio 2012

    mia sorella ha la sindrome di Asperger, ha 18 anni adesso e la diagnosi l’abbiamo riocevuto solo 4 anni fa..E’ andata da tanti psicologi, ( solo adesso capisco che erano TUTTI psicodinamici!) e NESSUNO ha mai nemmeno lontanamente accennato alla possibilità che fosse autistica..!!Anzi, hanno colpevolizzato e spillato soldi ai miei genitori per anni!!Io sono molto arrabbiata, molto molto!Non capisco perchè ci si possa laureare in psicologia senza che sia per legge scritto il diverso orientamento scelto…almeno così forse le famiglie almeno si farebbero delle domande…

  34. Gianni Papa

     /  5 gennaio 2012

    sì ma mica è psicodinamico

  35. Al primo posto tra i PEGGIORI medici degli Stati Uniti d’America il Dr. Wakefield, quello che ha collegato l’insorgere dell’Autismo con la somministrazione del vaccino trivalente!
    http://www.medscape.com/features/slideshow/physicians-of-the-year/2011?src=mp&spon=17

  36. sonia

     /  11 agosto 2011

    Scusate se mi intrometto….riguardo al metodo packing…penso che a nessun genitore faccia piacere vedere ” impacchettato” il figlio..ma nemmeno vederlo che si ferisce . Personalmente penso preferirei riuscire a contenerlo tra le mie braccia, ma quando questo non fosse possibile???…E’ difficile giudicare. Quello che trovo sbagliato invece, è insultarsi o minacciarsi personalmente…..Siamo civili!!!! ….Se non sbaglio qualcuno ha criticato dr Montinari proprio per questo tipo di attaggiamento, o sbaglio???

  37. vanessa

     /  2 agosto 2011

    Volevo segnalare l’inquietante associazione di genitori “oltre il muro onlus” (www.oltreilmuro.org) la quale segnala, come metodo per curare l’autismo, l’Holding e l’AERC, terapie che vedono “l’autismo come conseguenza di un conflitto emotivo”.
    Un’ associazione “a supporto dell’autismo e delle famiglie”.
    Grazie a questi genitori e complimenti per le preziose informazioni!!

  38. Corckscrew

     /  30 luglio 2011

    …il tuo “amico” Brotto è un senzaballe, ha censurato il mio ultimo post nel quale mi difendevo fin troppo garbatamente dalle scudisciate del suo post precedente e argomentavo serenamente il mio pensiero con dei link a dei documenti online.

  39. Corckscrew

     /  23 luglio 2011

    …e mi scuso, forse ho un po’ esagerato.

  40. Corckscrew

     /  23 luglio 2011

    E’ successo nel 2008 ma una tragedia così secondo me meriterebbe una commemorazione.

    Autistic boy smothered at school
    GAZETTE (MONTREAL)
    http://www.canada.com/montrealgazette/story.html?id=77c0fffd-a617-450f-acd8-34fbfcecda50

    Gabriel Poirier – We Cannot Forget
    Stop. Think. Autism.
    http://stopthinkautism.blogspot.com/2008/06/gabriel-poirier-we-cannot-forget.html

  41. Autismo Incazziamoci

     /  23 luglio 2011

    mi dai qualche link di riferimento?

  42. Corckscrew

     /  23 luglio 2011

    …comunque, aldilà delle liti e le stupide zuffe, voi che siete riusciti ad organizzare questo spazio che ha una pubblica visibilità, per favore, fate anche una ricerca su quella “coperta propriocettiva” di 18 Kg che ha ucciso il piccolo Gabriel e sui metodi che vengono usati per calmare i ragazzi. Io non nascondo che ho versato una lacrima quando ho letto la diagnosi del coroner. Se proprio devo segnalare qualcosa in questo spazio che avete creato apposta, voglio segnalare questo. Faccio fatica a pensare che un bimbo possa morire soffocato a pancia sotto arrotolato nell’angolo di un aula sotto l’indifferenza infastidita degli “insegnanti”. Vorrei essere Terminator e andarli a fargli visita, uno per uno a casa.

  43. Corckscrew

     /  23 luglio 2011

    …mi chiamo Alessandro, sono un uomo di quarantaquattro anni, faccio il grafico-fotografo in una azienda per nove ore al giorno, non sono iscritto ad alcun gruppo facebook e vivo nel golfo di Gaeta. Questo per evitarti ulteriori paranoie. Il packing non è una tortura, informati meglio.
    NON mi sono iscritto per capire che quel gruppo è una folla da onda emotiva che su certi argomenti non dovrebbe avere il diritto di esistere.
    Se ritratti, sono pronto a darti anche il mio numero di telefono fisso.
    Hai fallato, ammettilo. Tutti possiamo sbagliare. Ora se vuoi ignorami o censurami. Io ho la coscienza a posto.
    Buonanotte.

  44. Autismo Incazziamoci

     /  22 luglio 2011

    e sai bene che per leggere alcuni gruppi bisogna iscriversi. Per interagire nei gruppi bisogna iscriversi etc. etc. Iscriversi ad un gruppo non significa che ti piace. Comunque ora sparisci, per favore. Non ho tempo per giocare né voglia né forza.

  45. Autismo Incazziamoci

     /  22 luglio 2011

    ti ripeto: vergognati. Il packing è una tortura. Se controlli i gruppi di facebook a cui mi iscrivo so anche come ti chiami. Non Alex ma sempre con la A.

  46. Corckscrew

     /  22 luglio 2011

    …te l’ho già detto, quando mi darai una risposta SERIA sul fallo che hai commesso iscrivendoti ad un gruppo che scrive FALSITA’ giocando sulla MORTE di un bambino di nove anni ti darò: NOME, COGNOME, INDIRIZZO e NUMERO DI TELEFONO.
    Non ce l’ho con nessuno tantomeno con voi che comunque per molti versi fate anche un lavoro utile.
    Il packing non è una setta, è un metodo che funziona con i soggetti catatonici, autistici ed Asperger. Sono stati fatti degli studi, uno pubblicato anche su “The Lancet”, a cui immagino che tu dia credito, visto che ha “retracted” lo studio di quel criminale di Wakefield. Non è invasivo e si svolge insieme ai genitori con delle lenzuola umide. NON lasciando da solo arrotolato in un angolo in una coperta di sicurezza da 18 Kg per venti minuti un bambino come Gabriel. Come ha voluto far credere l’irresponsabile del gruppo di facebook al quale ti sei iscritto. Cosa direbbe Gabriel se sapesse che la sua memoria è usata per sostenere un gruppo di ignoranti (senza offesa, ignoranti solo perché ignorano) che solo perché vedono un bambino avvolto in un lenzuolo iniziano a gridare alla tortura? Se questo vi fa impressione allora vuol dire che non sapete niente di autolesionismo. Fate una ricerca su yuotube scrivendo: autism self injury e ne vedrete delle belle ma neanche tanto, la realtà che non si vede è ancora peggiore.
    Domanda: ma i genitori sono fessi solo quando fa comodo per sostenere le proprie cause?
    Comunque aspetto una tua risposta convincente. Se lo sarà ti consegnerò volentieri e senza problemi la mia identità e comunque, che tu ci creda o no, sono solo un operaio che lavora nove ore al giorno in un azienda come tante, ho un figlio di sette anni ed un cugino di trentasette anni affetti da autismo.
    Saluti, Alex.

  47. farfallina

     /  22 luglio 2011

    cara mammam, ti riferisco solo quello che una psicomotricista mi ha detto la seconda volta che vedeva mia figlia:….”signora questa bambina ha bisogno di contatto fisico, di giocare con voi, di essere stretta, abbracciata, coccolata…”
    ha dato per scontato che non fosse così, ovvero che questa mamma non ha mai fatto tutto quello elencato sopra!
    e non c’è bisogno di dirti che nostra figlia è stracoccolata, abbracciata ad ogni occasione, coperta di baci e coccole all’inverosimile
    giudica tu…

  48. mammam

     /  22 luglio 2011

    Assurdo che ancora si parli di madri frigorifero. Qualcuno riesce ancora a colpevolizzare una donna che affronta le difficoltà che tutti noi conosciamo?

  49. Autismo Incazziamoci

     /  21 luglio 2011

    Non ti censuro ma ti chiedo di presentarti con nome e cognome e renderti riconoscibile. Allo stesso tempo non ti giustifico il tentativo di giustificare anche il migliore degli psicodinamici, perché giustificare il migliore di una setta immonda è già commettere un peccato.
    Non ti giustifico il tentativo fiacco e loffio di non condannare il packing, cercando in qualche modo di giustificarlo… a tal punto che ti chiedo di nuovo chi cavolo sei e come ti chiami, perché il tuo atteggiamento – se sei davvero il padre di un bambino autistico che fa ABA VB – è inspiegabile

  50. Corckscrew

     /  21 luglio 2011

    accosti prego…patente e libretto…
    è molto puerile storpiare il nickname delle persone ed è anche un gran segno di debolezza.

    Se sarai così onesto da darmi una risposta credibile al mio secondo commento sul gruppo di francesi anti-packing su facebook al quale ti sei iscritto senza neanche leggere la presentazione, oltre al nome, il cognome e l’indirizzo ti darò anche il mio numero di cellulare.
    Ma…
    Sono certo che mi censurerai, censurerai anche questo post, ne sono sicuro, come sono sicuro che non avrai il coraggio di rispondere onestamente a quel commento. Ti ho tanato e questo fa male, lo capisco. In quanto al fatto che potrai censurarmi all’infinito stai sicuro che se non cominci a fare come fanno certi siti come libero o il giornale che prima di pubblicare leggono e filtrano la libertà a loro piacimento e favore non riuscirai a fermarmi. A meno che non sei così ingenuo da crederlo. Spero che almeno tu abbia approfondito la conoscenza della rete.
    Smontare le oscenità psicodinamiche come quelle sulle quali non hai scusanti è un dovere per me che sono padre di un bambino autistico. Tu ti assumi la responsabilità di quello che pubblichi. Ora da bravo, cancella questo post e continua a nasconderti dietro il dito.

  51. Autismo Incazziamoci

     /  21 luglio 2011

    Crock shaw, da questo momento in poi se non firmi con il tuo nome e cognome e mi dai le tue generalità, censurerò ogni tuo futuro messaggio. Hai rotto.

  52. Corckscrew

     /  21 luglio 2011

    …segnalo VOI… di questo sito che andate pericolosamente alla deriva in una “tutta vostra” psicodinamicità fatta in casa. Non so se vi rendete conto che state rendendo un servizio pubblico. E’ vero che qui in Italia sono troppi i casi in cui ciò ormai si è deciso di farlo “alla Carlona”… ma qui si tratta di Autismo, di malati, di vittime, non di esserini speciali del c…o. Spero che venga il giorno in cui qualche condannato all’autismo a vita, riuscirà ad evadere per darvi un buon consiglio. Penso che la sua di incazzatura vi farà tremare. Mi dispiace sottolinearlo ma: quando non si tratta di gossip, come in questo caso, si dovrebbe mantenere la serietà e la lucidità di affrontare gli argomenti con calma, apertura mentale, ricerca, analisi, studio, precisione e distaccamento… lo tsunami emotivo tenerselo a casa. La velocità e la faciloneria non sono una buona ricetta in questo preciso caso. Possono mutare, altresì, in un grande, tacito e sottile crimine psicodinamico. Per non parlare del periodo, per fortuna finito, in cui avete esposto i pay per click…. no comment.

  53. paola clerici

     /  5 luglio 2011

    ciao a tutti sono Paola sono pedagogista e ho avutola fortuna di lavorare per 3 anni, ormai parecchi anni fa, all’osservatorio autismo della regione Lombardia, con sede a Merate. dico la fortuna perchè tale progetto mi ha dato la possibilità di conoscere meravigliose persone, con le quali ho poi collaborato,che si sono occupate di autismo in modo “professionale”. cito solo alcuni nomi, Micheli, Theo Peeters, Vivanti.
    Di contro ho conosciuto anche alcuni personaggi molto particolari, con i quali la difficoltà ad interagire socialmente è stata quasi pari alla difficoltà di una persona con autimo, in quanto la discussione , che era alla base del nostro lavoro di raccolta di protocolli , non aveva punti di contatto. la linea dell’osservatorio era dare una aiuto concreto alla diffusione di interventi educativi efficaci, basati sull’evidenza della condizione particolare di apprendimento della mente di un bambino con autismo, invece ci si scontrava spesso con i retaggi psicoanalitici come quelli da voi citati nel blog.
    questo per dire che , dopo tanti anni, ancora si devono leggere commenti e più spesso “pseudo certezze” su presunte colpe e responsabilità su chi e attraverso quali terribili relazioni abbia provocato l’autismo.
    Mi dispiace per tutti quei genitori, che in tutti questi anni ho visto lavorare con coerenze a costanza a fianco di operatori preparati.
    buon lavoro a tutti
    Paola
    pa.cle@tin.it

  54. Sam il pompiere

     /  10 aprile 2011

    Segnalo una discussione assurda nel forum di Opsonline (visibile anche ai non-iscritti), con psicologi uno più psicodinamico dell’altro che puntano l’attenzione sulla relazione, sulla famiglia, sulla mamma, addirittura sul nonno… senza rendersi conto che il bambino potrebbe avere dei problemi seri, non certo dipendenti dal nucleo familiare o dalle relazioni…
    http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/un-bimbo-che-morde-un-nonno-che-non-si-fida-del-figlio-116525.html

  55. Marta

     /  13 ottobre 2010

    Capisco le tristezze e le sacrosante inkazzature dei genitori che vengono trattati in questo modo.Io sono una psicomotricista di metodo Aucouturier,cioè un metodo relazionale, e quello che mi hanno insegnato è che un essere umano evolve se è prima di tutto nel piacere, se sta bene,se è felice,se gioca,se sorride! Spero la frase non faccia pensare a discipline orientaleggianti newage o freak. Davvero c’è la volontà di ascoltare e di accompagnare la famiglia,facendo insieme un percorso comune. Un abbraccio,Marta

  56. Segnalo il dottor Michel Odent che sostiene il legame tra nascita medicalizzata (epidurale, cesareo ecc) e autismo:
    Michel Odent

    ” Una ricerca politicamente scorretta comprende alcuni aspetti dell’“indagine sulla salute primaria”, studi speciali che esplorano le conseguenze a lungo raggio del modo in cui veniamo al mondo. I risultati di indagini tanto importanti su temi tipici (criminalità giovanile, suicidio adolescenziale, dipendenza dalla droga, anoressia nervosa, autismo, ecc) sono evitati dalla comunità medica e dai mezzi di comunicazione malgrado la loro pubblicazione su rinomate riviste mediche o scientifiche. L’indagine politicamente scorretta conduce l’epidemiologia ad un vicolo cieco.

    Gli fa eco la dototressa Alessandra Bortolotti – Psicologa Perinatale:

    “Le modalità di nascita non fisiologiche rappresentano uno dei fattori di rischio per comportamenti auto ed eterodistruttivi come:
    8
    ? Suicidio
    ? Tossicodipendenza
    ? Anoressia
    ? Autismo”

    I movimenti per una nascita naturale citano spesso come causa dell’autismo l’estrema medicalizzazione dell’evento nascita.
    Donne epiduralizzate e cesarizzate di tutto il mondo tremate.

  57. Autismo Incazziamoci

     /  31 marzo 2010

    RITA MONTOLI: una psicologa pericolosa.

    http://www.ti.ch/dss/aepea/trilingue/interventi/GT3-16_intervento2.pdf

    cito: “…mantenere aperto uno spazio di pensiero critico e di
    applicazione e integrazione dei modelli psicodinamici di intervento sviluppati dalla cultura psicoanalitica-psicoterapica, in un momento in cui per complesse dinamiche culturali ed istituzionali in Italia pervale un orientamento culturale verso l’accettazione di un assoluto determinismo genetico a livello eziopatogenetico e la diagnosi offerta dai servizi si limita spesso ad un veloce inquadramento nosografico con gravi rischi per l’impatto destrutturante sui genitori”.

  58. Autismo Incazziamoci

     /  17 marzo 2010

    COME IL DESTINO. LO SGUARDO DELLA FIABA SULL’ESPERIENZA AUTISTICA di Lella Ravasi Bellocchio

    Dettagli del Libro:
    Autore: Ravasi Bellocchio Lella
    Editore: Cortina Raffaello
    Genere: psicologia
    Argomento: autismo infantile
    Collana: Psicologia
    Pagine: 156
    ISBN: 8870785777
    ISBN-13: 9788870785777
    Data pubbl.: 1999

    Descrizione:
    In questo testo l’autrice legge l’autismo come nucleo ghiacciato delle emozioni, in senso affettivo oltre che psichiatrico. Per raccontarlo usa una fiaba, “La regina delle nevi” di Andersen, in cui è narrato in modo esemplare il percorso dell’autismo, ritrovato, nella seconda parte del libro, in diverse storie d’analisi. E’ dall’interpretazione della fiaba che nasce la lettura del “paese dei ghiacci” in cui è sequestrato, incapsulato, il nucleo autistico; e il lavoro dell’analisi appare come il ritrovamento, dove è possibile, della parte di sé prigioniera.

  59. fabrizia

     /  20 febbraio 2010

    la terapia del genitore sessualmente omologo .. lascia parlare chi l’ha fatta : per esempio io e mio marito.un disastro.. ci stavamo per separare
    Lui dormiva con il figlio giocava con il figlio (perchè la terapia prevede maschio con maschio e femmina con femmina) io ero considerata alla stregua di una domestica…preparavo il cibo A quei tempi giravi su internet non c’era niente :le terapie innovative si chiamavano delacato e sunrise model
    il teach era agli albori… qualcuno che aveva possibilità economiche parlava dell’aba… poi c’è stato il boom della secretina poi quello della dmg poi quello della dieta senza glutine .. tutti a litigare
    ci siamo costituiti come gruppo stavamo per far uscire una pubblicità su una rivista per far conoscere l’autismo ma non ci siamo riusciti abbiamo litigato su qualcosa.. non ricordo
    non credo fosse la pubblicità .. tutti allo sbando tutti a discutere che cosa fosse meglio o peggio Ho fatto di tutto con mio figlio : l’ippoterapia (due palle) la delfinoterapia (meglio) , ho seguito il protocollo Montinari ma siccome mio figlio non è mai stato vaccinato mi ha liquidata.. non serviva per la sua ricerca, sono andata anche dal santone (ebbene sì )speri sempre nel miracolo.Ho provato la dieta senza glutine, quella conil glutine, sono andata a Verona alla presentazione del TED … mi mancava la chelazione ma per fortuna costava troppo… Poi l’unica che ha veramente aiutato mio figlio è stata una psicologa e psicomotricista. Gli ha insegnato quello che noi non riuscivamo a fare. Quello che gli altri non riuscivano a fare. Gli ha tolto il pattello (a 5 anni lo portava ancora) gli ha insegnato a fare la pipì nel water gli ha insegnato a leggere e a scrivere. Mio figlio parlottava a quel tempo ho ancora dei filmini… Io sono grata a quella donna, non mi ha mai giudicata non mi ha mai psicanalizzata anzi mi ha aiutata ad andare avanti a trovare la forza di non mollare..ha aiutato mio figlio e la mia famiglia
    Forse qualcuno ha dovuto passare tutto questo per permettere a qualcun altro di non passarci? Forse si ma non mi interessa…quello era il mio percorso. Posso solo dire che la differenza la fanno le persone e che generalizzare non porta a niente….

  60. Gianni Papa

     /  14 febbraio 2010

    :-O
    LA TERAPIA DEL GENITORE OMOLOGO!!!!!!!!
    :-O

    http://xoomer.virgilio.it/vvolpi/it/Autismo2.html

    :-O :-O

  61. Paperinik

     /  6 febbraio 2010

    Si tratta di un sito molto frequentato dalle mamme, su cui ho spesso discusso , l’anno scorso criticai un articolo nel quale si scriveva tra l’altro …

    ” L’autismo è una forma precoce di schizofrenia infantile. Altre schizofrenie infantili precoci sono la sindrome aggressiva, nella quale il bimbo piange e grida violentemente, prova panico e senso di terrore, una profonda rabbia verso sè stesso.

    Nella sindrome simbiotica il bambino interrompe la propria crescita psichica ed entra in simbiosi con la madre (i disturbi psichici della madre si riflettono sul bimbo). La madre impedisce al bambino di raggiungere una propria identità. E’ fondamentale che la famiglia partecipi in modo positivo al recupero del piccolo, che verrà attuato non solo con terapie farmacologiche, ma anche con psicoterapie adeguate.”

    Dato che allora criticai la redazione adesso sono usciti ,tanto per rispondermi , con un altro articolo/intervista che vi prego di leggere attentamente….

    http://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/psicosi-infantili-approccio-psicologico-moderno.html

    in questo articolo potete trovare chicche quali …. “per cui alla famiglia ’serve’ uno schizofrenico. Per quali motivi? Molto spesso per placare grandi conflitti familiari tra i genitori, per spostare la tensione e lo sguardo di tutti su ‘altro’. Anche i bambini più piccoli, possono
    percepire le tensioni, quindi, in maniera difensiva iniziano a fare ‘i matti’,”
    o anche ……

    Parlando di schizofrenia infantile
    “Esiste un detto sudamericano che dice “la pazzia è un’arte”. I bambini possono essere grandi artisti, quindi fin dai tre
    anni riescono in questo.”

  62. Alessandro Riatsch

     /  3 febbraio 2010

    L’estate scorsa ho avuto modo di discutere di autismo su un forum con uno psicoanalista. Alla fine ho mollato…
    Al di là degli abusi che certamente qualcuno opera su questo problema (ma non era il caso del mio interlocutore, di per se dotato di sufficiente onestà intellettuale), il problema riguarda il ricorso della psicodinamica ad un apparato teorico e concettuale estremamente sofisticato e autoreferenziale, che non consente di discutere a lungo a meno di accettarne i toto le premesse.
    Per quanti fossero interessati ad una gustosa dimostrazione, segnalo il link:
    http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/autismo-e-remissione-dei-sintomi-87262.html

  63. Autismo Incazziamoci

     /  28 gennaio 2010

    SCHIFEZZA TROVATA SU
    http://www.ciao.it/abcsolidarieta_freeweb_supereva_it__Opinione_233618

    Autismo: Ritardo e disturbo dello sviluppo, ovvero una disarmonia dello sviluppo. Può essere causato da un trauma, l’abbandono del bambino, oppure può essere una patologia dipesa dalla nascita. Con il tempo possono diventare schizofrenici.
    Autismo classico: Modalità particolare di sviluppo e comportamenti dove acquisiscono un loro linguaggio dove parlano di essi in terza persona, a causa di una non adeguata empatia con la madre, spesso c’è il rifiuto volontario della gravidanza. Tra Autismo e Ossessionità c’è un legame tra di loro. Nella malattia il bambino si riconosce, ma in assenza della mamma si mette a piangere, non può essere toccato, ha un pianto metallico, sfugge lo sguardo e si isola dagli altri. Il bimbo insieme alla madre si ritiene attaccato a lei davanti allo specchio; alla separazione con la mamma il bambino non si riconosce più e si troverà in una situazione d’angoscia, dove si autolesionerà o sarà aggressivo con gli altri.

    Crescendo svilupperà la comunicazione non verbale(emisfero destro del cervello) , dove c’è uno squilibrio nei due emisferi (emisfero destro – non verbale) (emisfero sinistro – verbale).La madre dell’autistico è un soggetto che non è riuscito ad entrare in contatto con il proprio figlio, e mostra il distacco dagli altri, soprattutto con il figlio. Secondo Asperger nel ritardo autistico oltre alle sintomatologie, non manca lo sviluppo delle competenze linguistiche e intellettuali.

  64. Gianni Papa

     /  19 gennaio 2010

    Un recentissimo articolo di una certa Maria Marangi

    http://consumatori.myblog.it/archive/2010/01/17/autismo-solo-un-mondo-interiore.html

    cito:
    …vivono in un proprio mondo interiore, paragonabile ad una roccaforte inespugnabile dove è permesso entrare solo a se stessi. Se il parlare diventa occasionale o addirittura rifiuto, se si osservano comportamenti quasi meccanici (ad es. ordinare continuamente), se si associano disturbi conoscitivi, occorre ricercarne le cause per escludere la suddetta psicosi.

    Sia detto di passaggio che la psicosi non esiste: l’hanno inventata gli psicoanalisti.

  65. Gianni Papa

     /  10 gennaio 2010

    Segnalo questa roba… 😦
    http://www.molisepsicologia.it/10.htm

    cito…
    “Il bambino autistico vive in un mondo unidimensionale, in uno stato privo di mente”

    “Sul piano psicopatologico si ritiene che il funzionamento autistico del bambino sia l’espressione di un <> fallimentare dovuto al riattualizzarsi di una relazione negativa primitiva della madre con il proprio oggetto primario che il bambino, con il suo modo di essere, con il suo ritardo spesso maturazionale, contribuisce in qualche modo ad attivare”.

    e se non ne avete abbastanza… leggetevi tutto…

  66. Lodevole iniziativa, il bestiario psicodinamico. Ho cercato di interagire con Romeo Lucioni, sono suo ammichetto su feisbuk, ma non mi considera. Troppo impegnato a baloccarsi col fallo sadico e il seno sottomesso. Come poeta, e non è poco, è ancora più ributtante che come psicoterapeuta.

  67. Gianni Papa

     /  22 novembre 2009

    Ecco un altro psicofolle

    http://www.ri-vivere.it/archivio/2007/04/02/no-l%E2%80%99autismo-no/

    I bambini autistici hanno un atteggiamento difensivo volto a non riconoscere l’oggetto d’amore primario vivente, la madre: per essi la madre funzionalmente non esiste e questa assenza di legami emotivi non permette di affrontare la complessità degli stimoli esterni e delle eccitazioni interne.

  68. yumiko@micatelodico.it

     /  22 novembre 2009

    AHAHAHHAHAHHARGH!!!!!!!!!!!!!

    IL GENITORE OMOLOGO!!!!!!!!!!!!!!!!!

    http://xoomer.virgilio.it/vvolpi/it/Autismo2.html

    il figlio psicotico non capisce perché mai i genitori debbano occuparsi proprio di lui, perché non si rende conto – essendo privo delle antenne emotive – di essere circondato da tante persone che gli vogliono bene. E’ invidioso di tutti coloro che, secondo lui, ricevono attenzioni (o regali che per lui sono la stessa cosa) da parte di chicchessia, e naturalmente in particolare del genitore omologo. Questa invidia, quando viene agita dal genitore altro, si traduce in gelosia, cioè nel sentirsi ingannato o tradito da un coniuge che fingerebbe di occuparsi di lui ma che in realtà per lui non avrebbe alcun interesse.

  69. Paperinik

     /  20 novembre 2009

    Su Bettelheim hai ragione, lui non lo è. Lo era.

  70. Gianni Papa

     /  20 novembre 2009

    Certo! Nemmeno Bettelheim (l’altro che ha parlato di madri frigorifero) lo è.

  71. Paperinik

     /  20 novembre 2009

    Chi legge per intero il libro sa benissimo che il Dr. Montinari non è assolutamente uno psicodinamico, ma questo già lo sapete benissimo tutti.

  72. yumiko@micatelodico.it

     /  20 novembre 2009

    Segnalo il dottor Massimo Montinari, psicodinamico dichiarato.
    http://www.disinformazione.it/autismo.htm

    Autismo da «madre frigorifero»
    …………………………

    Esistono dei casi di autismo insorti verso i 3 anni di vita con l’arrivo in famiglia di un fratellino neonato, come se il bambino in regressione autistica lo considerasse una minaccia per lui e scattasse la paura di essere abbandonato dalla madre. (…)
    Ipotizziamo perciò che persino un minimo stimolo/shock emotivo, deprimendo l’attività della ghiandola pineale, agisca da innesco della regressione autistica. Uno shock emotivo minimo che ha l’impatto di una miccia. (…)
    Allo stesso modo, un piccolissimo stimolo negativo è tutto ciò che ci vuole in un bambino il cui corpo è stato danneggiato e predisposto chimicamente alla malattia autistica.

  73. Lilliput

     /  19 novembre 2009

    Che porcheria….da denuncia.

  74. gustavo

     /  19 novembre 2009

    come mi piace questa sezione del sito!!!
    oggi segnalo un simpaticone di nome Romeo Lucioni.

    Leggete e inorridite!

    http://www.adhikara.com/romeo.htm
    http://www.adhikara.com/autismo.htm
    http://www.adolescenza.org/aut-coscienza.pdf
    http://www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=51
    http://www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=41

    e il signor Lucioni ha detto la sua anche sulla sindrome di Asperger: aaaaaaaaaargh!!!
    http://www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=39

    ECCO I SEGNI CARATTERISTICI DELLA SINDROME DI ASPERGER, SECONDO LUCIONI

    I segni caratteristici della S.A. possono essere individuati in:
    1 ) opposizione ed odio verso l’altro che si struttura come parte maschile-fallica e che prende l’avvio dall’opposizione al padre considerato perfido e primum movens di tutti i mali;
    2 ) “oggetto genitoriale” deformato per la prevaricazione del fallo sadico sul seno sottomesso;
    3 ) il seno, sottomesso al padre-fallo, diventa responsabile di questa adesività ed anche dell’abbandono del figlio;
    4 ) profondi sentimenti di indegnità e di inadeguatezza;
    5 ) sentimenti riferiti alla deformazione del corpo che si dimostra come paura della vecchiaia, non accettazione dei segni in equivoci del trascorrere del tempo;
    6 ) i profondi sentimenti narcisistici sottolineano quanto sovrastino ed annichiliscono l’affettività;
    7 ) grandi valenze di onnipotenza che tendono a far assumere volontà di auto-terapia che screditano ed avviliscono gli interventi di numerosi medici generici e specialisti ;
    8 ) alone interpretativo degli stimoli sensoriali ed eidetici che portano all’impossibilità di strutturare una risposta univoca e soddisfacente;
    9 ) proiezione che porta a diffondere sempre la colpa sugli altri e, quindi, a generare grosse difficoltà relazionali;
    10 ) grossa tendenza alla scissione dell’IO.

  75. trifulino

     /  18 novembre 2009

    Gustavo ho letto qualche scorcio di quella spazzatura…. inacettabile nel 2009.. ed ho letto pure che è stato dirigente scolastico e lavora per scuole ed enti pubblici…. poveri noi…..

  76. gustavo

     /  18 novembre 2009

    Segnalo l’orrenda accozzaglia di falsità e cattiverie che si può trovare su medicitalia.it , a firma di uno psicoterapeuta bettelhemiano che si chiama Antonio Vita.
    C’è di che inorridire!!!

    http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=33756

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